Il Manifesto per l´Occidente. Come la vedo e perché dico no

Allora, io questo post non avrei voluto scriverlo. Al Manifesto per l´Occidente non ho aderito, né aderirò perché non lo condivido, e per me affrontare questo tema (soprattutto in considerazione del fatto che manca un mese alle elezioni, e avremmo altro di cui occuparci) appare inutile.

Tuttavia, in questa strana “realtà ” chiamata Blogosfera, sta proponendosi un perverso dualismo (stile guelfi e ghibellini), che del tutto indifferenti non può lasciare.
Ecco quindi il perché di questo post.

Prima considerazione a quelli che sono contrari come me al Manifesto: ma di cosa vi scandalizzate? Ma perché non vi rendevate conto che il Manifesto era “nell´aria”?
Ma i giornali del centrodestra non li leggete?

è un anno che Giuliano Ferrara e Antonio Socci “predicano” l´esigenza della svolta teocon! Un anno!

E´ un anno che un signore chiamato Gianfranco Fini su questi giornali viene attaccato e deriso perché ha fatto aperture sul referendum sulla legge 40 e sui Pacs. E tutti a rimproverargli che è un imbecille, perché lui sulle posizioni teocon dovrebbe puntare, perché se la Destra non è maschia e non è “Dio, Patria e Famiglia” non ha senso che esista.

Non solo. Non capisco il motivo dello sgomento, se si tiene conto del fatto che Bush è stato rieletto grazie alla svolta teocon.

E questo è sempre stato puntualmente descritto dai giornali del centrodestra, che per l´appunto al riguardo hanno sempre detto: “Prendete esempio, cari leader del centrodestra italiano, dal modus operandi con cui è stata gestita la campagna elettorale di Bush. Il brav´uomo era dato per spacciato (come Berlusconi), e invece è riuscito a vincere perché ha saputo individuare “l´argomento” giusto: i Valori, con la V il più possibile Maiuscola! Prendete esempio da lui: ha unito la trimurti “Dio, Patria e Famiglia”, coniugandola con le esigenze imposte dall´Undici Settembre, ed è riuscito a “coinvolgere” gli elettori. E malgrado fosse considerato un Criminale, un Impresentabile, un Essere Indegno da molti americani (come Berlusconi lo è per molti italiani), nonostante ciò è riuscito a vincere. Allora, per favore, cari leader del centrodestra, attaccatevi alle radici giudaico-cristiane, coniugatele in funzione antislamista, puntate sui temi della famiglia, della tradizione, dell´aborto “è un crimine come l´Olocausto”, e vedrete che così vincerete! Date retta a noi“.

Dunque lo sgomento, se si considera che queste cose erano ampiamente “conoscibili”, o meglio, erano più che note, non si può accettare.

Nessuno sgomento per chi abbia più di 14 anni è ammesso!
Era tutto prevedibile e già  previsto!

La funzione del Manifesto per l´Occidente è quella elettoralistica: si parte cioè dall´assunto che serva a far vincere il Centrodestra!

Non è affatto detto (soprattutto se il centrodestra dovesse perdere) che “queste posizioni” diverranno il “programma politico” del centrodestra, o del futuro partito unico del centrodestra.

Quindi, per favore, stop agli allarmismi e alle paure. Stop soprattutto alle polemiche, chè gli avversari sono altri. Per favore lo chiedo!

Tuttavia, qualche parolina sul Manifesto devo pronunciarla. Stante però la premessa fin qui sostenuta, non voglio essere “troppo” cattivo, anche se mi costa enorme fatica, credetemi.

Innanzitutto partiamo da una sinistra coincidenza:

un signore chiamato Oswald Spengler, un filosofo tedesco molto noto a tutti noi, circa un secolo fa scrisse un saggio dal titolo “Il Tramonto dell´Occidente“, in cui, come si può evincere dal titolo, affermò come prossima la fine dell´Occidente.

Non solo. Il pensatore di cui sopra, assieme a tanti altri illustri filosofi come Nietzsche e Heidegger, è definito un autore del cosiddetto “Prefascismo“. Termine “ambivalente” su cui non ci si dilungherà  qui, ma al riguardo forse è sufficiente dire che il “contenuto” del Tramonto dell´Occidente ha molti punti di contatto con quello del “nostro” Manifesto per l´Occidente🙂

Né può apparire secondario il fatto che, “casualmente”, il “nostro” Pera sia un filosofo ed un professore universitario.

Come dire: Pera s´è lasciato prendere un po´ la mano, e forse ha pensato di potersi regalare un “ruolo di rilievo” nella Storia della Filosofia Universale:-)

Peccato, tuttavia, che il suo Manifesto, come dire…..sia un po´ troppo scadente!

E qui veniamo all´aspetto più serio.

Una disamina articolata di ogni “frammento programmatico” del Manifesto, è fuori luogo, anche perché richiederebbe troppo tempo.
Quindi chiedo scusa in anticipo, se la mia attenzione verterà  solo su alcuni aspetti.

L´elemento più “grossolano” (e grossolano è un eufemismo democristiano se paragonato al termine che avrei voluto usare) del Manifesto risiede in alcuni aspetti “tacitamente prescrittivi” (si badi bene, ho detto tacitamente prescrittivi, non esplicitamente prescrittivi), cioè nella sua “pars costruens”, quando insinua (sempre tacitamente) cosa dovremmo fare per neutralizzare il pericolo della fine dell´Occidente.

E qui viene fuori la vera natura dell´estensore del Manifesto, che non è Pera, come ovviamente ha capito ogni persona degna di poter essere definita come pensante: il vero estensore del Manifesto, provo a tracciarne un Identikit, deve essere un giornalista o un politicante!

Perché direte voi?

Perché dice cazzate!

Dunque, la parte “tacitamente prescrittiva” più “divertente” del Manifesto, è quella in cui si cita la “denatalità ” dell´Occidente. E´ spassosissima questa parte.

Cito dal Manifesto:

L’Occidente è in crisi….Minato dall’interno da una crisi morale e spirituale…L’Europa è ferma. Continua a perdere natalità , competitività â€¦Le nostre tradizioni sono messe in discussione. Il laicismo o il progressismo rinnegano i costumi millenari della nostra storia. Si sviliscono così i valori della vita, della persona, del matrimonio, della famiglia….Siamo impegnati a sostenere il diritto alla vita, dal concepimento alla morte naturale“.

Talchè il Manifesto insinua (tacitamente): “Dobbiamo/dovete trovare il metodo per fare più figli, dobbiamo/dovete necessariamente fare più figli“.

Anche perché se non ci fosse stata una volontà  del genere alla base, la denatalità  non c´era ragione di scomodarla. Ma visto che si è fatto riferimento ad essa, e la si è legata per di più alla “competitività , è evidente che “tra le righe” si volesse “inviare” un “monito” in tal senso: “Dovete fare più figli!”

Allora, a parte il fatto che mi sembra un (tacito) richiamo Mussoliniano (il che sommato alla circostanza che il Manifesto “evochi” anche sinistre analogie con il “prefascista” Tramonto dell´Occidente di Spengler, la dice lunga sulla “qualità  liberale” del documento!), la denatalità  dell´Occidente (soprattutto europeo) è un problema irrisolvibile, come ben sa chiunque abbia studiato qualunque testo di Demografia e di Economia dello Sviluppo.

A tal riguardo consiglio le seguenti letture:

Autore: M. Livi Bacci
Testo: Introduzione alla demografia
Loescher editore

Autore: M. W. Flinn
Testo: Il sistema demografico europeo
Editore il Mulino, Bologna

Autore: A. Golini
Testo: Le tendenze demografiche dell´Italia in un quadro europeo. Analisi e problemi per una politica per la popolazione
Editore il Mulino, Bologna

Autore: M. Livi Bacci
Testo: Storia minima della popolazione del mondo
Editore Loescher

Autore: J. Hogendorn
Testo: Lo sviluppo economico
Editore Zanichelli

Autore: F. Volpi
Testo: Introduzione all´economia dello sviluppo
Editore F. Angeli

La ragione per la quale si può considerare irrisolvibile il problema della denatalità , risiede nel fatto che l´abbassamento dei tassi di “fertilità  femminile” è legata ad una trasformazione antropologica, valoriale, culturale. Che è tipica di tutte le società  industrializzate.

Più si è ricchi ed istruiti (sotto il profilo del tasso di scolarizzazione) e meno figli si fa. Più si è indigenti, e con un tasso di istruzione modesto, è più figli si fa.

La ragione di ciò dipende dal “legame con i valori tradizionali”: nelle società  povere o contadine, il numero elevato di figli è un “valore positivo”. E´ una sorte di surrogato della ricchezza economica. Ma è anche un sistema di ammortizzatore sociale naturale: perché quando si è contadini, e si vive del proprio lavorare la terra, si ha bisogno di persone che siano in grado di sostituirci quando la vecchiaia ci impedisca di lavorare la terra.

Si aggiunga a ciò, il fatto che il numero elevato di figli, nelle società  povere e contadine, è espressione tangibile di “mascolinità “, di “machismo”, di “inequivoca virilità “, tutte cose quest´ultime che hanno presa su persone che abbiano un basso tasso di scolarità .

Nelle società  ricche e industrializzate, e in cui il livello di istruzione media dei cittadini sia abbastanza alto, un numero elevato di figli non è più considerato un “valore positivo”:

l´evoluzione dei costumi porta a considerare come primario un tenore di vita decoroso, un miglior livello qualitativo di vita per sé e per la propria prole. E decadono anche fattori psicologico/culturali come quelli del “machismo”, legati come si è detto a tassi di scolarizzazione molto bassi.

Insomma si diventa una Società  e non più una Tribù!

Questo avviene in tutto il mondo industrializzato, e non perché lo dica Camelot o qualche ca**one come lui!

Ma perché una moltitudine di “studi empirici” evidenziano la uniformità  del fenomeno in tutto il mondo occidentale.

Fatta questa doverosa analisi, ma allora a che diamine serve far riferimento alla denatalità , come fattore (tra i tanti) di crisi dell´Europa?

E per di più collegando la denatalità  alla competitività  e al fatto che l´Occidente è “Minato dall’interno da una crisi morale e spirituale“, se non perché si ritiene un abominio il fatto che non si facciano più figli?

Un Manifesto politico/culturale “laico”, può mai contenere proclami così tanto “confessionali” e “scollati” dalla realtà ?

Che fai, vai da una persona e le dici: “Scusa, te che sei abbastanza colto, abbastanza ben messo economicamente in quanto occidentale, non è che vuoi cortesemente cambiare struttura antropologica, non è che vuoi cambiare valori, e invece di occuparti di cose un po´ snob, come vivere qualitativamente meglio la tua vita, ti metti a fare cose che non ti viene naturale fare, e quindi ci fai la grazia di figliare? No, perché sai, a noi i tuoi valori liberali e occidentali, le tue scelte egoistiche e individualistiche, fanno un po´ troppo cagare! E poi siccome l´Islam ci sta invadendo, e là  figliano tantissimo (proprio perché sono una società  meno evoluta e meno ricca, con forti legami ai valori tradizionali) e corriamo il rischio di essere “invasi” dai musulmani, te se ti metti a figliare invece di guardare la Televisione, beh, forse fai quello che “noi abbiamo deciso” sia la cosa giusta per tutti noi. Lo fai amico caro?

Allora, fin tanto che discorsi del genere li pronuncia un ca**one come il sottoscritto, vabbè, poco male. Un ignorantone in più, si potrebbe dire. E la cosa finisce lì. Non sono un politico.

La cosa grave è che “tacite prescrizioni” del genere siano contenute in un Manifesto Politico/Culturale….che si narra sia stato redatto (e non è ovviamente così!) da un Filosofo, Professore Universitario e per di più Presidente del Senato. E tutto ciò nel 2006!

I Paesi si governano con il cinismo, con lo studio delle evidenze empiriche, con le analisi fatte dalle scienze sociali, e non con i dogmatismi ideologici o idealistici di stampo confessionale!

Gli idealisti, quelli “scollati” dalla realtà , o hanno fatto niente nella Storia o hanno fatto tragedie!

La vita è un´altra cosa: non basta dire “occorre cambiare” valori, perché ciò accada.
Vi rendete conto di quanto è stupida questa asserzione?

Il fatto è che il richiamo alla natalità  è presente, perché è uno dei “punti chiave” dei moniti che la Chiesa ci rivolge sempre. E infatti nel Manifesto si dice anche: “Siamo impegnati a sostenere il diritto alla vita, dal concepimento alla morte naturale; a considerare il nascituro come “qualcuno”, titolare di diritti che devono essere bilanciati con altri, e mai come “qualcosa” facilmente sacrificabile per fini diversi.“.

Per questo il Manifesto è una “svolta teocon”.

Perché la Politica vera, quella pragmatica e liberale, il problema della natalità , che porta scompensi sotto il profilo economico (perché quelli che lavorano sono in numero minore di quelli che sono in pensione), “laicamente” lo risolverebbe con una seria politica che disciplini i flussi migratori!

Tu Stato hai problemi di denatalità ?

E io Politica ti trovo i “figli” mancanti negli altri paesi del mondo, dove il problema è all´opposto il sovrappopolamento e a causa di quest´ultimo, la morte per povertà !

Ma qui, non sembra prevalere la soluzione “laica” al problema. Qui prevale la soluzione “dogmatico/confessionale”!

Solo un Manifesto teocon affermerebbe: “Siamo impegnati a sostenere il diritto alla vita, dal concepimento alla morte naturale“, lasciando presupporre che sia “immorale” anche solo considerare l´eventualità  di una legge che si ponga l´obiettivo, ad esempio, di legiferare in materia di “eutanasia”.

Le cose da dire, poi, sarebbero anche altre. Ma mi sono rotto le scatole di scrivere e rimando ai prossimi giorni un eventuale post al riguardo.
E di ciò chiedo scusa.

Poche ultime considerazioni: il Manifesto è dozzinale in alcuni punti, parla al ventre molle della gente, alle paure, alle fobie, alla parte facilona che è in ognuno di noi. Per questo può essere utile a prendere voti!

Io sono cinico, e voglio che il centrodestra vinca, per questo dico a quelli che sono contrari come me al Manifesto: per favore tacete, con questo manifesto possiamo vincere.

Fate come me: guardate altrove!

E riparliamone dopo le elezioni!

° 

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