Alleanza Nazionale liberale liberista e libertaria?

Grazie ad Astrolabio ho scoperto un blog, in cui si commentava un articolo di un grande: Giordano Bruno Guerri.° 

Ora il sottoscritto in questi giorni è particolarmente stanco. E quindi non ha potuto commentare la “svolta” di An decisa da Fini. E di cui la stampa ha dato contezza. In particolar modo il Corriere della Sera, cui Gianfranco Fini ha concesso un´intervista.

Vediamo però di spendere giusto due paroline sul destino di An, analizzando anche l´articolo di Giordano Bruno Guerri, articolo che condivido fortemente.

Dunque, Fini ha deciso che Alleanza Nazionale entri a far parte del Partito Popolare Europeo. Il grande contenitore in cui sono ospitati alcuni partiti liberalconservatori europei, e in cui trovano spazio anche i partiti democratico-cristiani.

Definire il Ppe un partito di centro stricto sensu, è sbagliato.

Il Partito Popolare Europeo, in un´ottica bipolare, raccoglie i partiti conservatori che su scala europea si oppongono alle sinistre (anche se nel Ppe trovano “asilo” anche partiti, che in alcune realtà  europee stanno a braccetto con la sinistra).

Fini ha anche deciso che An debba provare a intercettare consensi di “centro”. Consensi, cioè, di elettori che abbisognano di sapere che votano per un partito “moderato”.

Come ho detto (ed è una banalità ), parole come centro o destra possono (non è detto che sia sempre così) essere vuote di significato.

Occorre riempire di contenuti questi termini.

Aznar ha sempre definito il suo Partito popolare (spagnolo) come un partito di centro, in realtà  il suo partito ha fatto e fa politiche di destra: liberali e liberiste. Di modernizzazione del paese e di riformismo responsabile.

Quindi, che Fini voglia spostare An verso il centro per attrarre “elettori moderati”, a me non solo non crea problemi, ma mi rende felice.

Per me la moderazione è essenziale non solo nella forma, ma moderazione (almeno per come la intendo io) significa “senso di responsabilità  e maturità ”: significa capire che il massimalismo nuoce (a volte e non sempre) al paese, e che quando c´è bisogno di un accordo con le parti sociali, questo accordo è giusto che vada quantomeno cercato.

Se questo s´intende con la parola moderazione (e con la conseguente necessità  di apparire un po´ più di centro), ben venga la moderazione. Se di contro si dovesse intendere, una politica che abbia a cuore l´immobilismo del paese, la conservazione degli attuali assetti (economici e sociali), io ovviamente non ne sarei contento.

Fini ha lasciato anche chiaramente intendere quali saranno le “direttrici di marcia” di Alleanza Nazionale. E quanti s´aspettavano una “svolta” che l´avrebbe trasformata in una sorta di “Rosa nel Pugno” di Destra, sono rimasti a bocca asciutta.

Nessuna svolta laica (o laicista, come i detrattori l´hanno definita).

Alleanza Nazionale rimane un partito al cui interno militano e possono militare uomini e donne che, sulle questioni cosiddette di coscienza, possono e di fatto avranno posizioni anche antitetiche.

Il che non solo non crea problemi di sorta, ma è finanche un bene.

In primis, in tutti i grandi partiti esistono “diverse” anime. A volte anche inconciliabili: si guardi a Forza Italia.

Cosa c´entra Antonio Martino con Pisanu?

Cosa c´entra la Prestigiacomo con Bondi?

Apparentemente nulla. Eppure militano nello stesso partito.

Sicchè in An continueremo ad avere un´avanguardia “laica”, quella dei “finiani puri” (tra cui annovero anche il sottoscritto, che è un signor nessuno ovviamente), e avremo posizioni più tradizionaliste: rappresentate ad esempio da Alemanno, Gasparri e Mantovano.

Il nuovo tragitto “disegnato” da Fini, sancisce “solo” il fatto che An non si lascia abbindolare dalle chimere del “confessionalismo tradizionalista”: non sarà , insomma, un partito di “atei devoti” o di cattolici integralisti (il che è un bene, ve lo immaginate voi quali attacchi riceverebbe un partito di cattolici integralisti, e che per di più è nato sulle ceneri di un partito come il Movimento Sociale Italiano? Sarebbe apostrofato come la quintessenza del reazionarismo più becero. E tutto ciò avverrebbe aprioristicamente. Sarebbe/saremmo ghettizzati e attaccati un giorno sì e l´altro pure. Dopo il Berlusconi Dittatore, dovremmo anche risolvere il problema di Fini Dittatore!).

Sarà  un partito espressione della cultura conservatrice e di quella laico-liberale sulle questioni di coscienza. Avrà  esponenti più tradizionalisti ed esponenti più “modernisti”.

Ma se è per questo, e come già  ho detto, non si trasformerà  in una “Rosa nel Pugno” di Destra.

Fini però ha detto che Alleanza Nazionale, partito di destra “responsabile”, non potrà  prescindere dal porre attenzione alle nuove dinamiche che nella vita di ogni giorno hanno sempre crescente rilievo: le unioni di fatto e la presenza di extracomunitari.

A tal riguardo ha detto chiaramente che An è a favore di modifiche del codice civile che garantiscano diritti individuali a quelle persone, etero o omosessuali, che convivono stabilmente.

E tutto ciò non ha, né mai potrebbe avere, nessuna contraddizione con la difesa della “famiglia tradizionale”: non si equiparano le due realtà .

Si evidenzia, semmai ce ne fosse bisogno, che Alleanza Nazionale è un partito liberale.

E in quanto tale non può ignorare le trasformazioni che la modernità  pone in essere. E che richiedono risposte. Laiche e responsabili. E non già  preconcette soluzioni, confezionate con il collante di Santa Romana Chiesa (e lo dico con il massimo rispetto, s´intende!).

Fini aggiunge anche, che il riconoscimento delle unioni civili (magari con i Pacs), non ricomprende però alcuna possibilità  di riconoscere ai gay il “diritto di adozione”, o il ricorso alla “fecondazione assistita”.

Il che è profondamente serio e responsabile. Un conto sono i diritti individuali, per difendere i quali ognuno di noi deve battersi. Un conto sono i diritti che riguardino terzi: i bambini. Quanto di più indifeso esista.

La tutela del bambino richiede responsabilità . E´ l´interesse prioritario. Concedere ai gay (almeno per ora) l´adozione, non risponderebbe ad una tutela “responsabile” del minore. Risponderebbe solo al soddisfacimento di desideri di terzi.

Per ora non se ne parla!

Ma veniamo anche all´articolo di Giordano Bruno Guerri (tutta l´intervista rilasciata da Fini potete leggerla qui).

Innanzitutto Guerri sogna una An più vicina agli Stati Uniti (e quindi una An che elimini ogni residua ostilità  nei confronti degli Usa).

Come auspica una maggiore “aderenza” a posizioni liberali e liberiste: ché il mercato non può più essere un tabù.

E sostiene che queste posizioni dovrebbero essere sostenute più da An, partito di Destra, che non da Forza Italia. Che è probabile accetti sempre più un ancoraggio al centro.

E per concludere proprio con le parole di Guerri:

“L’An che vorrei, in definitiva, non è quella del Gianfranco Fini per il quale tutte le droghe sono uguali, senza possibilità  di distinguo, ma è quella del Fini che ha il coraggio di rivedere le proprie posizioni sulla legge per la fecondazione assistita, senza arroccamenti culturali, sociali e confessionali. Solo così An saprà  darsi la caratteristica che, per ammissione del suo stesso leader, non ha saputo darsi: e senza la quale è destinata a insterilirsi nella conservazione e nel conservatorismo fine a se stesso: “Un’immagine culturale capace di far sognare”. An, negli ultimi anni, è stata stordita dal potere conquistato: da qui la questione morale, che c’è " eccome " anche al suo interno. Ora si deve inebriare di cambiamento e di aperture per riconquistare, prima che il potere, i suoi elettori tradizionali e i molti che potrebbero aderire al progetto di una destra davvero nuova, davvero di destra”.

Insomma una destra liberale e liberista, che senza rinnegare i valori della tradizione, sappia aprirsi a nuove istanze anche apparentemente lontane dal suo mondo.

Io penso che An, ad esempio, possa raccogliere al proprio interno (come avviene in America da parte dei Repubblicani), anche istanza libertarie. Che certamente “resterebbero minoritarie”. Ma che sono parte integrante di quella “cultura di destra”, che nell´individuo, e nella sua libertà , trovano le ragioni della propria militanza politica e culturale.

Che An inglobi i Riformatori Liberali di Della Vedova, a me sembrerebbe, oltrechè giusto, finanche ovvio.

D´altra parte l´esperimento (naufragato) dell´Elefantino, proprio da questi presupposti partiva.

Sogno un´Alleanza Nazionale che dia voce ad una Destra plurale. Primo mattone per la costruzione del partito unico di centrodestra.

Con un grande leader alla sua guida.

E con la capacità  di proporre politiche che sappiano tornare a far essere grande l´Italia.

Un paese di eccellenti individui. Ma che non riescono a dare vita ad una grande Nazione.

Più senso patrio (senza retorica), e un nuovo sogno reaganista da offrire ai giovani.

Più libertà  e possibilità  di affermazione per tutti.

Più giustizia sociale da realizzarsi non impoverendo i ricchi.

Ma rimuovendo gli ostacoli che impediscono ai meno agiati, di raggiungere tutti i traguardi di affermazione individuale che meritano.

Vai avanti Presidente. Qui si è con te!

° 

16 Responses to "Alleanza Nazionale liberale liberista e libertaria?"

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