Partito della Libertà : lo stop apparente di Gianfranco Fini

Gianfranco Fini foto

Allora, procediamo per gradi.° ° 

Innanzitutto.

Se c´è un partito che ha bisogno di confluire all´interno di un contenitore più ampio, questo è Alleanza Nazionale.

La nascita di un eventuale soggetto unitario di centrodestra, infatti, garantirebbe alla destra post missina, l´ingresso nel Partito popolare europeo: l´aggregazione, cioè, che raccoglie – in Europa – i più significativi movimenti conservatori.

Questo ingresso è assolutamente indispensabile alla destra italiana, per almeno due ragioni.

In primo luogo, perché esso testimonierebbe – agli occhi di chi avesse ancora dubbi al riguardo – la fine di ogni legame con il passato missino; e l´accettazione di posizioni liberal-conservatrici classiche.

In secondo luogo, l´adesione al Ppe servirebbe a Gianfranco Fini, per rimuover ogni residua forma di scetticismo (nei suoi confronti, ma ancor più nei confronti di An), magari ancora presente presso qualche cancelleria europea.

In modo chiaro e netto: se Alleanza Nazionale non entra nel Ppe, Gianfranco Fini non potrà  mai nemmeno pensare di candidarsi come Presidente del Consiglio italiano.

Dunque chi voglia Fini premier (in futuro), ha bisogno di sostenere la nascita del Partito della Libertà  (necessaria affinché An sia accolta nel Ppe). Da qui non si scappa.

Ciò detto e premesso, allora vediamo di interpretare le parole pronunciate ieri da Gianfranco Fini.

Parole che – agli occhi di qualche osservatore disattento – potrebbero apparire ostili al soggetto unitario di centrodestra.

Anche qui, però, è necessaria una brevissima premessa.

Sul numero di Liberal, da qualche giorno in edicola, è presente un´intervista a Ferdinando Adornato e a Pierferdinando Casini.

L´intervista in questione – a voi non interesserà  affatto la cosa, ma dirla serve per spiegare anche la reazione di Fini – ha procurato al sottoscritto un discreto giramento di coglioni.

Per un semplice motivo.

In essa, si usa – un po´ troppo frequentemente e in riferimento al futuro soggetto unitario di centrodestra – l´espressione “partito dei moderati” (si guardi, ad esempio, questo volantino).

Ora, se non avessi alle spalle un classico sabato da trentenne, sarei riposato e lucido al punto da poter essere più dettagliato al riguardo.

Vi basti sapere, in ogni caso, che dall´intervista in questione sembra quasi che – per Adornato e Casini – il futuro Partito della Libertà , debba essere una sottospecie di novella Democrazia cristiana: magari più liberale (in economia), ma pur sempre una sottospecie di Dc.

Ciò premesso, aggiungo un´altra cosa.

Ieri (o ieri l‘altro) – lo avrete notato – Casini ha ulteriormente rilanciato: dichiarandosi disposto a creare il “partito dei moderati”. Purché – e qui si arriva a spiegare la sortita di Fini – il “partito dei moderati”, ha aggiunto Casini, sia “fortemente impegnato a evitare derive populiste per il Paese“.

Che tradotto dal democristianese puro, vuol dire altro rispetto a ciò che letteralmente è stato pronunciato.

Perché è ovvio che chiunque voglia “evitare derive populiste per il Paese“.

Ma in quel “derive populiste” – il leader democristiano – ha voluto dire: “Io sono a favore di un grande partito di Centro. Se voi – amici di Forza Italia – volete il Partito della Libertà , io potrei essere d´accordo: purché sia chiaro che Alleanza Nazionale debba restare fuori”.

Questa è la mia impressione, intendiamoci.

Ma alla luce della dichiarazione di Fini – il quale s´è sempre pronunciato a favore del Partito della Libertà  – ho sensazione che anch‘egli abbia interpretato allo stesso modo, le parole del leader dell´Udc.

E dunque per questo motivo, Fini ha dovuto mettere la mani davanti. Stoppare Forza Italia, e dire in modo aggressivo:

Il partito unitario non e’ all’ordine del giorno“.

In una logica proporzionale che qualcuno ha preteso e che ora viene anche difesa secondo una scelta politica che io non condivido, (il partito unitario, ndr) non e’ una roba di domani, speriamo che lo sia per dopodomani“.

Ma tranquilli: Fini era e rimane – non fosse altro che per ragioni di interesse personale – a favore del Partito della Libertà .

Che – statene certi – mai sarà  una riedizione della Democrazia cristiana.

Mai!

Anche perché il Paese ha bisogno di una profonda trasformazione, in ogni suo ambito.

Ha bisogno di più mercato e concorrenza. Di vere liberalizzazioni – non certo quelle fasulle del centrosinistra, che hanno fatto lievitare verso l´alto le tariffe dei taxi – e di una riduzione generalizzata della (op)pressione fiscale.

E queste cose, la Democrazia cristiana, mai le ha fatte.

Dunque non c´è problema: non moriremo democristiani (e la reazione di Fini è stata giusta).

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P.S.: la realizzazione dell´aggregatore a sostegno del Partito della Libertà  procede speditamente. E tra due settimane si inizierà  a testarlo: per verificarne praticità  e funzionamento. Cercansi volontari (che sappiano, però, custodire segreti). 😉

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24 Responses to "Partito della Libertà : lo stop apparente di Gianfranco Fini"

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