I Verdi campani contro Pecoraro Scanio e Bassolino

Alfonso Pecoraro Scanio foto

Alfonso Pecoraro Scanio è l´altro responsabile della tragedia – leggasi: munnezza -, che sta travolgendo la Campania.

Il leader dei Verdi, infatti, – e a causa dei suoi continui no ai termovalorizzatori -, è colpevole almeno quanto Bassolino.

Ciò è talmente vero, che la Sinistra l´Arcobaleno l´ha dovuto candidare in Puglia.

Perché in Campania – la sua terra d‘origine -, era a rischio la sua stessa incolumità .

Così l‘ha descritto Peppino Caldarola:

Pecoraro, temo, viene ormai percepito come un Mastella di sinistra. Cerca solo il consenso, il potere, il guadagno politico personale“.

Illazioni?

Nient´affatto!

Visto che anche i compagni di partito del Ministro dell´Ambiente, si scagliano contro di lui (come rendicontato dal Corriere del Mezzogiorno, in data 29 marzo, a pagina 2):

Dopo tangentopoli e il crollo della cosiddetta prima Repubblica, stiamo assistendo al momento di crisi più profondo del sistema politico (…). A questa crisi non è estraneo neanche il nostro partito (…) che non riesce a veder crescere i propri consensi da oramai un decennio“.

Vi è l´esigenza nella nostra regione di un ricambio, di una rigenerazione che vada con coraggio ed entusiasmo a contrastare una classe dirigente nella migliore delle ipotesi inadeguata, spesso con il solo obbiettivo di preservarsi, silenziosa e complice nei confronti dei poteri forti“.

Il mancato rilancio politico ed elettorale dei Verdi è da mettere in relazione anche ad una rigida verticalizzazione nella gestione del partito“.

E in ultimo – concludono gli esponenti ambientalisti campani -, è necessario:

Affrancarsi dal bassolinismo“.

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