Mastella: “Ho fatto il testimone di nozze ad un mafioso”

Allora, riportiamo integralmente una lettera inviata dal Ministro della Giustizia Clemente Mastella, al Corriere della Sera. E pubblicata da quest´ultimo, sabato 20 maggio 2006 a pagina 6.Con l´auspicio, ovviamente, che dopo aver letto queste dichiarazioni, almeno un paio di sinistri (nella blogosfera) fingano di indignarsi. Cioè a dire: scrivano post di accusa contro Prodi.

Anche perché, dopo aver usato l´argomento mafia contro il centrodestra per 5 anni, il minimo che possa fare una persona di sinistra “onesta e seria”, è rivolgere attacchi sdegnati contro “Il Governo dei testimoni di nozze dei mafiosi collaboratori di Bernardo Provenzano”. Altrimenti sarà  ovvio a tutti, ripeto a tutti, che la questione MAFIA, alla sinistra interessa solo strumentalmente per attaccare gli avversari politici.

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A voi la confessione di Mastella:

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Caro Direttore,

Proprio perché i miei comportamenti sono stati sempre alla luce del sole, quindi soggetti al controllo politico dei cittadini, non mi tiro indietro dopo aver letto le accuse nei miei confronti fatte da “giustizialisti”, come il suo giornale ha titolato, per affrontare almeno uno, il più pesante degli argomenti posti, dal quale in buona sostanza discenderebbero a cascata tutti gli altri: cosa ci facevo a Villabate al matrimonio del mafioso Francesco Campanella, ora pentito.

Prima voglio fare alcune minime considerazioni su altro. Nel mio partito ci saranno pure persone sotto giudizio, almeno così leggo. Osservo soltanto, e non per garantismo peloso e interessato, che per il nostro ordinamento – ed è civiltà  giuridica – (è civiltà  giuridica solo quando riguardi la sinistra, altrimenti è considerato una vergogna dalla Sinistra, ndr) tutti devono essere considerati innocenti fino a una eventuale condanna definitiva e tutti, finchè ne hanno diritto, possono partecipare all´attività  politica, anche mentre sono chiamati dalla giustizia a rendere conto del proprio operato (tutti, ad avviso della Sinistra, purchè non siano di Destra, ndr).

Lei saprà  quante persone sono state giudicate innocenti al termine di tutti i gradi di giudizio! Non sfuggo, però, al quesito principale che viene posto, quello che vorrebbe fare aleggiare sul mio capo una nube grigia, anzi cupa.

Mi si chiede cosa ci facevo a Villabate (Palermo) al matrimonio di Francesco Campanella di cui sono stato testimone di nozze. Non ho difficoltà  a rispondere che ero lì proprio per fare il testimone di nozze di un giovane, di venticinque anni, che militava nel mio partito e che aveva addirittura organizzato, in terra di mafia, iniziative contro la mafia.

Vi ero stato invitato, dunque, da una persona all´epoca neppure sfiorata da sospetti di mafiosità , anche se in seguito, solo in seguito, si è saputo ben altro.

Vede, caro direttore, io ho molte doti – mi scusi per questo autoriconoscimento – ma non quello della preveggenza. Non sapevo, non potevo sapere, né altri mi risulta sapessero. Allora perché non avrei dovuto andarci, perché mai non avrei dovuto accettare l´invito, quale imprudenza avrei mai commesso?

Guardi, io non so se tutte le persone incontrate nella mia vita fossero e siano rimaste immacolate. Io posso garantire per la mia persona, per i miei comportamenti che sono distanti mille miglia da quella sorta di “attrazione” per persone poco limpide che, per un certo senso, qualcuno tenta di attribuirmi.

Non è così. A un nome che potrà  essere citato come persona da evitare, e finora io non ne conosco, potrei contrapporne cento e mille di persone specchiate che mi onorano della loro amicizia (ad esempio Diego della Valle, uno dei proprietari del Corriere della Sera. Chè altrimenti con il cavolo che Mastella poteva avere questo “trattamento di favore” garantista e ossequioso, dal quotidiano del “giustizialismo ad orologeria”, ndr) e con le quali ho frequentazioni politiche.

Per tornare nello specifico, se dopo, solo dopo, si è scoperto che Campanella non era quello che si sapeva, che c´entra il fatto che io sia stato al suo matrimonio?

Altra cosa sarebbe se, una volta scoperta questa nuova identità , io avessi avuto rapporti politici o semplicemente giustificato le sue azioni.

Anche con queste cose chiare in testa cercherò di essere un buon ministro dalla parte della giustizia, con una profonda venerazione dei valori costituzionali, tra cui anche la presunzione di innocenza.

Lavorerò per ridare serenità  ai giudici, avere una giustizia più efficiente e dare certezze ai cittadini. Su questo, sui fatti, su quello che farò come ministro della Repubblica, voglio essere giudicato.

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Anche se su questo blog, fin quando Mastella sarà  Ministro, noi si definirà  il governo di centrosinistra come “Il Governo dei testimoni di nozze dei mafiosi collaboratori di Bernardo Provenzano”!

E´ il minimo.

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P.S.: è noto a chi scrive, che anche Cuffaro abbia fatto il testimone di nozze a Campanella. Talchè è inutile ribadirlo nei commenti, al solo scopo di “sviare” l´attenzione dalla questione principale. Grazie.

4 Responses to "Mastella: “Ho fatto il testimone di nozze ad un mafioso”"

  • Giggimassi says:
  • azael says:
  • camelot says:
  • camelot says:
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