La mano della camorra sul voto alle amministrative di Napoli

Dalla sinistrorsissima e quindi attendibilissima La Repubblica: ° Napoli – Cinque persone, affiliate a un clan del centro storico di Napoli, sono state fermate per aver minacciato e intimidito candidati alle elezioni amministrative. Hanno chiesto tangenti per poter tranquillamente distribuire materiale elettorale o attaccare manifesti di propaganda in alcune zone cittadine. Anche due candidati della Margherita risultano indagati nell’ambito dell’inchiesta su presunti rapporti di voto di scambio con esponenti della criminalità  organizzata.

Secondo la procura di Napoli, le indagini svolte “hanno rivelato uno spaccato allarmante dell’attuale campagna elettorale”. Il sindaco uscente Iervolino ha commentato: “A urne chiuse, mi congratulo con i magistrati che sono tempestivamente intervenuti per tentare di fermare la compravendita di voti che io stessa, per prima, avevo denunciato alla procura della Repubblica”.

Salvatore Esposito, di 48 anni, candidato al Consiglio comunale, e Enrico Campagna, di 46, candidato alla seconda Municipalità , sono i due esponenti della Margherita indagati nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. L’ipotesi di reato formulata dai pm Raffaele Marino e Sergio Amato nei loro confronti è di voto di scambio, nonchè 416 ter (promessa di voti in cambio di somme di denaro, in contanti e assegni).
Nell’ambito dell’inchiesta sono state effettuate intercettazioni telefoniche da cui emerge infatti un profilo di vero e proprio voto di scambio: i due candidati avrebbero “appaltato” la loro campagna elettorale a esponenti della camorra, ottenendo in cambio di denaro la promessa di voti e la garanzia dell’esclusiva in determinate zone dell’affissione di manifesti, che prevedeva anche forme di intimidazione verso i candidati avversari.

I due candidati sono indagati in concorso con Francesco Angri e Vittorio Di Napoli, indicati dagli inquirenti come “notoriamente appartenente alla criminalità  organizzata e, in particolare, alla associazione camorristica denominata clan Faiano, facente capo alla famiglia Di Biasi”.

Vittorio Di Napoli (61 anni) e Francesco Angri (60 anni, già  agli arresti domiciliari per altri motivi) sono tra i cinque destinatari dei decreti di fermo, tutti della zona dei Quartieri spagnoli e appartenenti al clan Faiano insieme a Luigi Di Biasi (55 anni), Massimiliano Artuso (38 anni), Ciro Piccirillo (44 anni).

Dalle indagini è emerso – oltre alla presenza di candidati gravati da precedenti penali che hanno falsamente dichiarato di essere in possesso dei requisiti di eleggibilità  – che numerosi candidati sono stati sottoposti a minacce e intimidazioni, finalizzate al pagamento di vere e proprie tangenti per poter distribuire materiale elettorale, svolgere la propaganda ed effettuare affissioni di manifesti in determinate zone.

I fermi sono avvenuti in particolare dopo le dichiarazioni di un candidato ai Municipi di Napoli, il quale – spiegano gli inquirenti – è stato oggetto di una serie di intimidazioni da parte di esponenti di spicco della criminalità  organizzata nella zona dei Quartieri spagnoli, dove opera appunto il clan Faiano della famiglia Di Biasi.

Questo candidato ha riferito di essere stato più volte avvicinato dagli indagati, subendo minacce e intimidazioni: lo scopo era fargli pagare 2500 euro per poter svolgere la propria campagna elettorale ai Quartieri spagnoli. Anche i familiari del candidato sarebbero stati pesantemente minacciati: il padre è stato prelevato e portato al cospetto di Luigi Di Biasi, la sorella avvicinata da due degli indagati che l’hanno minacciata impugnando delle pistole, la figlia minore a sua volta avvicinata e minacciata.

Uno dei cinque fermati, cui era stata affidata secondo i magistrati l’organizzazione della campagna elettorale nei Quartieri spagnoli, era addirittura agli arresti domiciliari e privo dell’elettorato attivo, a seguito delle condanne già  riportate.

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Ovviamente a Napoli non è in testa il centrodestra.

Impari chi legge questo blog, che quando qui si accusano certe forze politiche ed un‘intera coalizione, di connivenza con la camorra, non lo si dice per propaganda!

E questo sarà , ovviamente, l´ennesimo post a cui le persone di sinistra che leggono questo blog, non lasceranno commenti. Chi sa perché!

15 Responses to "La mano della camorra sul voto alle amministrative di Napoli"

  • ajeje87 says:
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