Quote rosa: un importante tassello per vincere nel 2006

Ve lo diciamo: oggi siamo parecchio contenti.
L´approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, del disegno di legge che istituisce le cosiddette “quote rosa”, ci fa piacere. Parecchio.
Innanzitutto perché riteniamo il provvedimento giusto in sé. Una di quelle cose per cui valeva la pena di battersi.
Non possiamo, infatti accettare, come già  abbiamo detto e documentato, che il nostro Paese continui ad essere il terzultimo in Europa, per presenze femminili nei parlamenti nazionali. E´ uno scempio che urla vendetta, e che richiede “cambiamenti veri”, non chiacchiere.
Tante persone, a destra come a sinistra, donne e uomini, lamentano quanto il meccanismo delle “quote rosa” sia umiliante e ingiusto per le donne, perché sembra trattarle come una specie in via di estinzione.
Ma io a queste persone chiedo: ma se non attraverso le quote, come si fa a “garantire” la presenza femminile nei Parlamenti, e ancor prima, nelle liste dei Partiti?
In quale modo concreto si può far cessare il monopolio maschilista nei partiti e nelle Istituzioni?
In quale modo concreto?
Non parlatemi, per favore, di generici “cambiamenti culturali”. Come si dovrebbero attuare, a vostro avviso questi cambiamenti culturali di cui parlate, in modo concreto, se non attraverso una legge che obblighi i partiti al cambiamento stesso?
Datemi, vi prego, risposte concrete, esempi. Perché altrimenti è aria fritta ciò che dite!
Altrimenti, dovrete arrivare a concordare con quelle misere e squallide parole, con le quali il Ministro Giovanardi ha commentato, piccato e infastidito, il provvedimento votato dal Consiglio dei Ministri e a cui lui ha negato il proprio consenso: “Alle donne del nostro Paese mica gliene frega niente della Politica“.
Vi rendete conto?
Anche secondo voi noi siamo terzultimi in Europa, per presenze femminili nel nostro Parlamento, perché alle donne italiane non gliene frega niente della politica? Questo è quello che pensate?
Mi auguro di no!
L´altra ragione, e concludo, per cui siamo felici oggi, è che per noi il varo di questo provvedimento, segna un profondo cambiamento di strategia politica nel centrodestra.
Si è deciso, forse obtorto collo, ma a ragion veduta, di “mutar pelle e immagine“.
Cioè a dire, s´è capito, che l´opinione pubblica ha bisogno di “individuare” cose concrete e “tangibili” nell´operato di un governo.
Cose che possano “vedersi” e “toccarsi”. Non solo. Ha bisogno di sapere che un governo ha fatto cose “politicamente corrette“, cose che il “comune sentire” qualifica come “giuste”. Perché se fai cose che, l´opinione pubblica considera “politicamente scorrette”, com´è nel caso del sostegno agli Stati Uniti, per il processo di democratizzazione dell´Iraq, poi “devi” fare anche cose “politicamente corrette” che possano bilanciare quelle scorrette. Mi spiego?
E noi, quante cose abbiamo fatto che possano considerarsi come “politicamente corrette”? Pochine. Questo, perlomeno è ciò che “percepisce” l´opinione pubblica e su cui dobbiamo intervenire. Non solo.
Su di “noi” grava il sospetto di essere portatori di istanze “maschiliste e retrograde”. Su di “noi” grava il sospetto, di non essere affatto interessati a questioni pertinenti le libertà  e i diritti individuali.
Quantomeno di non esserne interessati quanto la Sinistra.
E questo è un assurdo in termini.
Può, mai, una coalizione di Liberali, non avere interesse alle libertà  e ai diritti individuali? Assolutamente No!
Il problema però, è che “noi”, su questo versante, abbiamo effettivamente fatto pochissimo o niente!
Questo, forse, è il problema vero. Se non incidi sulle libertà  e sui diritti individuali, non riesci a incidere nemmeno sulle libertà  economiche.
Ed è anche qui che si gioca la battaglia per vincere le prossime elezioni politiche: ritornare a parlare di Libertà !
Pensiamoci.
In ogni caso complimenti, ancora, Ministro Prestigiacomo. Oggi più di ieri, per quel poco che vale, siamo con lei.
Leave a Comment