Ancora camorra. Ancora centrosinistra

Chi legge abbastanza spesso questo Blog, sa che qui di frequente si parla di Camorra. E se ne parla riportando fatti che hanno una certa rilevanza “politica”.

83 Comuni in provincia di Napoli su un totale di 92, sciolti o comunque sotto indagine per Camorra, e quasi tutti guidati dal Centrosinistra, sono un “fatto politico” serio, soprattutto se la grande stampa non dà  risalto all´informazione, che trovate invece qui.

Ora però, devo dire che è accaduto un fatto strano ieri: il Corriere della Sera, in prima pagina, ha pubblicato un editoriale a firma Gian Antonio Stella, e dal titolo “Un´epidemia di Camorra“.

In questo editoriale che vi riporto per intero, si evidenzia, sia pur con il classico stile abbastanza ironico e se si vuole “leggero” di Gian Antonio Stella, notizie molto gravi e molto serie. Che per l´appunto trovano addirittura spazio in prima pagina, sul Corriere della Sera, e per la prima volta.

La cosa forse è importante. Forse il potentato economico/industriale che “comanda” il primo quotidiano del Paese ha deciso di non tacere più. E forse ha deciso di “contrastare” la dittatura di Bassolino che da 13 anni inquina la vita economica e sociale in Campania. Io non sono in grado di dirlo, però leggo un segnale di cambiamento. Mi auguro che non sia l´unico.

Ad ogni modo ora leggetevi l´articolo di Gian Antonio Stella:

La Campania ha fatto il record: con gli ultimi due, Boscoreale e Brusciano, sono saliti a 19 i Comuni sciolti negli ultimi anni per infiltrazioni della criminalità  organizzata. Più che in tutto il resto della penisola (17) messo insieme.

Non bastasse, per la prima volta in Italia perfino una Asl è stata sciolta perché infetta e un´altra potrebbe esserlo presto.
Primati imbarazzanti, che rischiano di venire ulteriormente battuti: tolte quelle già  sciolte, commissariate o nel mirino dei commissari che indagano sui rapporti tra politica e camorra, le amministrazioni municipali della provincia di Napoli esenti dai sospetti e monitoraggi sono nove su novantadue (capite cosa voglia dire? ndr).
Meno di un decimo.

Una trauma che riguarda tutti: a Boscoreale c´era un sindaco del centrosinistra, a Brusciano del centrodestra. Chi è senza peccato scagli la prima pietra.
Ma è fuori discussione che a essere più scossi, non solo perché la schiacciante vittoria elle regionali dell´anno scorso di Antonio Bassolino (quasi il 62% dei voti) ha fatto della Campania che fu democristiana e gavianea e pomiciniana una delle regioni più rosse, sono i Ds e la Margherita.

Ai quali appartenevano 7 dei 10 sindaci destituiti (compreso Afragola, il paesone del governatore) da ottobre in poi. Quanto basta e avanza perché la Casa delle Libertà  tuoni contro la deriva del bassolinismo. E perché, dal fronte opposto, salgano indignate urla: complotto!

Il più brusco, con stupore di chi lo ricorda discutere con Mino Martinazzoli di “cavalli e cavallinità ” è stato Ciriaco de Mita.
Il quale dopo lo scioglimento del Comune di Pozzuoli in mano alla Margherita, ha scavalcato il suo sindaco (“c´è un´oscura regia”) denunciando un “connubio tra fascisti e prefettura” fino ad avventurarsi nell´accusa al prefetto di aver fatto “pressioni illegittime” con “un atteggiamento camorristico”.

Se il prefetto Renato Profili abbia calcato la mano e se Beppe Pisanu abbia messo un po´ di malizia nello sciogliere a ridosso delle “politiche” più Comuni in Campania che nella Sicilia cuffariana, come gridano i teorici della congiura, lo diranno le inchieste.
Che già  più volte hanno dato ragione a sindaci buttati fuori con ignominia e poi assolti.
Se lo strappo di mostrine e galloni agli amministratori avrà  conseguenze elettorali si vedrà .

Certo è che quanto sta accadendo ha aperto dentro la sinistra un dibattito salutare.
Che vede da una parte chi, come l´ex sindaco bassoliniano Riccardo Marone, tuona contro l´ondata di scioglimenti denunciando “una sorta di giustizia sommaria” tesa a coprire il “fallimento della giustizia penale che è sotto gli occhi di tutti”.

Dall´altra chi, come l´ex ministro degli Interni Giorgio Napolitano, non nega di essere allarmato per l´infezione di tanti Comuni di Sinistra: “non credo che si sia fatto un uso politico dello scioglimento.

Per non dire di chi, come il senatore Lorenzo Diana, confida amaro: “il centrosinistra dovrebbe recitare il mea culpa su alcune leggerezze che ha commesso“.

Il nodo, come spiegano ad esempio il sociologo (diessino ndr) Amato Lamberti e lo storico Francesco Barbagallo sul Corriere del Mezzogiorno, tra i principali teatri del dibattito, è che il centrosinistra arrivato al potere (in verità  l´Italia è stata guidata per oltre 30 anni dal Centrosinistra, il Pentapartito era una coalizione di Centrosinistra, ndr) ricco di speranza e buoni propositi ha preferito far finta per anni “che il problema fosse superato” e lo ha minimizzato consentendo alla camorra d´imporsi in molte aree come “il centro della società “.

Andando a incassare, al di là  dei successi elettorali, degli sforzi di buona volontà  troppo spesso delusi e delle scontate strumentalizzazioni di oggi, una sconfitta che brucia.
E che non riguarda solo la sinistra, ma la politica (asserzione molto demagogica, ndr).
E l´intera società  campana.
Gian Antonio Stella

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