Il Dpef è pura macelleria sociale. E infatti il comunista Ferrero non lo vota

Dunque, il governo Prodi, vale a dire il governo dei testimoni di nozze dei mafiosi (Clemente Mastella) ha approvato il Dpef: il documento di programmazione economica e finanziaria. Che è lo strumento principale mediante il quale un esecutivo pone in essere la sua politica economica e sociale.° ° ° 

Dunque, dai primi dati che trapelano circa il contenuto del Dpef, poche cose sono certe: il governo Prodi, vale a dire il governo dei pregiudicati (Vincenzo Visco è un pregiudicato condannato in via definitiva. Mai nella storia repubblicana un pregiudicato era entrato a far parte di un governo, mai!) si accinge a varare una manovra di macelleria sociale.

Macelleria sociale, che vuol dire poche e chiare cose: innanzitutto taglio delle pensioni.

Da quello che trapela, infatti, non solo è molto probabile che ci sarà  una revisione delle condizioni utili per poter accedere al rapporto di quiescenza. Ma è anche altamente probabile che ci saranno tagli veri e propri alle pensioni.

Verrà  decurtato ciò che i pensionati percepiscono. Con buona pace delle persone stupide, cui hanno raccontato che Berlusconi ha fatto macelleria sociale.

Un´altra certezza è che ci sarà  un impoverimento certo per tutti i lavoratori dipendenti.

Tutti quelli che teoricamente dovrebbero essere tutelati dalla sinistra (sempre se uno ragiona da pirla qualsiasi con i paraocchi!).

Questo impoverimento discenderà  dal fatto, che il Dpef stima un´inflazione al 2% nel 2007.

In questo istante l´inflazione è al 2,3%. Come e perché possa scendere al due per cento, lo sanno solo Padoa Schioppa e il pregiudicato Vincenzo Visco!

Cosa comporta una valutazione dell´inflazione ad un livello più basso dell´inflazione effettiva?

Semplice: porta ad una perdita di potere d´acquisto dei salari, degli stipendi e delle pensioni! Che saranno “indicizzati” ad un livello inflattivo più basso di quello reale!

Porta ad un impoverimento delle fasce di reddito più basse: le quali stenteranno a vivere in condizioni dignitose. Le quali saranno sacrificate agli interessi dei “potentati industriali”, cui Prodi ha promesso il taglio di 5 punti del cuneo fiscale!

Ma non basta.

Un´altra certezza contenuta del Documento di programmazione economica e finanziaria, riguarda il taglio delle “spesa sociale”.

Vale a dire il taglio della spesa pubblica, in quei settori che riguardano maggiormente le fasce di reddito meno abbienti: sanità , pubblico impiego, enti locali e previdenza.

I sindacati, infatti, sono sul piede di guerra. O meglio, si dichiarano fortemente insoddisfatti, ma siccome al governo ci sono gli “amici”, adottano un criterio molto democristiano: si dichiarano insoddisfatti, ma rimandano ulteriori approfondimenti a settembre.

Se invece ci fosse stato Berlusconi al potere in questo istante, già  sarebbero partiti gli scioperi a catena.

Vediamo le dichiarazioni dei cosiddetti “rappresentanti dei lavoratori”.

Guglielmo Epifani, leader della Cgil:

Ci hanno confermato l´entità  della manovra, pari a tre punti di Pil. Non ci sono stati forniti molti approfondimenti. Molte parti sono rimaste indeterminate. Sembra di cogliere un´accentuazione che non condividiamo nei confronti dei tagli alla spesa sociale in modo particolare nel settore della previdenza, sanità  ed enti locali. Non sono soddisfatto né della entità  delle informazioni né dello squilibrio nei confronti dei tagli sociali che non ci sono stati quantificati“.

Come qualunque persona intelligente può capire, Epifani tra le righe ha detto che questo Dpef è da macelleria sociale: colpisce i più poveri e senza pietà ! Però siccome il Dpef lo hanno varato i suoi amici, lo ha detto in maniera soft, dicendo che molte “cifre” sono ancora aleatorie.

Paraculo!

Anche la Cisl, per bocca di Sergio Betti, esprime forti perplessità :

No a nuove forme di compartecipazione alla spesa, a carico dei cittadini, ed esigenza, nella valutazione e qualificazione della spesa, di riconsiderare il già  elevato contributo dei lavoratori e dei pensionati. Non ci sono state anticipazioni sul contenuto del Dpef. Sono emerse, tuttavia, forti preoccupazioni sull´entità  delle risorse disponibili per il servizio sanitario nazionale. Il governo nel predisporre la finanziaria 2007 deve garantire la certezza di finanziamento dei livelli essenziali di assistenza e la loro effettiva erogazione, il superamento della sottostima del fondo sanitario e la verifica dell´utilizzo del sistema di accreditamento nelle strutture sanitarie pubbliche e private“.

Enorme insoddisfazione emerge, come si può vedere.

Insoddisfazione per un governo che si accinge a tutelare (come risulta chiarissimo anche dal Decreto Bersani) i grandi “potentati economici”: cui regalerà  la riduzione del cuneo fiscale, e che protegge dai processi di liberalizzazione.

Insomma un governo che, nella politica economica e sociale, fa gli interessi dei più ricchi a discapito della povera gente.

Il che emerge chiaramente anche dalle parole di Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl:

Noi sosteniamo sempre le stesse cose che abbiamo sostenuto finora. Qualcun altro, semmai, ha cambiato opinione“.

Bonanni è furente con Epifani e Angeletti, per il loro atteggiamento troppo “morbido” nei confronti della macelleria sociale contenuta nel Dpef.

Ma è irato anche nei confronti della Margherita e dei Ds:

Alla gente la politica ribadisce soltanto la necessità  di fare sacrifici, sempre più accentuati. E le forze politiche come Margherita e Ds, quando Berlusconi era al governo, erano scatenate sui temi sociali, e anche nei riguardi dei rapporti con il sindacato erano molto attente. Ma questo accadeva prima che andassero al governo..“.

Ovviamente ora che sono arrivati al governo, raccontando menzogne su menzogne agli italiani – circa i tagli da macelleria sociale operati da Berlusconi e che invece mai ci sono stati – si comportano, loro sì e per davvero, per quello che sono: una coalizione che prende voti dalle persone meno abbienti, per poi tutelare le “grandi corporazioni” e i “grandi potentati economico/finanziari”.

Il che è talmente vero, che il Ministro di Rifondazione Comunista Ferrero, non ha votato a favore del Documento di programmazione economica e finanziaria.

Più chiara di così, la situazione difficilmente può essere!

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Tracked back to third world county, Blue Star Chronicles, Madman Returns

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2 Responses to "Il Dpef è pura macelleria sociale. E infatti il comunista Ferrero non lo vota"

  • Heraclitus says:
  • camelot says:
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