L´Unione con il decreto Bersani taglia 11 milioni di euro ai Beni Culturali

Dunque, ve la ricordate la storiella dei tagli da “macelleria sociale”, che la sinistra ci raccontava il governo Berlusconi avesse posto in essere?° ° ° ° ° 

Bene. Si diceva che non c´erano più soldi per lasciare accesi i lampioni nelle città .

Non c´erano più soldi per gli asili nido.

I magistrati non avevano più penne né altro materiale di cancelleria, che il Caimano aveva tagliato i finanziamenti per la pubblica amministrazione.

A scuola non c´erano più gessetti.

Mentre la polizia girava a piedi perché non c´erano i soldi per pagare la benzina delle auto.

Giusto?

Bene.

Cos´è accaduto poi quando i signori dell´Unione sono arrivati al governo?

E´ accaduto che c´hanno raccontato che il Nano malefico aveva portato i conti pubblici allo sfascio.

Perché?

Perché aveva aumentato forsennatamente la spesa pubblica.

Bah!

Un giorno Berlusconi taglia come un affamatore di popolo.

Il giorno dopo, invece, scopriamo che ha sperperato a più non posso danaro pubblico, aumentando la spesa pubblica.

Al di là , però, di questo doveroso promemoria, la ragione di questo post è un´altra.

Vale a dire il fatto che il famigerato Decreto Bersani contenga tagli alla spesa pubblica, e più nello specifico per i Beni Culturali, per un ammontare pari a 11.249.162 euro.

Una roba pazzesca!

Ancora più vergognosa se si tiene conto che, ovviamente, informazioni di questo genere non le fornisca la “Stampa di Regime”: Corriere della Sera e Repubblica.

Che essendo il “braccio informativo” della nascente dittatura, ovviamente si guarda bene dal fornire a noi cittadini, informazioni utili e puntuali.

Mostra ciò che è positivo. Mentre ciò che è negativo semplicemente lo tace.

Ora, la denuncia di questi tagli da vera “macelleria sociale” proviene dal segretario generale Uil Beni e Attività  Culturali, Gianfranco Cerasoli, il quale intervistato da Libero (l´unico quotidiano che andrebbe letto!) afferma:

Questi tagli si vanno a sommare a quelli degli anni precedenti con percentuali che sono pari al 70% per archivi e biblioteche e del 62% per Soprintendenze, musei, ed aree archeologiche“.

Con i tagli voluti dal Ministro Bersani si fa purtroppo più concreta la possibilità  che qualche complesso museale finisca per chiudere. Vi sono altre voci che possono produrre risparmi, come le consulenze“.

Nello specifico, vediamo cosa rischiano varie Soprintendenze. Come quella per i Beni archeologici dell´Umbria:

Ai funzionari mancano le auto per effettuare i sopralluoghi e, a chi decide di impiegare la propria, non c´è possibilità  di garantire il rimborso per la benzina“.

Toscana:

Non ci sono più soldi per pagare le bollette, andiamo avanti con quanto risparmiato negli anni precedenti“.

Emilia Romagna:

Un po´ tutto è a rischio, forse stiamo un po´ meglio ma francamente restiamo in una situazione disperata. Potenzialmente tutti i musei della regione potrebbero subire la chiusura o la limitazione degli orari di apertura“.

In conclusione: il famigerato Decreto Bersani, oltre a contenere liberalizzazioni fasulle (alcune), contiene tagli ai Beni Culturali per 11.249.162 euro. Ripeto: undici milioni e 249.000 euro.

Il Decreto Bersani, quindi, fa “macelleria sociale”.

Il governo dell´Unione taglia la spesa pubblica per la cultura, i musei e le soprintendenze.

Complimenti a quelli che li hanno votati!

E un grazie a Valeria Massarelli che ha scritto un magnifico articolo su Libero, grazie al quale io (ma anche voi) sono venuto a conoscenza di questi tagli vergognosi!

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54 Responses to "L´Unione con il decreto Bersani taglia 11 milioni di euro ai Beni Culturali"

  • giulia says:
  • camelot says:
  • Paolo says:
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