D´Alema preoccupa Israele

Dunque, a complicare i già  fragilissimi rapporti che il centrosinistra ha con il mondo ebraico (si leggano tutti i post pubblicati in precedenza al riguardo), si è aggiunta anche la presa di posizione della stampa Israeliana su Massimo D´Alema.Quantunque il Presidente dei Ds non abbia niente a che vedere con personaggi dalle “idee torbide” come Alberto Asor Rosa, tuttavia “retropensieri” e “perplessità ” su di lui resistono.Ne riferisce Itamar Eichner sul quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth, riportando il pensiero di una “fonte governativa” che tuttavia vuole rimanere anonima:La luna di miele è finita. Il legame non potrà  più essere così profondo come in passato“.

“L´ex primo ministro è noto per il suo atteggiamento filo-palestinese, la sua opposizione alla barriera attorno alla Cisgiordania, agli insediamenti e alle operazioni dell´esercito”.° 

Non solo:

Una donna che accompagnava D´Alema durante una visita a Gerusalemme nel 1999 racconta di averlo salutato all´arrivo “benvenuto in Israele”, per sentirsi dire “Benvenuto in Palestina”“.

Ancora:

Ha definito Israele uno Stato terrorista e considera gli attacchi di Hamas come parte della resistenza palestinese all´occupazione“, riferisce ancora Eichner.

Mentre negli ambienti del Ministero degli Esteri Israeliano, sempre a quanto riferisce il quotidiano Yedioth Ahronoth, si dice che:

E´ evidente che qualcosa è cambiato. Il sostegno di Berlusconi o Fini era il più forte tra gli europei. Ma l´orologio non può tornare indietro agli Ottanta-Novanta“.

E ancora:

D´Alema non decide da solo, la sua linea è sottomessa a quella del governo, speriamo che le sue posizioni tradizionali non riescano a danneggiare le relazioni tra i due Paesi“. Certo il fatto che il nostro Paese sia guardato con timore e diffidenza, dopo che per cinque anni è stato considerato uno dei paesi più vicini ad Israele (l´unica democrazia del medio oriente), crea imbarazzo.

D´altra parte la sinistra italiana, in questi ultimi anni, non ha dato prova di capire che certe posizioni sono “fuori dal mondo” ed immorali.

Non ha capito che dopo l´11 settembre, il mondo libero e democratico è schierato tutto con Israele.

Non basta smettere di dirsi comunisti: bisogna anche dimostrarlo!

Il fatto invece che si continui a distinguere tra “antisionismo” e “antisemitismo”, rivela quanto sia ancora vivo presso la sinistra il pregiudizio anti israeliano, e quanto, malgrado ci si vergogni di esso, tuttavia non si sia ancora sufficientemente “maturi e democratici”, per abbandonare ogni forma di discriminazione verso l´unica democrazia del medio oriente.

Se fosse puro astio dettato da politiche specifiche, adottate da singoli governi, non si avrebbe il bisogno di ricorrere alla “categoria” “antisionismo”. Non si avrebbe bisogno di ricorrere ad alcuna categoria preconfezionata.

Il fatto, invece, che si debba ricorrere ad un´espressione “generale” e “tipizzata”, mostra inequivocabilmente quanto sia forte ancora il pregiudizio, il retropensiero, l´attacco aprioristico e incondizionato.

L´odio insomma verso Israele.

Un odio che prescinde da politiche e da governi.

Un odio aprioristico.

La sinistra continua ad attaccare Israele solo perché è Israele.

E quando qualcuno fa notare alla sinistra che questa avversione è antisemitismo, dalla sinistra non arriva la risposta: “Guarda che io avverso il politico tal dei tali, a causa di questo suo provvedimento”, ma arriva sempre la stessa risposta: “Guarda che io non sono antisemita, sono antisionista. E le due cose vanno tenute distinte”.

Appunto, un´avversione aprioristica.

Odio puro.

Null´altro che razzismo!

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P.S.: leggetevi l´interessante post di Il Freddo, che relaziona molto bene sul giudizio che L´economist ha espresso su Mastella e più in generale sul governo Prodi. Lo consiglio soprattutto ai blogger di sinistra che si divertivano molto a citare le accuse dello stesso, quando erano indirizzate a Berlusconi.

Tracked back to Mark My Words, third world county

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