Fini rilancia le quote rosa e ottiene un consenso bipartisan

Abbiamo più volte dichiarato su questo blog, come per noi appaia necessaria una previsione legislativa che obblighi i partiti a garantire una certa rappresentanza femminile. E ciò quantunque, in linea di principio, l´idea delle quote rosa-quote panda, ci sembri offensiva nei confronti delle donne. Tuttavia, siccome la presenza femminile nel Parlamento italiano è tra le più basse d´Europa (siamo al 23esimo posto su 25 paesi europei, leggetevi il post pubblicato in questo blog dal titolo “La presenza femminile nei Parlamenti europei”), occorre guardare al sistema delle quote rosa, come ad una extrema ratio, per risolvere un problema annoso, che ci colloca, a nostro avviso, alla “periferia della civiltà “.
Siamo, quindi, contenti che l´Onorevole Fini, durante la trasmissione “Otto e mezzo”, abbia rilanciato la questione delle quote rosa, dichiarando: “Se la legge elettorale viene cambiata al Senato, bisognerà  modificarla in questo senso. Altrimenti dovremo presentare un disegno di legge in Consiglio dei Ministri”.
Così come siamo contenti del fatto che Fini abbia stigmatizzato l´atteggiamento delle donne sulle quote rosa in Parlamento, affermando che: “Perfino nel Parlamento afghano le donne sono più che da noi”.
Così come deve essere considerato positivamente, l´atteggiamento di apertura sulla questione, mostrato da alcuni esponenti dell´opposizione.
Willer Bordon, capo dei senatori della Margherita, suggerisce a Fini “un emendamento che garantisca almeno un terzo della presenza femminile nelle liste” e dichiara che, se tale condizione dovesse verificarsi, “i nostri voti sicuramente non mancherebbero”.
Posizione condivisa dal Segretario dei Verdi Pecoraro Scanio, pronto ad aprire “un confronto per garantire una giusta rappresentanza di donne in Parlamento”, e se la riforma che il Senato si accinge a varare, dovesse essere considerata seria, pronto a “votarla”.
Occorre mantenere la massima “sorveglianza” sulla questione delle quote rosa, perché il nostro Paese ha un bisogno immenso di riforme che garantiscano, davvero, uno Stato di diritto.
Il nostro appoggio, quindi, a Fini. Non solo perché sta mostrando di avere davvero a cuore la questione della pari dignità  tra uomini e donne, ma anche perché sta “insegnando” a certi “sinistri”, come siano errati i pregiudizi, che vogliono gli uomini di Destra impegnati in politica, maschilisti e retrivi.
Bravo Presidente Fini, a lei il nostro appoggio più sincero e il nostro grazie.

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