La candidatura nel Popolo della Libertà  del capo dei tassisti romani è raccapricciante

Fulmini foto

Non ho alcun problema a dichiararlo: il fatto che il Pdl (probabilmente) candidi Loreno Bittarelli – il capo dei tassisti romani che guidò le proteste contro la liberalizzazione dei taxi, dovuta al decreto Bersani -, mi fa vergognare.° ° 

Un partito che si dichiari liberale, come il Popolo della Libertà : non può candidare l´alfiere di una piccola – ma potentissima – lobby di rentier.

Un partito che si dichiari liberale, infatti, dovrebbe avere nel suo Dna la lotta ad ogni monopolio: piccolo o grande che sia.

Un partito che si dichiari liberale, non dovrebbe nemmeno prendere in considerazione l´ipotesi di “premiare” con uno scranno, chi si sia segnalato per la lotta contro una liberalizzazione. Non fosse altro perché si narra che i partiti liberali, siano favorevoli alle liberalizzazioni.

Un partito socialista, viceversa, ha nella tutela corporativistica di ogni categoria, il proprio elemento qualificante. La propria ragion d´essere.

E qui sta il problema.

Perché anche nel centrodestra, purtroppo, esistono socialisti. E sono tanti.

“Albergano” in Alleanza Nazionale: fra tutti spicca il “sinistro” Gianni Alemanno.

E ancor di più ce ne sono – a dispetto della vulgata – in Forza Italia: Giulio Tremonti è solo la punta di diamante di questa nutrita pattuglia di sinistri, che francamente non si capisce come mai siano accettati – e omaggiati – dal centrodestra.

Mica finisce qui.

Anche la Lega ha “pulsioni” socialiste, o protezionistiche o corporativistiche.

Insomma il centrodestra italiano non è ancora arrivato ad essere ciò che dovrebbe (e ciò che ogni coalizione di centrodestra è nel mondo intero), ovvero: una forza liberale e liberista (o se vi piace di più: liberal-conservatrice).

A chiacchiere magari lo è. Nei fatti si smentisce sovente. Purtroppo!

E quello che mi fa incazzare di più, inoltre, è che scelte come quella di candidare Bittarelli, danno ragione ai bamboccioni dell´Istituto Bruno Leoni.

Quelli abituati a mettere le pagelle: e a prendere sculacciate, facendo sonore brutte figure.

Quelli abituati a dire cosa sia liberale e cosa no, loro!

Loro che, forse, farebbero bene a guardarsi in casa. Prima di giudicare gli altri.

Non fosse altro perché in Italia – all´estero non so -, pare collaborino esclusivamente per giornali che campano anche – o si dovrebbe dire: soprattutto -, grazie ai contributi economici dello stato; grazie ai soldi del contribuente; grazie al sovietismo illiberale.

Insomma gli “amici” dell´Istituto Bruno Leoni, invece di dare le pagelle a “noi“: dovrebbero magari prima spiegare come mai accettino di scrivere per giornali che campano in spregio alle regole del mercato, dell´efficienza, della concorrenza, e della dottrina liberale.

Von Hayek approverebbe i contributi dello stato a favore della stampa? E Bruno Leoni? E Milton Friedman?

Spiegateci, questa vostra contraddizione: che alle nostre “ruspanti e parareaganiane” menti, vi fa apparire come “sedicenti” liberali.

E poi magari avrete titoli per giudicare “noi“.

Anche perchè non abbiamo bisogno del vostro ausilio, per attaccare i “sedicenti” liberali che stanno in casa nostra!

Leggi altre news su per il Popolo delle Libertà .

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12 Responses to "La candidatura nel Popolo della Libertà  del capo dei tassisti romani è raccapricciante"

  • paraffo says:
  • camelot says:
  • Gino Pieri says:
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