La Stampa ruba 667 milioni l’anno al contribuente

Oggi dirsi liberali è cosa talmente semplice, che le persone “serie” e intelligenti (qualora fossero liberali), dovrebbero coniare nuove espressioni per autodefinirsi. Aborrendo il termine liberale. Perché mai?

Perché se la quasi totalità  dei giornali che fanno riferimento all´”area liberale”, vive “solo” grazie ai contributi dello Stato (pagati inconsapevolmente dal contribuente), chi liberale lo è davvero, non può che sentirsi offeso e “turlupinato” da questi “pezzari” del pensiero liberale!

E se questi giornali “usano” argomenti liberali solo per attrarre lettori, e poi si guardano bene dall´applicarli ogni giorno nella conduzione delle propria impresa editoriale, ebbene: vadano a farsi fottere questi giornali (finti liberali) e il termine “liberale”.

Ma procediamo con ordine, precisando da subito che questo post è lungo, ma il suo contenuto è altamente rilevante. Non fatevi quindi scoraggiare dalla lunghezza!

Dunque, qualche sera fa la trasmissione Report condotta dalla talentuosa Milena Gabanelli, ha affrontato fra i vari argomenti, anche quello dei “finanziamenti” ai quotidiani di partito, erogati dallo stato.

Noi qui si riporta le informazioni diffuse da Report, procedendo in alcuni casi a fornire la trascrizione puntuale, di ciò che nella trasmissione televisiva è stato detto.

Innanzitutto procediamo a elencare tutti i quotidiani che “rubano” soldi al contribuente, iniziando ovviamente da quelli che sono vicini al centrodestra:

Opinione, diretta da Arturo Diaconale (sponsor del progetto NeoLib cui io ho aderito), “ruba” 2 milioni di euro l´anno, vendendo ogni giorno 3-4 mila copie.

Libero, diretto da Vittorio Feltri, “ruba” 5 milioni e 371 mila euro l´anno, vendendo ogni giorno 85-86 mila copie al giorno.

Il Foglio, diretto da Giuliano Ferrara, “ruba” 3 milioni e mezzo di euro l´anno, vendendo ogni giorno 13 mila copie. Il Roma, il cui editore è il mio ex amico/conoscente Italo Bocchino (deputato di An), “ruba” 2 milioni 582 mila euro l´anno.

L´Indipendente, il cui editore è sempre il deputato di An Italo Bocchino, “ruba” 2 milioni/2 milioni e mezzo di euro l´anno.

Il Secolo d´Italia, quotidiano di Alleanza Nazionale, “ruba” 3 milioni di euro l´anno, vendendo 2.500 copie al giorno.

La Padania, diretta da Gianluca Paragone, “ruba” 4 milioni di euro l´anno, vendendo 22 mila copie al giorno.

Non fa parte, invece, del “club” dei quotidiani che rubano danaro del contribuente, Il Giornale di proprietà  di Paolo Berlusconi e diretto da Maurizio Belpietro.

Andiamo avanti, considerando i giornali vicini al centrosinistra:

Il Riformista, diretto da Antonio Polito (forse ancora per poco) “ruba” 2 milioni e 179 mila euro l´anno, vendendo ogni giorno 2000 mila copie.

L´Unità , diretta da Antonio Padellaro, “ruba” 6 milioni e 400 mila euro l´anno, vendendo 60.000 copie al giorno, ma stampandone più del doppio. E percependo il contributo sulle copie che stampa e non su quelle che vende.

Europa, quotidiano della Margherita, diretto da Stefano Menichini, “ruba” 3 milioni e 183 mila euro l´anno.

Liberazione, quotidiano di Rifondazione Comunista, “ruba” 3 milioni e 700 mila euro l´anno, vendendo 15 mila copie al giorno.

Notizie Verdi, giornale del partito presieduto da Alfonso Pecoraro Scanio, e che viene inviato agli iscritti e non venduto in edicola, “ruba” 2 milioni e 500 mila euro l´anno.

Il Campanile, giornale dell´Udeur diretto da Paolo Festuccia, “ruba” 1 milione e 153 mila euro l´anno, non viene venduto in edicola ed è spedito agli iscritti.

Radio Radicale, diretta da Massimo Bordin, “ruba” 4 milioni di euro l´anno.

Al di fuori dei due schieramenti poi si collocano Avvenire e il Sole24Ore, Rcs e Corriere della Sera, Repubblica-Espresso e Mondadori.

Avvenire, quotidiano della Cei diretto da Paolo Nusiner, “ruba” 6 milioni di euro l´anno.

Repubblica-Espresso “rubano” 12 milioni di euro l´anno.

Rcs e Corriere della Sera “rubano” 25 milioni di euro l´anno.

Mondadori “ruba” 30 milioni di euro l´anno.

Il Sole24Ore, quotidiano della Confindustria, diretto da Ferruccio de Bortoli, “ruba” 18 milioni di euro l´anno.

Il giornalista di Report chiede: Un giornale che fa utili, perché il Sole 24 Ore fa utili, attraverso la pubblicità , è giusto che prenda anche queste sovvenzioni?

Ferruccio de Bortoli, direttore del Sole 24 Ore: Guardi da liberista le dico che sono contrario a incentivi pubblici, in linea di principio le dico che se ci fossero condizioni di competizione più aperta e anche competizioni con distribuzioni più capillari credo che naturalmente si potrebbe discutere in termini di mercato anche in condizioni totalmente diverse, certo se mi è consentita una battuta: i giornali non hanno avuto il decoder per promuovere la lettura.

E dopo questa dichiarazione, Ferruccio de Bortoli è diventato il più grande pezzaro delle istanze liberali in Italia! Vada a lavorare de Bortoli, che forse se s´impegna un po´ le riesce anche!

Dunque, come nasce questo scempio nazionale del finanziamento ai quotidiani?

Milena Gabanelli: Tutto comincia con la legge del 1981 che dà  un aiuto ai giornali di partito perché non in grado di sostenersi da soli. Se tutto fosse finito lì oggi lo stato sborserebbe 22 milioni di euro l´anno. Invece nell´87 la legge cambia e basta che due deputati dicano: il tal giornale è organo di un movimento politico, che si può attingere al grande portafoglio. Poi nel 2001 la legge cambia di nuovo: bisogna diventare cooperativa. E così siamo arrivati a spendere 667 milioni di euro l´anno.

Da allora, è tutto un fiorire di finti movimenti politici e di finte società  cooperative.

Sì, ma i liberali veri, perché diamine tacciono e perché rubano anch´essi soldi al contribuente, come degli statalisti cattocomunisti qualunque?

Puah..mi viene il vomito!


7 Responses to "La Stampa ruba 667 milioni l’anno al contribuente"

Leave a Comment