Lo Tsunami delle addizionali locali, secondo la Uil, colpirà  i più indigenti

Anche i ricchi piangano manifesto di Rifondazione Comunista foto

Allora, mentre sul Forum di Repubblica migliaia di persone continuano a lamentarsi per la prima busta paga dell´era Unione (a proposito, vigilate che i commenti non scompaiano), e mentre sempre Repubblica nella versione on line titola: “I messaggi: molti delusi, ma il risparmio c´è” (ma se ci sono centinaia di commenti di persone con redditi bassi che hanno perso soldi!?), sempre il quotidiano diretto da Ezio Mauro dà  spazio ad un articolo che contiene un´analisi fatta dalla Uil.° ° 

Il sindacato socialista, sostiene che con le addizionali locali si avranno aggravi fino a 300 euro.

E siccome non vorrei essere accusato di manipolare le informazioni, riporto direttamente da Repubblica:

“ROMA – Un aumento medio del 33 per cento pari a 28 euro per le addizionali comunali Irpef. E’ quanto risulta dalle stime elaborate dalla Uil sulla base delle scelte operate da 60 Comuni capoluogo di provincia, che hanno approfittato della possibilità  offerta dalla Finanziaria di aumentare le aliquote fino allo 0,8 per cento, e senza il vincolo dello 0,2 per cento annuo. Un dato medio che, precisa subito il segretario confederale Guglielmo Loy, “è come il mezzo pollo di Trilussa”, e che tiene conto di realtà  molto distanti tra di loro. Si va infatti dall’aumento di 164 euro a Trieste e Siena ai 24 euro di Forlì. Se poi si guarda alle varie classi di reddito le differenze sono ancora più nette, figlie, osserva Loy, “di un federalismo di fatto delle Regioni italiane”. Per esempio, ancora a Trieste e Siena la differenza tra addizionale 2006 e 2007 arriva fino a 240 euro per chi ha un reddito lordo di 40.000 euro.

Le scelte dei Comuni
Sui 69 comuni capoluogo presi in esame dall’indagine Uil, 22 (il 36,7 per cento) hanno aumentato l’aliquota. Tra questi, due hanno introdotto l’addizionale per la prima volta. L’aliquota media che verrà  applicata quest’anno è dello 0,41 per cento, contro lo 0,3 per cento del 2006. L’aumento più consistente è quello di Trieste e Siena, che passano dallo 0,2 allo 0,8 per cento, ma ci sono aumenti ovunque. Dei 9,2 milioni contribuenti del campione, 4,1 pagheranno di più, e 127.000 pagheranno per la prima volta la maggiorazione Irpef.
L’aggravio delle addizionali regionali
Alle addizionali comunali, rileva ancora la Uil, vanno poi aggiunge quelle regionali, che, sempre rispetto al campione preso in considerazione (le 60 città  capoluogo) si traducono in un aumento medio di 137 euro per i contribuenti delle regioni Molise e Sicilia e di 126 euro per quelli dell’Emilia Romagna. Anche i contribuenti dell’Abruzzo, Lazio e Campania, ricorda lo studio, “hanno subito nel 2006 un aumento automatico delle aliquote allo 0,5 per cento, per effetto dello sforamento del deficit sanitario, che si traduce in un aumento medio di 137 euro annui”.

Più tasse per la soppressione delle deduzioni
Non è finita: al maggiore carico per i lavoratori dipendenti e i pensionati contribuisce anche la soppressione operata dalla Finanziaria delle deduzioni per carichi di famiglia, sostituite dalle detrazioni d’imposta. “In pratica si pagheranno più tasse – spiega Loy – perchè prima le deduzioni riducevano l’imponibile. Adesso l’aliquota si calcola su tutto il reddito, e solo successivamente opera la detrazione”. Risultato, un aumento del 10 per cento del gettito totale a favore di Regioni e Comuni.

I contribuenti maggiormente penalizzati
Tenendo conto della combinazione tra addizionale regionale e addizionale comunale, gli aggravi sono piuttosto consistenti. A Ravenna in media i contribuenti pagheranno 235 euro in più, a Bologna, Modena, Rimini e Ferrara 208. Ma questi sono valori medi: risultano estremamente penalizzate già  le fasce di reddito medio-basse. Per esempio se si considera la fascia di 27.000 euro lordi annui, a Ravenna si pagano 243 euro in più, a Rimini e Modena 216, a Palermo e Parma 189, a Siena 192. Se si guarda alla fascia reddituale di 40.000 euro, gli aumenti possono superare ampiamente i 300 euro.

Annullati i benefici della rimodulazione Irpef
Dal momento che le addizionali non sono progressive, e gravano allo stesso modo sui redditi bassissimi e su quelli altissimi, il risultato, fa notare la Uil, è quello di appiattire gli effetti della rimodulazione dell’Irpef, che si prefiggeva di ridurre la tassazione a favore dei redditi bassi e medi. “In alcuni comuni – spiega Loy – il risparmio ottenibile con la rimodulazione dell’Irpef è a rischio già  a partire dalla fascia di reddito di 25.000 euro. Per esempio in Emilia Romagna, o in Molise, e in tutte le regioni che presentano il deficit nella Sanità , e hanno avuto quindi l’aumento automatico dell’addizionale regionale”.

Le proposte della Uil
Un risultato iniquo, e che andrebbe corretto: a questo proposito la Uil ha messo a punto alcune proposte, tese a difendere il potere d’acquisto delle categorie maggiormente colpite da questi aumenti, e cioè lavoratori dipendenti e pensionati. “Nel caso in cui la decisione degli enti locali sia irreversibile, e noi speriamo di no – dice Loy – proponiamo una serie di strumenti che possono comunque rendere tollerabile l’utilizzo di questa leva. Il primo è l’esenzione di alcune categorie di reddito: si potrebbe introdurre una deduzione di 8.000 euro rivolta solo ai lavoratori dipendenti e ai pensionati. Tale soglia di esenzione andrebbe determinata sul reddito derivante dalla dichiarazione Isee, che tiene conto della ricchezza reale. Riteniamo infine corretto e opportuno introdurre, anche per l’addizionale comunale Irpef, la progressività  per scaglioni di reddito”.

Leggete con attenzione soprattutto qui, perché si fa riferimento ai pensionati e ai lavoratori dipendenti:

“Più tasse per la soppressione delle deduzioni
Non è finita: al maggiore carico per i lavoratori dipendenti e i pensionati contribuisce anche la soppressione operata dalla Finanziaria delle deduzioni per carichi di famiglia, sostituite dalle detrazioni d’imposta. “In pratica si pagheranno più tasse – spiega Loy – perchè prima le deduzioni riducevano l’imponibile. Adesso l’aliquota si calcola su tutto il reddito, e solo successivamente opera la detrazione”. Risultato, un aumento del 10 per cento del gettito totale a favore di Regioni e Comuni. “.

Ancora, stampate a fuoco questo:

“risultano estremamente penalizzate già  le fasce di reddito medio-basse. Per esempio se si considera la fascia di 27.000 euro lordi annui, a Ravenna si pagano 243 euro in più, a Rimini e Modena 216, a Palermo e Parma 189, a Siena 192”.

E ancora attenzione prestate a questo:

“Dal momento che le addizionali non sono progressive, e gravano allo stesso modo sui redditi bassissimi e su quelli altissimi, il risultato, fa notare la Uil, è quello di appiattire gli effetti della rimodulazione dell’Irpef, che si prefiggeva di ridurre la tassazione a favore dei redditi bassi e medi. “In alcuni comuni – spiega Loy – il risparmio ottenibile con la rimodulazione dell’Irpef è a rischio già  a partire dalla fascia di reddito di 25.000 euro. Per esempio in Emilia Romagna, o in Molise, e in tutte le regioni che presentano il deficit nella Sanità , e hanno avuto quindi l’aumento automatico dell’addizionale regionale”.

Ora, lo dico a bassa voce: c´è qualcuno che pensa ancora e davvero, che questa Finanziaria aiuti i meno abbienti?

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P.S.: prefe, anche queste informazioni riportate da Repubblica sono false? Anche la Uil che è un sindacato di sinistra, un sindacato socialista, fornisce dati falsi?

Update:

Casualmente Repubblica ha bloccato il Forum. Chissà  perchè. 😉

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13 Responses to "Lo Tsunami delle addizionali locali, secondo la Uil, colpirà  i più indigenti"

  • pietro says:
  • camelot says:
  • camelot says:
  • pietro says:
  • Rudolf says:
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  • ilaria says:
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