Il Puritanesimo: ovvero tu vari il Manifesto per l´Occidente e ti dimentichi di vivere in Italia

1.Introduzione Storica – Il termine Puritanesimo (da qui in poi indicato con P.) non indica una chiesa o una setta specifiche, né un sistema teologico ben determinato; ma il movimento di riforma religiosa sorto in Inghilterra durante il regno di Elisabetta I per “purificare” la Chiesa Anglicana da ogni residuo di “papismo” e che, allargatosi a comprendere la protesta politica parlamentare, culminò nella rivoluzione contro Carlo I del quarto decennio del XVII secolo.2.L´influenza del Puritanesimo nella Società  Inglese– La penetrazione del P. tra la gentry e i ceti mercantili e professionali fu un fenomeno di importanza storica eccezionale. Erano infatti questi i gruppi sociali maggiormente toccali dalle grandi trasformazioni dell´Inghilterra cinquecentesca: la riforma Tudor dello Stato, la crisi dell´aristocrazia, la vendita dei beni ecclesiastici dopo la Riforma, l´allargarsi del mercato internazionale, la penetrazione delle idee rinascimentali e l´innestarsi della spiritualità  riformata sulla tradizionale pietà  inglese.

Anche a non voler più accettare la tesi del nascere in questo periodo della classe media, piccola nobiltà  e mercanti erano spinti dalle suddette trasformazioni ad assumere posizioni innovatrici rispetto alle strutture sociali e ai modi di vivere tradizionali.

Essi però traducevano in una Weltanschauung profondamente religiosa i desideri di mutamento, così come le ansie e i pericoli che ne derivavano e vedevano ingigantiti i difetti della Chiesa Anglicana – l´ignoranza di molti pastori, il formalismo del cerimoniale, l´abbandono spirituale del popolo -, traendone la spaventata conclusione della sua incapacità  a promuovere la salvezza, e quindi a dare ordine al loro turbato orizzonte spirituale.

La predicazione puritana, che insisteva su una religiosità  intima e spontanea e sulla necessità  per la salvezza della rinascita di ognuno attraverso la grazia concessa da Dio ai singoli (rigenerazione), cioè di una modificazione interiore da ricercare personalmente e senza la diretta mediazione di una Chiesa, restituiva la fiducia in se stessi e nella religione.All´interiorizzazione del rapporto uomo-Dio corrispondeva l´interiorizzazione del comando etico, perché l´unica prova, anche se mai certa, dell´aver ottenuto il perdono divino, consisteva nella capacità  di vivere una vita morale nel coerente adempimento dei propri doveri mondani.

Il concetto di vocazione, di origine luterana, per cui il cristiano si dimostra strumento di Dio non negli eroismi della vita monastica, ma accettando la propria posizione nel mondo onde dimostrare la gloria divina, capace di sconfiggere il male, operando cristianamente e con successo nel regno del demonio, diventa così uno dei cardini del Puritanesimo (leggetevi 20 volte questi ultimi 5 righi, e stampateli a fuoco nella memoria!).

Questa religiosità , sempre attenta a risolvere in termini di esperienza pratica i dubbi spirituali e intellettuali consentì a un gran numero di inglesi di risolvere in termini religiosi i problemi creati dalle modificazioni storiche che essi vivevano (rileggetevi 50 volte questi ultimi 3 righi, e stampateli a fuoco nella memoria!).3.Puritanesimo e Capitalismo: Le Tesi di Max Weber – Duramente attaccato alla fine del secolo scorso per il suo spirito autoritario, la morale rigida e ristretta a la religiosità  precisata e non spontanea di cui aveva finito col diventare simbolo, il Puritanesimo tornò al centro dell´interesse degli studiosi come fattore primario dello sviluppo della civiltà  occidentale con l´opera di Max Weber Die protestantische Ethik und der Geist des Kapitalismus del 1905.

Da allora, a seguito della furiosa polemica sviluppatasi attorno ad essa e attraverso i successivi studi dello stesso autore sui rapporti fra religione e società , il P. è divenuto banco di prova obbligatorio sia per gli studiosi delle origini del capitalismo che per quelli del mutamento sociale.

Lo studio sull´etica protestante sorse dal bisogno di Weber di spiegare la debolezza della borghesia tedesca, soprattutto se paragonata a quella inglese, e si sviluppò come una ricerca delle forze che diedero origine al capitalismo e quindi alla borghesia.

In continua, anche se per lo più sottintesa, polemica col marxismo, Weber rivaluta le idee etico-religiose e i mutamenti nella coscienza di gruppo che esse provocano, come fattore primario del mutamento sociale.

Il capitalismo moderno, diverso dal semplice desiderio di ricchezze e caratterizzato dalla organizzazione razionale del lavoro libero nell´impresa, non avrebbe, per Weber, potuto sorgere spontaneamente senza un radicale mutamento nell´orizzonta psicologico e intellettuale dell´uomo; orizzonte che, secondo lui e anche qui in polemica con Marx, è naturalmente caratterizzato dal tradizionalismo, cioè dalla tendenza ad accontentarsi del tenore e dei modi di vita ereditati.

A un tale mutamento si sarebbe giunti con la Riforma e in particolare col calvinismo, che avrebbe recuperato l´idea di vocazione mondana, sviata in Germania verso il misticismo, accoppiandola a quella di predestinazione.

Il Puritanesimo inglese e americano non fece, secondo Weber, che cristallizzare e porre in pratica, in una situazione storica particolarmente adatta, queste tendenze, che riorientavano l´uomo sottraendolo definitivamente “all´impero della magia” e gli consentivano di agire come un individuo del tutto razionale e responsabile.

Solo davanti a Dio giudice, privo dell´aiuto della Chiesa e della possibilità  di sfuggire, attraverso “la magia” dei sacramenti, all´ansia del proprio essere peccatore, il puritano doveva cercare una soluzione alle proprie incertezze spirituali nel razionalismo pratico della “ascesi mondana”.

Questo concetto, centrale nell´analisi weberiana, ci riporta a quanto in precedenza detto sul significato della vocazione terrena e sulla necessità , per ottenere una sia pur parziale certezza di essere salvi, di riassicurarsi continuamente provando la propria capacità  di perseverare e prosperare nella propria vocazione.

La trasformazione dell´agire in campo di attività  etica portava alla necessità  di razionalizzare l´azione al massimo grado onde ottenere un successo mondano che veniva prima di tutto valutato in termini etico-religiosi.

Tiziano Bonazzi

Tratto dal Dizionario di Politica
Diretto da Norberto Bobbio, Nicola Matteucci e Gianfranco Pasquino
A buon intenditor…

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