Cesare Salvi voleva tagliare i costi della politica. L´Unione non glielo ha consentito

L´eccessiva onerosità  dei costi della politica è un dato di fatto inequivocabile.° 

Un dato di fatto su cui in Parlamento dovrebbe realizzarsi un´intesa trasversale: un´intesa finalizzata, per l´appunto, al ridimensionamento di questi costi.

D´altronde quando si invocano sacrifici per il cittadino, è bene che questi sacrifici poi sia anche (o per prima) la politica a farli.

Sacrifici?

In verità  basterebbe che la politica rinunciasse alla esosità  di certi compensi.

Ridimensionare i quali, non può certo considerarsi un sacrifico propriamente detto.

Il sacrificio lo fa chi si alza alle 6 di mattina e lavora in fabbrica. E con un guadagno contenuto.

Non certo chi guadagna 20.000 euro per fare poco o nulla.

Si dirà  che è demagogia, si dirà  che è retorica. Io me ne fotto altamente, perché credo a ciò che dico, e dico sempre e solo ciò che penso.

Ma veniamo al dunque.

Bene, il senatore Cesare Salvi dei Ds, aveva presentato un emendamento al Dpef (ieri approvato).

Un emendamento sottoscritto, tra gli altri, anche da Massimo Villone (sempre dei Ds) e da Antonio Maccanico.

E che aveva ottenuto il plauso anche dai banchi dell´opposizione: Francesco Storace e Alfredo Biondi s´erano dichiarati pronti a votarlo.

Cosa prevedeva questo emendamento?

Prevedeva la possibilità  di ridurre gli oneri contributivi per coloro che sono eletti dalle circoscrizioni comunali al Parlamento Europeo.

Così come si prefiggeva di contenere la crescita degli enti di rappresentanza istituzionale (in sostanza le società  miste, cui i politici ricorrono per fare clientele).

Così come prevedeva un contenimento del finanziamento pubblico ai partiti.

L´emendamento in questione, a tal riguardo così recitava:

“Individuare criteri rigorosi per il finanziamento pubblico dei partiti, condizionando il rimborso alle forze politiche al rispetto dei principi di democrazia interna e regolarità  dei processi decisionali, in attuazione dell´articolo 49 della Costituzione”.

Così ha commentato l´emendamento Alfredo Biondi, avvocato ed esponente di Forza Italia:

Si trattava di uno strumento etico e politico molto importante e altrettanto articolato. Un modo per ridurre i costi e le spese di un sistema complesso. L´idea di Salvi era insomma una sacrosanta iniziativa da condividere e invece la maggioranza, che millanta la volontà  di realizzare il “contenimento della spesa pubblica”, ha messo in atto una censura vera e propria“.

Mentre Francesco Storace, esponente di An, in proposito ha dichiarato:

Avevo annunciato il mio sì, mi interessava che il finanziamento ai partiti fosse legato al livello di democrazia interna. Su questo punto An avrebbe votato sì. Come dire, un modo per riavvicinare i cittadini alla politica“.

E infatti l´Unione ha bocciato l´emendamento in questione.

Complimenti!

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Tracked back to third world county, Blue Star Chronicles, Fulvia Leopardi

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