Nessun risanamento con l´Unione. Nessun disastro con Berlusconi: parola di Luca Ricolfi

Bocca della verità 

Dunque, sul numero di Panorama in edicola questa settimana, è apparso uno splendido articolo del professor Luca Ricolfi (a pagina 290).

Non posso fare a meno di riportarne una parte:

“Contrariamente a quel che si crede, l´Italia non è uscita dai parametri di Maastricht (3 per cento di rapporto deficit/pil) nel 2005 bensì nel 2001, ossia nell´ultimo anno in “carico” al vecchio governo di centrosinistra“.

“L´Europa se n´è accorta solo alcuni anni dopo perché le revisioni contabili sono lente e ci sono voluti diversi anni per scoprire che il deficit del 2001 non era dell´1 per cento (come sostenuto dal centrosinistra) bensì del 3,1“.

Nel frattempo il governo Berlusconi aveva riportato il deficit al di sotto del 3 per cento nel 2002, ma era tornato a oltrepassare pericolosamente la soglia nel triennio 2003-2005, rendendo inevitabile la procedura per deficit eccessivo”.

“Ma possiamo, almeno, riconoscere al centrosinistra il merito di aver riportato il deficit sotto il 3 per cento (nel 2007) e avviato il risanamento dei conti pubblici? Forse sì, forse no”.

“Il centrosinistra ha accusato il centrodestra di aver lasciato il deficit del 2006 al 4,4 per cento, ma poco per volta un´altra verità  sta emergendo. Dentro quel 4,4 ci sono due decisioni contabili arbitrarie (sentenza Iva e accollo del debito delle Ferrovie), senza le quali il deficit del 2006 (anno berlusconiano, nota di Camelot) sarebbe risultato pari al 2,5 per cento, al netto del decreto Visco-Bersani”.

L´Istat ha già  ammesso l´erroneità  della prima decisione e ridotto il deficit del 2006 dal 4,4 per cento al 3,4. E´ possibile che anche il carattere politico della seconda venga prima o poi riconosciuto”.

In tal caso dovremmo concludere che è l´ultima Finanziaria di Giulio Tremonti ad averci fatti rientrare nei parametri di Maastricht, e che in questi due ultimi anni non c´è stato alcun risanamento dei conti pubblici: il deficit era al 2,5 per cento nel 2006 (anno berlusconiano, nota di Camelot), è sceso all´1,9 nel 2007, ma, secondo le ultime stime, tornerà  in prossimità  del 2,5 per cento nel 2008“.

Riportate le analisi del professor Ricolfi, sia concesso a questo pirlacchione che vi scrive, di aggiungere qualcosa ancora.

Primo – e perdonate la presunzione -, il sottoscritto queste cose le dice da quasi due anni!

16 marzo 2007, ad esempio, data questo post dal titolo eloquente: “I conti pubblici lasciati dal centrodestra erano perfettamente in regola“.

Ancora.

In riferimento alla parte finale dell´articolo di Ricolfi, il 10 aprile scorso il sottoscritto scriveva:

“Il deficit strutturale lasciato da Berlusconi – al netto di una tantum e del rimborso Iva per le auto° aziendali, di competenza dell´esercizio 2006, era pari al 2,4% (nel rapporto deficit/Pil)”.

“Adesso, invece, il Fondo Monetario Internazionale, stima che il Partito democratico e la Sinistra l´Arcobaleno ci lascino un deficit pari al 2,5% (in rapporto al Pil). Insomma, con loro il deficit è aumentato!”.

Praticamente l´unica differenza, è rappresentata da uno 0,1% di deficit in meno, che il sottoscritto – causa questo articolo del Corriere della Sera -, attribuiva al centrodestra.

Tutto ciò per dire cosa?

Sicuramente per gratificare (e mi sia concesso) un minimo il mio ego.

E poi per segnalare due riflessioni.

La prima, è che il centrosinistra – spalleggiato dalla Stampa di Regime – ha raccontato una quantità  industriale di menzogne agli italiani! E tutto ciò, evidentemente: è di una immoralità  senza eguali!

La seconda, è che le campagne elettorali si vincono o si perdono sulle “questioni economiche”.

A sinistra lo sanno benissimo, perché fanno politica da sempre: sono cresciuti nelle sezioni di partito, e sanno su quali argomenti fare leva.

Viceversa a destra – dove pure si narra ci siano tante persone cresciute nelle “parrocchie di partito” -, forse si è disimparato a fare politica e a “fare voti”.

Nel 2006, noi abbiamo perso le elezioni anche perché il ceto politico della Casa delle Libertà , non si è dimostrato capace di contrastare – con argomenti efficaci – le balle propalate dalla sinistra!

Berlusconi, questa cosa pare l´abbia capita perfettamente. Infatti risulta essere intenzionato a munirsi di due validi “comunicatori”: Daniele Capezzone e Deborah Bergamini.

Meglio tardi che mai, verrebbe da dire!

In ultimo.

25.000 voti – questi, i suffragi presi in meno alla Camera dalla Cdl -, li si sarebbe potuti recuperare agevolmente, qualora avessimo avuto – ad esempio – una blogosfera di centrodestra, all´altezza della situazione.

Purtroppo così non è stato.

E dispiace parecchio.

Dispiace anche che economisti – di sicuro talento – presenti nella suddetta blogosfera, amino polemizzare – con toni alquanto femminei – su questioni insulse.

Le cose importanti sono altre.

Ma evidentemente lo capiamo in pochi.

Leggi altre news su per il Popolo delle Libertà .

23 Responses to "Nessun risanamento con l´Unione. Nessun disastro con Berlusconi: parola di Luca Ricolfi"

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