ago 06
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Mentre Mastella fa visita ai suoi elettori, trenta possibili terroristi si preparano a lasciare il carcere
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E quando gli capiterà mai più al nostro Ministro della Giustizia, Clemente Mastella, di stare così tanto al centro dei riflettori?Paris Hilton o una qualsiasi Gregoraci non potrebbero mai riscuotere il consenso, che in queste ultime ore piove addosso all´uomo di Ceppaloni.
Sorriso beota e compiaciuto. Aria tronfia. Soddisfazione per nulla dissimulata.
Una “paccata” di voti che si preparano ad essere dirottati verso il suo partito, l´Udeur.
Migliaia o forse diecine di migliaia di voti da incassare alla prima scadenza elettorale utile: gli scarcerati, i loro familiari. Gli amici degli scarcerati e gli amici degli amici.
L´indulto è un business, bellezza!
E Mastella lo sa. Ammazza se lo sa.
Così l´altro ieri s´è fatto vedere tra i suoi “nuovi amici”: i carcerati in procinto di “liberazione”. Ha portato la cambiale all´incasso!
Un sussulto di gioia scomposta ad accoglierlo.
Una vagonata di commenti lusinghieri e pelosi.
Occhioni bagnati da lacrime, e frasi commosse: “Maste´ sì bello!!!“, “Sei grande grande grande“, “Sei un mostro“, “Sei il numero uno“, “Sei ‘nu miracolo“.
E il buon Mastella a fingere modestia:
“Dovete ringraziare il Parlamento, più che la mia modesta persona. Io ho avuto un ruolo di raccordo e alla fine anche le forze politiche più riluttanti hanno dato almeno un voto all´indulto“.
Sembra un sogno: l´Italia dei mariuoli che d´un tratto si trasforma nell´Italia del Mulino Bianco.
Sorrisi, buone intenzioni e rettitudine.
A infrangere il sogno, però, qualche problemino.
Niente di rilevante, s´intende. Giusto qualche nota stonata.
E allora capita che due “freschi scarcerati”, Massimiliano Formula e Raimondo Muntoni (pluripregiudicati), presi dalla gioia per il ritorno in libertà , finiscano in un bar a festeggiare.
Un bicchierino tira l´altro, e così ubriachi fin nella midolla i due tapini finiscono con l´insultare degli uomini in divisa.
Vengono portati in commissariato per un controllo, e lì aggrediscono dei poliziotti.
Di nuovo in carcere. Oristano. Toccata e fuga e ritorno a casa. Potenza dell´indulto!
Ma non basta. Perché il nostro Mastella un po´ sfortunello lo è.
Un uomo di 54 anni, Piero Melis di Udine, in carcere a scontare una pena per maltrattamenti alla ex moglie, appena uscito di galera ha pensato bene di rifare visita alla donna. Per abbracciarla?
Niente affatto, per picchiarla! Ha provato a strangolarla. La donna fortunatamente s´è salvata grazie all´intervento di un extracomunitario.
Il Melis invece è ritornato al gabbio.
A Milano un altro uomo appena scarcerato è morto per overdose. Un altro ancora invece è ritornato alle patrie galere, perché s´era dimenticato che il furto d´auto è un reato.
Un certo Giovanni Calassi è ritornato in prigione dopo appena cinque ore: aveva provato a verificare la resistenza della vetrina di un ristorante genovese. Armato di spranga. Poverino, magari era stato assoldato da una ditta produttrice di vetri infrangibili: stava solo testando il “prodotto”!
Un tunisino arrestato in precedenza per tentato omicidio e rapina, rimesso in libertà s´è fatto beccare mente eseguiva atti osceni in luogo pubblico. Dei bambini le sue vittime!
Di episodi come questi se ne sono registrati molti. E tanti ancora, c´è da scommetterci, si verificheranno.
Ma la questione delle questioni è un´altra: la possibilità che trenta presunti terroristi islamici lascino le patrie galere.
Pronti chi sa a quale crimine.
Mastella ovviamente ha voluto precisare che:
“Nessuno che sia stato liberato ha avuto rapporti con il terrorismo“.
Me è una menzogna assoluta!
Molti presunti terroristi islamisti sono stati arrestati per reati “minori”: messi al gabbio per fattispecie di piccolo livello.
Quando la polizia, infatti, ha capito che si trattava di potenziali stragisti, in mancanza di evidenti risultanze, ha pensato bene di assicurarli alle patrie galere per piccoli reati: furti, rapine o possesso di documenti falsi.
Un modo come un altro, per consentire agli inquirenti di raccogliere altre prove per dimostrarne la pericolosità sociale.
L´indulto ne ha già rimessi alcuni in libertà . E altri ancora, nei prossimi giorni lasceranno le carceri.
E la questione allarma le forze dell´Ordine.
Gianni De Gennaro, capo della polizia, è preoccupato.
Ha già allertato questori e prefetti perché si diano da fare per “controllare” i presunti terroristi.
Digos e Carabinieri del Ros hanno iniziato pedinamenti.
Tra i presunti terroristi figurano Youssef Abdoui e Mohammed Loubiri, condannati per associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell´immigrazione clandestina e alla ricettazione di documenti falsi.
Gli inquirenti sospettano che si tratti di fiancheggiatori del Gruppo Salafita per la predicazione e il combattimento.
Siccome però i giudici dell´appello non hanno confermato le connivenze dei due con il gruppo terrorista Salafita, la pena cui i due uomini sono stati condannati è tale da ricadere nell´indulto.
Ma altri sono i casi che destano allarme.
Due algerini ritenuti vicini ad Al Qaeda a settembre lasceranno le nostre galere.
E´ il caso di Djamel Lounici, leader del “Fronte islamico di salvezza”. Arrestato per associazione a delinquere finalizzata al traffico di armi e di documenti falsi.
La procura di Napoli lo ritiene “organico” ad una cellula terroristica vicina ad Al Qaeda. A settembre potrebbe lasciare il carcere di Livorno.
Stessa sorte potrebbe riguardare il suo braccio destro, l´ex imam della moschea napoletana di corso Arnaldo Lucci, Ahmed Nacer Yacine.
Quest´uomo, il giorno dopo l´attentato dell´undici settembre, pronunciò un sermone nella moschea napoletana (il tutto è ampiamente provato da una registrazione audio/video), con cui invitò gli astanti a compiere atti di terrorismo in nome della guerra santa, il Jihad.
Attualmente è recluso per associazione a delinquere finalizzata al traffico d´armi e documenti falsi.
Questo tipo di situazioni devono far riflettere tutti, soprattutto chi abbia il potere d´intervenire per impedire queste preoccupanti scarcerazioni.
A noi cittadini spetta, poi, a tempo debito “far pagare il conto” a quanti abbiano approvato questo indulto, che rischia di mettere in libertà gente pronta a fare stragi nel nostro Paese.
Tuttavia voglio concludere questo post con una nota appena più lieve.
Quando si è fatto notare a Mastella, che grazie all´indulto qualcuno dei “graziati” era tornato a delinquere, il Ministro della Giustizia ha così replicato:
“Si tratta di un dato statisticamente non preoccupante“.
E poi la sincerità che prende il sopravvento:
“Purtroppo delinquere appartiene alla natura umana, il fenomeno non riguarda solo chi è scarcerato“.
Che si tratti di una confessione?
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Tracked back to third world county, Pirate´s Cove, The Bullwinkle Blog

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