La censura contro Benedetto XVI è in parte responsabilità  di Marcello Veneziani e Giuliano Ferrara

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La censura operata contro Benedetto XVI è stata mafiosa, razzista, nazista.° ° 

Negare il diritto di parola ad uomo, chiunque egli sia, è gesto ignobile. Intollerante. E che offende la sensibilità  e l´intelligenza di chiunque ne abbia anche solo un briciolo.

Più di tutto, però, il “bavaglio” a Papa Ratzinger è stato un atto politico.

Posto in essere, non a caso, da comunisti di ogni tipo.

Comunisti (in buona parte), infatti, sono i professori che hanno firmato l´appello anti-Papa: appena 67 su un totale di circa 3000 docenti della Sapienza.

Comunisti, poi, sono i “bambini” dei soliti stantii e inutili collettivi studenteschi, che hanno inscenato le proteste contro il Pontefice.

Per capire appieno il fondamento di tale greve e intollerante gesto, però, si deve – a destra – fare un po´ di autocritica.

Incominciando col dire, che si è sbagliato dalle “nostre parti”, quando – all´indomani della nomina a Papa, di Joseph Ratzinger -, si è esultato, al grido di: “Abbiamo un nostro Papa sul soglio di Pietro”.

Attribuire a Benedetto XVI, l´etichetta di “Papa di destra”, probabilmente ha contribuito a rendere il Pontefice “indigesto” ad alcuni ambienti.

E´ un fatto indiscutibile.

Inoltre, tale atteggiamento, non si è mai sopito. Anzi: è divenuto sempre più vigoroso.

Quasi quotidiano.

Innumerevoli sono gli articoli di Marcello Veneziani, soprattutto, in cui Benedetto XVI viene dipinto come il più grande intellettuale di destra (vivente).

Analoghe valutazioni, è possibile scorgere negli scritti di Giuliano Ferrara.

Dunque, porre in relazione l´odio anti-Ratzinger, all‘”appropriazione” operata dai due (sedicenti) intellettuali, appare un fatto logico. Direi scontato.

Se tu qualifichi come intellettuale di destra il Pontefice, è ovvio che un comunista – o un sinistro qualsiasi – non possa che nutrire ostilità , quando non addirittura odio, nei confronti dello stesso.

Per i sinistri, e banalizzando, si può dire che Ratzinger – in questo istante – sia un “surrogato” di Berlusconi.

Quest´ultimo non è più premier. Dunque lo si odia meno, in questo frangente.

Ci si scaglia, allora, contro il “nemico” numero due: il Pastore Tedesco.

Senza un nemico ufficiale, a sinistra non campano. Non avrebbero ragion d´essere.

Vogliamo allora chiederci se quest´odio sarebbe esistito, se i Veneziani e i Ferrara di turno, non lo avessero apostrofato come “Papa di destra”?

E´ altamente probabile, io credo, che la dialettica Chiesa-sinistra, sarebbe stata più pacata, nel caso in esame. Avremmo certo avuto una contrapposizione: ma i toni della stessa, è probabile, sarebbero stati più contenuti.

Anche perché – lo abbiamo visto con l´episodio della censura – attorno a questo Pontefice c´è pre-giudizio: dunque ostilità  aprioristica.

Cosa ben divertente, se si tiene conto che egual pre-giudizio non fu indirizzato contro Giovanni Paolo II. Di cui Ratzinger era il “ventriloquo”, nonché il ghost writer.

Quindi, se l´origine vera dell´odio anti-Pontefice, fosse il suo pensiero: tale ostilità  l´avremmo già  riscontrata nei confronti di Giovanni Paolo II (i cui discorsi, ripeto: erano pensati e scritti da Ratzinger).

Certo, oggi esistono temi – come i Dico – che ai tempi di Wojtyla erano assenti (e quindi questo potrebbe spiegare le minori frizioni nei confronti del precedente Pontefice).

Ma rimango convinto del fatto che l´aver qualificato Ratzinger come Papa di destra, abbia nuociuto parecchio a quest´ultimo.

Inoltre ci sono altri fattori da prendere in considerazione. Perché l´appropriazione – fatta da Ferrara e Veneziani – a mio modesto parere, non è sbagliata solo per le ragioni suddette.

Ma per almeno altri due motivi.

Il primo: è che si dovrebbe avere rispetto nei confronti della Chiesa e del Pontefice, evitando di trasformarli in oggetto da “tifoseria politica”.

Questo Papa è mio, questo invece è tuo: un comportamento di cui vergognarsi!

La Chiesa e il Pontefice sono di tutti i credenti. In egual misura.

La seconda ragione, poi, per cui l´atteggiamento di Ferrara e Veneziani è stato (e continua ad essere) sbagliato, è di natura contenutistica.

Ed è la seguente.

Non è affatto vero che questo Pontefice sia un “Papa di destra”.

Il suo pensiero è tradizionalista. Dunque semmai Ratzinger è “il” Papa della destra tradizionalista.

Che è una modestissima e minoritaria partizione dell´universo destro. Una partizione infinitesimale.

Joseph Ratzinger, infatti, è antimarxista almeno quanto sia anticapitalista.

Non v´è suo discorso, in cui non si leggano accuse al mercato, al liberismo e al sistema capitalistico nel suo insieme.

Il che, intendiamoci: è perfettamente in sintonia con la dottrina sociale della Chiesa.

Che sta alla destra liberal-conservatrice come i cavoli a merenda! Né più né meno.

Talmente forti sono le accuse al liberismo pronunciate da questo pontefice, che si fa fatica a trovare differenze tra il suo pensiero e quello di Bertinotti, Diliberto o Giordano.

Idem come sopra per le questioni ambientali, ad esempio.

Questo Pontefice – ma come ho già  detto: in perfetta sintonia con la dottrina della Chiesa -, pronuncia attacchi feroci al mercato, anche perché accusato di sfruttare la Natura, di distruggere la Terra e le sue risorse.

E nemmeno possiamo dimenticare – non posso farlo io, che sono napoletano -, che in Campania, buona parte degli alti prelati in essa presenti, porti la responsabilità  di aver agito affinché non si realizzassero i termovalorizzatori. Al pari dei Verdi!

Rendo?

Dunque affermare che tale Pontefice sia di destra (di tutta la destra), è un clamoroso falso. Una sciocchezza sesquipedale!

Se Ratzinger è di destra, allora lo era anche Pier Paolo Pasolini.

Lasciamo il Papa ai credenti, a tutti i credenti. Per favore.

Evitiamo di attribuirgli etichette.

E forse, almeno in parte, l´odio nei suoi confronti si mitigherà .

O° per lo meno° non ne saremo responsabili noi!

Leggi altre news su per il Partito della Libertà .

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40 Responses to "La censura contro Benedetto XVI è in parte responsabilità  di Marcello Veneziani e Giuliano Ferrara"

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