A Napoli la giunta di centrosinistra dà  130 consulenze alla stessa persona e poi piange miseria

Riportiamo integralmente un articolo pubblicato oggi, 23/10/05, su Libero, a firma Peppe Rinaldi, perché ciò di cui si parla in esso, ci appare rappresentativo di un malcostume molto diffuso nelle città  amministrate dal centrosinistra: quello, cioè, di sperperare danaro pubblico per interessi di partito. Avendo, oltretutto, la faccia tosta di lamentare inesistenti tagli ai trasferimenti, imputati al centrodestra. Buona lettura.
“Chissà  quanti lampioni in più avrebbero potuto mantenere accesi i sindaci e gli amministratori pubblici della Campania che oggi protestano contro la Finanziaria, se avessero guardato meglio i conti dell´Asi di Napoli. E chissà  quanti bambini avrebbero potuto sfamare nelle mense scolastiche pubbliche se avessero dato un´occhiata più attenta alla quantità  di “interventi legali” effettuati per resistere o agire in giudizio in nome e per conto dell´Area di sviluppo industriale del capoluogo. Sì, perché 130, o giù di lì, incarichi professionali tutti alla stessa persona stanno a significare due cose: o che il consulente è il non plus ultra della rappresentanza legale, o che gli altri sono incapaci anche di esercitare anche il minimo intervento.
E´ quel che succede nel consorzio per le aree industriali di Napoli, carrozzone politico dominato dall´accoppiata Bassolino-De Mita: le Asi sono un crogiuolo di apparatchik, strutture mastodontiche e senza fondo, che un progetto di legge regionale sepolto in chissà  quale cassetto, vorrebbe sciolte o riformate mentre continuano a drenare risorse pubbliche e a rappresentare il più classico dei terreni di scontro della politica “concreta” per la spartizione di fette di potere. Alcuni sono commissariati e vivono in amministrazione straordinaria, altri vanno avanti e prosperano in un modo o nell´altro. Come nel nostro caso.
Il protagonista di questa storia si chiama Donato Cicenia, protagonista del gotha degli accumulatori di incarichi e consulenze per via politica. Uomo di fiducia del presidente regionale della Margherita, quel senatore Giuseppe Scalera, amico di Lamberto Dini che per alcuni rappresenta il futuro del partito, per altri l´unica alternativa possibile allo strapotere di Ciriaco De Mita. Scalera da pochi giorni è pure presidente dell´Ordine dei medici di Napoli, dopo una scalata tanto ardua quanto chiassosa sotto il profilo mediatico e politico. L´avvocato Donato Cicenia, detto Nello, è stato destinatario di circa 130 consulenze da parte del consorzio Asi napoletano: ma uno dei punti più significativi di tutta la vicenda è che per quel lavoro lo stesso avvocato era stato già  convenzionato dal consorzio per la modica cifra di poco meno di 100 milioni del vecchio conio. Evidentemente era un po´ poco: sarà  stata questa la ragione per la quale si è deciso di pagare un consulente 130 volte per la stessa attività  in base alla quale era stato in precedenza convenzionato.
Facendo un po´ di conti, tra contratti di consulenza “per attività  di tipo amministrativo” e singole cause dinanzi a Tar, Consiglio di Stato e tribunali vari, le cifre cominciano a farsi davvero interessanti e ad arricchirsi di diversi zeri. Insomma, con lui si entra nei “verbi difettivi”, come dicono in Campania quando si intende che una cosa diventa complessa ed articolata.
Se a questo si aggiunge poi la irresistibile ascesa dello stesso Cicenia nel monolitico universo della sanità  campana, in veste di consulente e di uomo forte del sottogoverno margheritino, allora significa che il suo è un vero e proprio guinness dei primati in fatto di incarichi. Legato a Mauro Cardone, manager di stretta osservanza demitiana dell´Asi più dispendiosa d´Italia, la Napoli 4, l´alto dirigente sanitario costretto a dimettersi per sospette infiltrazioni camorristiche nel CdA (poi confermate dallo scioglimento deciso dal Ministero degli Interni venerdì scorso), Cicenia proprio in quel circuito ha coltivato frequentazioni più o meno blasonate, tali da garantirgli sufficiente cittadinanza nell´Olimpo dei super consulenti a sei zeri: Angelo Montemarano, l´attuale assessore regionale alla Sanità  che non sposta una carta se non lo decide il Gran Visir di Nusco, Giuseppe Scalera, diniano doc che con lo stesso De Mita si divide il potere nel settore più appetito della politica, e lo stesso Bassolino, sono solo alcuni dei nomi che il nostro incrocia e coltiva. Di recente, sempre il consorzio Asi di Napoli, ha addirittura comprato un nuovo immobile in via Bracco nel cuore della city: facile immaginarne i costi, facile altresì farne discendere un ruolo per il mega consulente campano. Numeri e cifre ancora top secret: ma Napoli è sempre Napoli, ed il costo a metro quadro di un immobile non è roba da poco.
Per un vecchio segretario dei giovani socialisti da Sant´Andrea di Conza, minuscolo e ridente centro dell´Irpinia, folgorato sulla via centrista del potere attuale, approdato poi nelle file del sottogoverno che conta, non è di poco conto.
Miracoli unionisti in salsa campana. La stessa sinistra che oggi si straccia le vesti e sfila in corteo perché non può tenere accesi quei lampioni delle strade o sfamare quei bimbi alla mensa scolastica, per colpa del perfido governo Berlusconi”.
Ricordiamo che l´articolo è stato integralmente preso dal quotidiano Libero ed è stato scritto da Peppe Rinaldi.

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