Il folletto Follini crea un pò troppi Casini

° 

Dove vuole arrivare Follini? Qual´è il suo obiettivo? Quanta parte delle obiezioni che muove al centrodestra sono suscitate da una sincera preoccupazione per le sorti del Paese, e quante, invece, sono frutto di interessi individuali o di partito? Cosa cerca e cosa e chi rappresenta Follini? Partiamo da qui.
Follini incarna quell´idea, tragica per noi, drammatica, raccapricciante, di una politica intesa come eterna mediazione. Come approccio indolore al cambiamento. Come asfissiante tutela di ogni categoria sociale, produttiva e lavorativa. Come rigido e inamovibile corporativismo. Ogni realtà  esiste grazie al suo contrario, e Follini questo lo sa bene e se ne avvantaggia. C´era nel centrodestra chi voleva, giustamente, liberalizzare tutto, privatizzare tutto. Attuare cioè una rivoluzione copernicana di stampo liberista, in un Paese, il nostro, in cui Pantalone paga tutto, e da sempre? E Follini il più delle volte cos´ha fatto? Lui ed il suo partito hanno risposto picche! Incarnando il più possibile chi voleva conservare lo status quo, accondiscendendo, al massimo, a modesti cambiamenti. Berlusconi voleva tagliare le tasse? L´Udc rispondeva: meglio una politica dei redditi. Berlusconi rilanciava volendo tagliare le tasse e tagliarle a tutti, anche ai più ricchi, e Follini diceva che era necessario ridurre le tasse solo ai meno abbienti. Ora, il cinquanta per cento della funzione sociale e perequativa dell´abbattimento della pressione fiscale, consiste nel fare emergere il reddito di chi evade il Fisco. E il Fisco lo evadono in misura maggiore quelli che hanno un reddito alto. Ridurre le loro aliquote serve a far emergere l´evasione fiscale. Solo a questo. Il resto è demagogia populista. E in questa demagogia Follini ha sguazzato tante volte.
Forza Italia, An e Lega volevano la “Devolution” per avviare una prima trasformazione in senso liberale e federalista del Paese? E l´Udc avanzava e ancora avanza riserva al riguardo. Ogni passo avanti che una parte del centrodestra voleva fare è stato vanificato da almeno mezzo passo indietro di Follini e del suo partito. E qual è il risultato? Il risultato è che buona parte del “sogno”, del progetto di “rivoluzione liberale e liberista” che il centrodestra incarnava è rimasto inattuato. Non s´è concretato, esso sì che è stato abortito. E ciò con buona pace dei “Poteri Forti”. Delle industrie che si lamentano della concorrenza sleale (dumping) della Cina, ma quando prendono i soldi dallo Stato non si sentono sleali e inefficienti. Dei sindacati, che in Italia sono la parte più retriva e reazionaria, in questo momento storico, delle forze sociali nazionali. Di quella middle-class che odia la concorrenza e il mercato perché è protetta dalla mancanza di liberalizzazione, e se questa passasse, finirebbe a chiedere l´elemosina. Perché fatta di persone, spesse volte, incapaci e inefficienti. Penso ai notai. A che servono i notai? A firmare le foto autenticate? I passaggi di proprietà ? Le compravendite di immobili? I verbali di assemblea straordinaria delle società ? E noi contribuenti paghiamo un pubblico ufficiale per mettere una firma su una foto autenticata? Siamo dei cretini, allora! E dei cretini unici in Europa! Siamo, infatti, l´unico paese in Europa ad avere i notai, ed uno dei pochi al mondo. Altrove le loro funzioni sono esercitate da avvocati e da banche. Concludendo. Tutto ciò che si oppone al cambiamento ha trovato e trova una sponda compiacente in Follini e nell´Udc. E qui sta il punto.
Si è ceduto sulla legge elettorale. Si è ceduto sulle primarie, che potrebbero delegittimare Berlusconi e suscitare conflitti intestini, distraendo l´attenzione dalla competizione elettorale per il governo del Paese. Si è ceduto tante volte e su tanta parte del progetto di “rivoluzione liberale e liberista”.
Non è che adesso Follini ci verrà  anche a chiedere di cambiar nome, da centrodestra o CdL, in “pentapartito” o “centrosinistra storico”?
In fondo Follini è un romantico: è nostalgico dell´Ancien Règime. Memento!

Leave a Comment