Il complotto piduista ai danni di Gianni Alemanno

Il caso è di una gravità  inaudita. Roba da far pensare ai “Servizi Segreti deviati” o alla P2.° ° ° ° 

Sull´episodio, infatti, dovrà  necessariamente investigare l´autorità  giudiziaria; e dovrà  intervenire finanche l´Ordine dei giornalisti.

Se ciò non avvenisse, risulterebbe difficile continuare ad immaginare di vivere in una democrazia.

Ma procediamo per gradi, e raccontiamo i fatti.

Qualche giorno fa – come tristemente noto – a Roma si è consumato uno stupro. Ai danni di una donna africana, e posto in essere da un clandestino rom.

Nei giorni immediatamente successivi, si sono registrati dei tentativi – pericolosissimi per la tenuta democratica del Paese -, finalizzati ad instillare nell´opinione pubblica, la convinzione che – in qualche modo – il “mandante” dello stupro potesse essere Gianni Alemanno.

Mi spiego meglio.

Siccome a sinistra hanno vissuto come un danno (in termini d´immagine), lo stupro – perché passibile di far perdere loro consensi° nella capitale° -, si è attivata una “misteriosa” macchina di disinformazione. Che ha usato come canale privilegiato il quotidiano La Repubblica (soprattutto), e in parte minima il Corriere della Sera.

La “misteriosa” macchina di disinformazione – in puro stile “Servizi Segreti deviati”, in pure stile P2 -, ha diffuso informazioni false (in tutto in o in parte), che miravano a sostenere soprattutto quanto segue.

Primo: la donna non avrebbe subito alcun stupro.

Secondo: l´intervento delle Forze dell´Ordine sul “luogo del crimine”, sarebbe avvenuto grazie ad una segnalazione effettuata da un “simpatizzante” di Gianni Alemanno. In quanto tale, dunque, persona non attendibile.

Insomma, la “misteriosa” macchina di disinformazione, si è attivata per far sì che all´opinione pubblica arrivasse questo messaggio: “Guardate che lo stupro – con ogni probabilità  – non si è consumato. Si tratta di una “trovata pubblicitaria” di Gianni Alemanno e dei suoi scagnozzi, per cercare di dimostrare che a Roma esista un serio pericolo sicurezza. E che dunque occorra voltar pagina, “bocciando” col voto Rutelli, e premiando lo stesso Alemanno”.

Ora, io sorvolerò sul fatto – immondo e immorale – che la “misteriosa” macchina di disinformazione – spalleggiata da La Repubblica e da Il Corriere della Sera -, per “proteggere” Rutelli sia arrivata a sostenere che forse lo stupro° potesse non avere° avuto luogo (dubbio, questo, successivamente archiviato. Ma che nei primi giorni dell’indagine, trapelava in modo esplicito sulla stampa).

Sorvolerò, perché non potrei fare a meno di rivolgere insulti: “negare” o mettere in dubbio – per fini politiciuna violenza sessuale ai danni di una donna, è una roba vergognosa!!

E il fatto che a questa operazione di disinformazione, si siano prestati i primi due quotidiani italiani (per numero di copie vendute), La Repubblica e il Corriere: segnala quanto fragile sia il nostro sistema democratico. E quanto torbido, cinico, corrotto e davvero pericoloso: sia il sistema informativo detenuto dai “poteri forti” (tutti schierati a sostegno del centrosinistra, giova ricordare).

Se, infatti, diventa possibile “suggerire” – e ripeto: per mero interesse politico -, che uno stupro non si sia verificato; o che esso addirittura sia avvenuto su “mandato” di un politico della “parte avversa“: a questo punto è immaginabile che possa essere “venduta” a noi cittadini, qualunque menzogna. O se preferite: qualunque verità  “preconfezionata”.

Per questo, ribadisco: deve intervenire l´Ordine dei Giornalisti. E prendere provvedimenti contro i giornalisti che si sono prestati all´opera squadristica e di disinformazione: magari valutando anche la radiazione perpetua dei gazzettieri in questione.

Ora, come mai qui si è parlato di “misteriosa” macchina di disinformazione?

Semplicemente perché oggi il Corriere della Sera e Libero, hanno dato contezza di una notizia.

La seguente.

L´invito a “suggerire” l´ipotesi che dietro lo stupro, potesse esserci Gianni Alemanno: è partito dal Ministero della Famiglia.

Più precisamente: da un collaboratore di Rosy Bindi.

Riporto per intero il microscopico articolo – contenente la suddetta informazione -, apparso oggi sul CorSera a pagina 5, e dal titolo: “Mail sullo stupro da collaboratore del ministero”.

Eccolo:

“Nuove polemiche sullo stupro della studentessa sudafricana avvenuto a La Storta, alla periferia nord di Roma, il 16 aprile scorso. Il senatore del Pdl Andrea Augello ha rivelato che una delle mail che invitava a chiarire i retroscena della vicenda e i “possibili mandanti politici” risultava spedita dall´indirizzo del portavoce del ministro della Famiglia Rosy Bindi”.

“In serata la stessa portavoce Chiara Rinaldini ha diffuso un comunicato: “E´ stato accertato che l´invio, giovedì notte, non è avvenuto dagli uffici del Ministero ma dall´abitazione di un collaboratore dell´ufficio stampa che ha utilizzato il proprio pc per un´iniziativa del tutto personale e di cui non ero a conoscenza. La persone, che si è scusata per il suo comportamento erroneo e arbitrario, ha già  posto fine mediante le dimissioni alla sua collaborazione. Ieri in Procura è stato interrogato per oltre tre ore Massimiliano Crepas”.

Ancora.

Il Messaggero al riguardo scrive:

“Il ministero della Famiglia, attraverso il capo ufficio stampa Chiara Rinaldini, ha diffuso questa sera un comunicato sul caso di alcune e-mail partite l’altra notte da un indirizzo e-mail riconducibile al ministero, e-mail nelle quali si ricollegava la persona di Gianni Alemanno al caso La Storta. Questo il testo del comunicato: «In merito alla vicenda di alcune mail su Gianni Alemanno fatte circolare utilizzando per errore un’intestazione, peraltro non corretta, riferibile all’Ufficio stampa del ministro della Famiglia, è stato accertato che l’invio, giovedì notte, non è avvenuto dagli uffici del ministero ma dall’abitazione di un collaboratore dell’ufficio stampa che ha utilizzato il proprio pc per un’iniziativa del tutto personale e di cui non ero a conoscenza. La persona che si è scusata per il suo comportamento erroneo e arbitrario, ha già  posto fine mediante le dimissioni alla sua collaborazione. Esprimo il mio rammarico per quanto avvenuto e mi auguro che questo chiarimento metta fine ad ogni tentativo di strumentalizzazione politica». Il capo ufficio stampa aveva in precedenza diffuso un altro comunicato nel quale si diceva che era stata aperta un’inchiesta, dopo averne informato il ministro Bindi, per chiarire la vicenda di alcuni messaggi internet sulla persona di Gianni Alemanno nei quali sarebbe stata usata in modo improprio l’intestazione, erronea, dell’ufficio stampa del ministro”.

Altre notizie sull´accaduto le trovate qui e qui.

Detto ciò, rimane una considerazione.

E´ chiara la dinamica dell´accaduto, o no?

Ricapitolo per semplificare.

Un misterioso collaboratore del Ministro della Famiglia Rosy Bindi (che guarda caso è collega di partito di Francesco Rutelli), si attiva per inviare a destra e a manca alcune mail.

Il cui contenuto, probabilmente, può così essere schematizzato: “Divulgate la notizia che lo stupro sia avvenuto su mandato di Gianni Alemanno. Instillate dubbi. Affermate che forse nemmeno violenza carnale sia stata compiuta ai danni della cittadina africana. Cercate di ridimensionare l´accaduto, e soprattutto cercate di farlo apparire come un´operazione di “marketing politico” posta in essere da Alemanno. Dobbiamo proteggere Rutelli, derubricando lo stupro a propaganda politica. Manipoliamo i fatti, e usiamoli per ribaltare l´accaduto a nostro vantaggio. O quanto meno per contenere i danni”.

Questo, l´intento dell´operazione di disinformazione.

Ora, mi auguro che Alemanno – dopo la vittoria a Roma -, voglia adire vie legali per querelare per diffamazione i giornalisti di Repubblica e de il Corriere della Sera (sempre che vi siano gli estremi).

Così come mi auguro voglia sporgere denuncia contro il “misterioso collaboratore” di Rosy Bindi (a proposito, ma siamo sicuri che abbia agito di propria iniziativa?).

Penso anche che su questa vicenda, sia necessario un intervento di tutti i cittadini democratici.

Ad esempio con una bella petizione online da rivolgere all´indirizzo dell´Ordine dei Giornalisti, per chiedere la radiazione dall´albo per i pennini complici del “complotto” disinformativo.

Così come pure auspico che un pubblico ministero apra un´indagine, su questa vicenda.

E´ una pagina buia della vita democratica del Paese.

Una roba inquietante.

Leggi altre news su per il Popolo delle Libertà .

40 Responses to "Il complotto piduista ai danni di Gianni Alemanno"

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