Quell´enorme neo americano chiamato pena di morte

Noi l´America l´amiamo. Ne amiamo i valori, il sistema economico, l´immensa fiducia verso il futuro che riesce a sprigionare. Ci esalta quella parola così semplice, così antica e così ancora tanto sconosciuta in tanta parte del mondo, e che invece abita gli Stati Uniti d´America fin dalla loro fondazione: libertà .
E tuttavia la nostra simpatia, la nostra fiducia, il nostro consenso trovano uno scoglio. Uno scoglio chiamato pena di morte.
Non ci sono parole o sentimenti, impulsi o ragionamenti, argomentazioni o ragioni che possano mai giustificare l´uccisione di un uomo (qui non si parla di guerra di difesa). Ancora minore comprensione può trovare un omicidio qualora a commetterlo sia uno Stato. E ancora minore giustificazione può trovare un omicidio se a commetterlo siano gli Stati Uniti d´America.
Se un amico fa una cosa sbagliata tu glielo fai notare, ancora di più di quanto non faresti se si trattasse di uno sconosciuto. Da un amico pretendi di più di quanto tu non faccia con altri. Da chi ritieni giusto pretendi maggiore giustizia, senza se e senza ma.
Ci piacerebbe che la pena di morte divenisse un tabù, come l´incesto.
Ci piacerebbe che ciò accadesse ovunque, e ancor più ci piacerebbe pretendere che la pena di morte fosse bandita da quei luoghi che ospitano la civiltà  liberale e democratica. Anche la Turchia ha abolito la pena capitale, tre anni fa. E chi vuole capire capisca.
Presidente Berlusconi, visto che non perde occasione per ricordarci quanto Lei sia amico di Bush, per cortesia, quando lo incontra, glielo dica: la pena di morte è una vergogna, ed è un atto contro Cristo!

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