
Ho sensazione che non si capisca quanto grave sia la crisi che attraversa il Partito democratico; e quanto dalla soluzione della stessa, dipenda la tenuta di quel po´ di bipartitismo che abbiamo iniziato a sperimentare.° ° ° ° ° ° ° ° ° ° °
Le tensioni che scuotono il Pd, non sono solo affar loro. E men che mai sono qualcosa cui noi del centrodestra possiamo guardare con malevola soddisfazione, sperando possano tornarci utili.
Non è dall´indebolimento del principale partito d´opposizione, che il governo e la maggioranza trarranno benefici.
All´opposto: la possibilità che nel partito di Veltroni si consumi una scissione o una lotta selvaggia per accaparrarsi la leadership, deve mettere in ansia anche il centrodestra. E in particolar modo: quanti vogliano davvero veder nascere il Popolo della Libertà (come soggetto partitico unitario, e non come semplice lista elettorale).
Non è solo la guida di Veltroni, infatti, ad essere in discussione. E´ un progetto politico ad essere sotto processo.
Un progetto che ha portato due culture riformiste – quella ex comunista e quella dei “cattolici democratici” – a trovare riparo sotto un comune tetto: superando vecchie e anacronistiche diffidenze (reciproche). E tutto, per dare risposte moderne ed efficienti ad una Nazione che – politicamente parlando – è tra le più arretrate in Europa (dopo la Francia).
Non è solo il Loft ad essere sotto assedio: è l´idea stessa di semplificare il quadro politico, a vacillare sotto i colpi che vengono indirizzati al volto e al ventre di Veltroni, da vecchi e nuovi partitocrati. Il cui solo scopo è perpetuare la propria primazia politica (D‘Alema), anche a discapito dell´interesse generale.
Certo, è grottesco che solo dopo aver creato un partito, ci si ponga il problema della sua collocazione internazionale; dello sbocco europeo, e dell´ingresso in questa o quella famiglia politica. E´ grottesco.
Anche perché la collocazione in ambito europeo – o internazionale – è questione topica. Strettamente connessa all´identità , al progetto, alle politiche di cui ci si fa interpreti e promotori.
Non è questione che possa essere risolta dall‘oggi al domani – senza discussioni, convegni, congressi -, come se si stesse scegliendo se acquistare un paio di sandali, piuttosto che degli infradito.
Insomma: non è roba di cui dibattere in un tiepido principio d´estate. E´ questione che avrebbe dovuto essere già discussa, vagliata, considerata con ponderazione. E cercando di creare le condizioni per una scelta largamente condivisa.
Il fatto, invece, che non si sia voluto scegliere; e che deliberatamente – anzi – si sia scelto di rimandare a “tempi migliori”, il momento di una decisione: è indice di un pressapochismo e di una strafottenza francamente disarmanti. Che dimostrano come il “prodismo” – inteso come attitudine politica a campare alla giornata, avendo come unico orizzonte il “giorno per giorno” -, sia una malattia dell´anima del centrosinistra italico; e non una caratteristica ascrivibile unicamente all´ex premier.
Tuttavia, la questione della collocazione europea sarà risolta. E con relativa faciltà .
Dunque non è di questo che occorre occuparsi.
Questione prioritaria, infatti, è la sopravvivenza del Partito democratico: come soggetto “fusionista” e a “vocazione maggioritaria”. Ed è questione prioritaria, perché se “naufraga” il progetto del Pd: il Popolo della Libertà mai verrà alla luce.
Spinte – in casa Pdl – alla conservazione dello status quo, ovviamente se ne registrano. E se trovassero una sponda nelle vicende interne del Pd, potrebbero instaurare una reazione a catena, passibile di affossare – sul nascere – la genesi del nuovo soggetto unitario di centrodestra (e quindi il bipartitismo in salsa italica).
Dunque, non si può gioire – o godere – delle disgrazie in casa Pd. All´opposto, c´è da sperare che i loro problemi siano risolti e anche presto. E che prevalga chi è intenzionato a fare del nuovo contenitore di centrosinistra, un soggetto capace di intercettare i voti del centro (Veltroni e Rutelli); e non chi invece sogna un partito che riproponga – pur di vincere – le logore e nocive alleanze con la sinistra estrema (D‘Alema e Bersani).
E qui veniamo al dunque.
Perché il timore che ho, è che a sinistra non abbiano alcuna idea – dicasi alcuna – dell´identità programmatica che il Partito democratico deve incarnare (per capirlo, fatevi un giro nella blogosfera di sinistra).
O meglio: ho il timore (leggasi: certezza) che esistano – all´interno del Pd – molteplici posizioni, al riguardo: finanche antitetiche tra loro (il che non sarebbe affatto un problema, in condizioni normali: vale a dire se ci fosse una “posizione maggioritaria”, decisa da un congresso; e “posizioni minoritarie” confinate all‘opposizione interna, e democraticamente silenziate, come dovrebbe avvenire con D‘Alema).
Insomma: cosa deve – o vuole – essere il Partito democratico?
Se l´obiettivo – come spero – è quello di creare una sinistra liberale, idealmente ancorata al New Labour di Blair, allora occorre perseverare nel portare avanti° le posizioni di Veltroni. Rompere i rigidi schematismi che vorrebbero la sinistra ostile al mercato, al merito, all´intraprendenza e all´impresa.
Ridefinire una identità , in cui la parola “eguaglianza” si declini sempre più inscindibilmente con la parola “libertà ”. E da cui risulti chiaramente – senza tentennamenti e timori – come il sacrosanto obiettivo di emancipare gli “ultimi” dall´indigenza, non possa più essere attribuito allo Stato (se non in parte assolutamente residuale). Perché lo Stato non solo ha fallito in ciò: ma perché è il mezzo meno efficiente per raggiungere tale scopo.
Se l´obiettivo prioritario di una sinistra è garantire a milioni di persone l´affrancamento dalla povertà , allora è necessario che questa sinistra inizi a confrontarsi con la realtà ! Ad interfacciarsi con le dinamiche sociali, così come esse effettivamente si sviluppano (oggi!). Bandendo ogni forma di astratto utopismo – o ideologismo – che porta questa stessa sinistra, a non essere più a contatto con la “gente”. Ed a fraintenderne bisogni ed esigenze; aspettative e desideri.
Se gli operai – autentica avanguardia culturale nel nostro Paese – votano in massa a destra: è perché chiedono una rottura radicale, di sistema. Un affossamento del “consevatorismo sociale”, di cui la sinistra – anche il Partito democratico – ancora si fa portavoce.
Dal basso e da molto si leva un voce, che un tempo era flebile, e che oggi è divenuta un urlo: “Non vogliamo elemosina! Vogliamo la libertà di essere artefici del nostro destino”.
La richiesta è la rimozione delle condizioni che di fatto inibiscono l´eguaglianza nelle opportunità (al “punto di partenza”); e non la “redistribuzione” (fatta per di più aumentando le tasse ad alcuni, che poi ti fanno puntualmente pagare il conto vendendoti merci o servizi a prezzi maggiorati).
La richiesta è quella di una struttura politica e decisionale, che comprenda il valore sociale del dinamismo d´impresa (imposto dalla concorrenza internazionale e dalla globalizzazione); invece di vessarlo, con una tassazione oppressiva e che metta a rischio posti di lavoro.
Insomma: la contrapposizione capitale-lavoro, è da quel dì che è tramontata (il voto del Nord Est, è lì a ricordarlo a tutti!).
Anche la nuova frontiera di questo contrasto – il cosiddetto “precariato” giovanile -, è un fenomeno di nulla rilevanza, e che non può essere cavalcato politicamente. Se il nostro Paese, infatti, non fosse stritolato da un gravame – ingiustificabile – di tasse, leggi, vincoli burocratici° e lacciuoli giurassici: crescerebbe economicamente molto più di quanto non riesca a fare. E a crescita elevata e costante (ripeto: costante), la “precarietà ” – anche solo come suggestione di un disagio largo e condiviso -, tramonterebbe. Diverrebbe un brevissimo transito, in attesa di un orizzonte lavorativo più gratificante. Un trattino: minuto. Anzi, verrebbe vista per ciò che è: la garanzia – la certezza – di non essere condannati alla disoccupazione!
La consapevolezza – crescente nella “gente” – è che non si possa più continuare ad andare avanti così: con un sistema fondato su rigidità e immobilismi, che oggi – che non possiamo più essere mediocri come Paese, perché non c´è più la lira, la svalutazione competitiva, e i Bot che ti regalano rendite del 20% grazie a cui “arrotondare” lo stipendio (come avveniva fino a 20 anni fa) -, risultano essere una campana che suona a morto.
E il requiem – questa, la percezione – suona per i meno abbienti, non per i ricchi.
Perciò da essi, si muove una richiesta di cambiamento e di inversione di rotta. Una richiesta di rupture.
Che, almeno a chiacchiere (e solo in parte), Veltroni dimostrava di voler intercettare, in campagna elettorale.
E la domanda di cambiamento, è su tutto. Si chiede che il tappeto – sotto cui per troppo tempo si è nascosta la polvere -, venga finalmente battuto a dovere; e che di quella polvere – ovvero: i fattori molteplici e strutturali di arretratezza che soffocano il Paese -, ci si disfi.
La sinistra liberale cui pensano Veltroni e Rutelli – che ripeto: è quella di Blair, e in parte quella di Zapatero (non per le “questioni eticamente sensibili”) -, è capace – almeno a chiacchiere – di affrontare i nodi strutturali del Paese.
Più mercato, meno tasse: più crescita e meno precarietà .
Più liberalizzioni, più concorrenza: salvaguardia del potere d´acquisto di pensioni e stipendi.
Meno stato e più “libertà eguale” (ad esempio facilitando l´intrapresa imprenditoriale o professionale, di chi non abbia mezzi economici per farlo): più possibilità di essere artefici del proprio destino.
Una sinistra siffatta, serve al Paese: perché assolutamente capace di fotografare la realtà , immaginando soluzioni “possibili”.
Ma se si sbaglia la diagnosi – e allora si pensa sia necessario un ritorno alla sinistra old style, e per di più alleata con i comunisti (come vorrebbe D´Alema) -, il rischio è che cada a pezzi – e crolli – quella fragile, minuta costruzione, che gli italiani hanno “eretto” con il loro voto qualche mese fa.
Una piccola palafitta di carta velina, che poggia sulle sabbie mobili. In balia di dinamiche oscure, ai più!
Il Partito democratico – indubbiamente anche per effetto di fattori contingenti ed irripetibili -, ha fatto il pieno di voti a sinistra. Non ha fallito, da questo punto di vista.
Non è riuscito a “sfondare” al centro – anche in questo caso: soprattutto o solo per effetto di fattori contingenti -, perché Casini correva da solo, e “presidiava” lui, l´area mediana. Ma l´anno prossimo – dopo le europee – Casini tornerà all´ovile, nel centrodestra (salvo non voglia suicidarsi!).
L´analisi di D´Alema, dunque, è una puttanata! Le sue valutazioni, stupide.
Il Pd non deve spostarsi ancor° più a sinistra: anche perché questo farebbe uscire gli ex margheritini dal partito (e ciò manderebbe a farsi benedire il Pd stesso; e ridurrebbe in frantumi il Popolo della Libertà . Perché creare un partito unitario a destra, se non c´è più quello di sinistra?).
Il Pd – se lo capisce la sua classe dirigente – ha possibilità enormi al centro: se continuerà nel seguire la linea veltroniana (e rutelliana).
Certo, va messa nel conto una cattiva performance alle europee (una fuga di elettori di sinistra si registrerà di sicuro, perché proveranno – per compassione – a far rivivere i comunisti almeno nel Parlamento europeo): ma non è un dramma.
Una linea politica vincente: si costruisce nel medio termine.
E con una buona legge elettorale: un doppio turno alla francese, ad esempio, o un proporzionale alla spagnola (e a fanculo un´altra volta i partiti dell´estrema sinistra, e i nanetti di centro).
C´è qualcuno che davvero sogna il ritorno ad un centrosinistra, come quello che ha governato fino a qualche mese fa?
Ma dico: quanto vi drogate?
Leggi altre news su per il Popolo delle Libertà .


















La questione non mi sembra così “semplice”.
Una rotta, per ora, no si può scegliere, e sicuramente non si poteva scegliere quando si è costituito il PD.
Il perchè è semplice, si è avverato con le elezioni, e probabilmente i fondatori del PD lo avevano previsto. O gli è andata di culo.
Si tratta del voto degli elettori della sinistra radicale, quelli che alle elezioni hanno votato il PD e affossato i partitini.
Ovvio che è praticamente impossibile ripetere un risultato simile a breve, perciò si devono aspettare le europee per vedere qual è il *vero* peso del PD. E quindi anche la rotta da seguire.
è chiaro che se gli elettori pentiti riportano su i partitini (con peso probabilmente maggiore di prima), il PD ritorna ad essere una Margherita allargata (magari perdendo anche qualche pezzetto) e rischia di confluire nel PPE. Se, invece, si ripetesse il risultato dell’11 aprile scorso, il gruppo europarlamentare dovrebbe essere diverso, per rappresentare anche la gran parte degli elettori redenti di estrema sinistra.
L’unica, per salvare il bipolarismo/bipartitismo è fare la legge elettorale subito, prima che sia troppo tardi.
Ma forse è già tardi.
Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….
…
Pd e bipartitismo verso il collasso?…
Ho sensazione che non si capisca quanto grave sia la crisi che attraversa il Partito democratico; e quanto dalla soluzione della stessa, dipenda la tenuta di quel po´ di bipartitismo che abbiamo iniziato a sperimentare. Le tensioni che scuotono il Pd…
Risposta a unpiralqualsiasi:
“Ovvio che è praticamente impossibile ripetere un risultato simile a breve, perciò si devono aspettare le europee per vedere qual è il *vero* peso del PD. E quindi anche la rotta da seguire”.
Assolutamente no (e in parte lo hai detto alla fine del commento): occorre innanzitutto perseverare, e verificare nel corso degli anni – anche perchè questo governo durerà – cosa dicano i sondaggi; e poi è sufficiente una legge elettorale ben fatta, per mettere fuori dal Parlamento la sinistra estrema.
Nel momento in cui crei una buona legge elettorale, indirizzi automaticamente gli elettori verso di te (come già è avvenuto).
La madre di tutte le questioni, però, è che il Pd deve fare “pedagogia”. A sinistra hanno bisogno che sia il partito a dire loro cosa sia giusto o sbagliato. Per questo ci vuole un serio ed articolato dibattito culturale, ancora prima che politico: bisogna “educare” gli elettori (che in verità , in alcuni casi sono anche più avanti dei partiti in generale, e del Pd in particolare)…
Ma tutte queste cose, impongono che non ci siano tentennamenti: se D’Alema fa le sue sortite, senza avere il supporto di un beneamato cazzo – leggasi: congresso -, disorienta gli elettori; prospetta ipotesi e prospettive “regressiste”; solletica le pulsioni più “conservative” e dannose per il Paese.
Non possiamo più permetterci di essere un Paese del Terzo Mondo, confinato per puro caso in Europa: dobbiamo essere davvero europei…e guardare ai modelli – anche politici – presenti altrove…va gettato nel cesso il ‘900…
Ma gli elettori del PD non sono ancora i veri elettori del PD, quelli futuri, dico.
Per ora una parte degli elettori sperava solo di poter avere rappresentanza al governo, invece di “sprecare” il voto. Molti di loro non si aspettavano che i loro partitini di riferimento (o di protesta comoda) sparissero dalla scena parlamentare.
E non avendo raggiunto il risultato di avere il PD al governo, ora hanno le mani libere per poter votare ciò che vogliono alle europee del prossimo anno (che notoriamente sono viste dal popolo come elezioni pressochè inutili).
Quindi i tempi sono stretti, e il PD non può educare elettori altrui “d’occasione”, anche perchè non si riconoscono in questo partito.
E proprio perchè questo governo durerà , è in pericolo il PD e il bipartitismo: cinque anni di opposizione porteranno a marginalizzare chi non si sente PD.
E il prossimo anno ci sarà la prova più importante.
Io, lo sai, non sono pessimista, ma se penso a come andranno le elezioni europee del prossimo anno per il PD, vedo la recente sconfitta come una vittoria dieci a zero, al confronto.
E se la botta è forte, il PD non si rialza più. Bene o male che sia.
Perciò – se l’idea è salvare il bipolarismo – la riforma elettorale è da fare al più presto, per blindare lo staus quo.
Però, nel caso in cui il bipolarismo implodesse, sarebbe meglio discutere *se* è un sistema giusto per l’Italia, prima di imporlo per legge.
Come anche sarebbe da verificare quanto agli italiani – che poi sono l’Italia – glie ne freghi dell’Europa e dell’europeismo. Anche qui nelle cose ci si deve credere, non si possono imporre per il “bene comune”…
Vanno gettati nel cesso gli interpreti “legati” al ‘900. Però riconoscere a Veltroni (chiacchiere tante, parole pesanti come piume e concretezza zero) la possibilità di dar vita addirittura ad un partito “affetto” da blairismo mi sempre francamente troppo. Anche perchè gli italiani dovrebbero finalmente scendere in piazza a manifestare contro se stessi. Troppa grazia.
Tifo per il collasso
Il bipartitismo non dev’essere coatto
Mi tocca tifare per Veltroni. E’ incredibile ma vero.
Credo che bisogna far fuori tutte quelle forze politiche e i politici che pensano sono al proprio ego (D’Alema), e a rivoluzioni utopistiche (comunisti). Bisogna fare il bene del paese. Non possiamo più permetterci di rimandare riforme e investimenti. E per fare questo abbiamo bisogno anche e sopratutto del PD e di Veltroni!Siamo appena entrati nella terza repubblica e la vogliamo già mettere da parte? Speriamo proprio di no!
Risposta a unpirlaqualsiasi:
Ma non è vero: il Pd ha mantenuto i voti dei suoi soci fondatori, e hanno preso qualcosa in più. Gli elettori della sinistra estrema, o si sono astenuti, o in alcuni casi hanno votato Lega Nord (come nel caso degli elettori dei Verdi)…questo lo dicono le analisi dei flussi elettorali, non il sottoscritto.
Quanto al risultato delle europee: la perdita di voti è certa, ma va messa in conto e secondo me non è un problema. Non contano un piffero le elezioni europee. E in ogni caso, Veltroni, proprio per contenere i danni: sta supplicando Berlusconi per concedergli una nuova legge elettorale con soglia di sbarramento al 3%.
Quanto al resto: il bipolarismo basato su un forte bipartitismo, serve eccome!
Cacchio: abbiamo ora solo 5 partiti in Parlamento; la scorsa legislatura il centrosinistra ha dato spettacoli vergognosi: liti, contrasti ecc. ecc.; ed è da dubitare ancora che il bipartitismo come ora si sta sperimentando, sia una cosa negativa?
Ma scherziamo!
Risposta a sergente:
Hai ragione: ma Veltroni – e mi riferisco al programma, non certo al suo “aspetto estetico” -, balzi in avanti, rispetto all’ortodossia di sinistra, ne ha fatti eccome: lui e Rutelli hanno idee chiare, e immaginano una sinistra liberale….il problema è D’Alema…che già flirta con Bertinotti e Vendola, sperando che quest’ultimo diventi segretario di Rifondazione e dia vita ad un vero progetto di Sinistra Arcobaleno…con cui poi allearsi per le elezioni politiche..c’è da fare il tifo per una sinistra – il Pd – a “vocazione maggioritaria”, altrimenti l’Italia dal pantano non uscirà mai…
Risposta a Gab:
Che tu faccia il tifo per il collasso è ovvio: della Nazione, della Patria, dell’Italia non te ne fotte un cazzo!
Risposta ad Asdo:
Appunto….per non parlare poi del fatto che se salta in aria il Pd, il Popolo della Libertà non vedrà mai la luce…e nella prossima legislatura torneremo ad avere 30 partiti…ci conviene?
Penso proprio di no!
Risposta a IoTomy:
Ma più che per Veltroni o Rutelli: ci tocca fare il tifo per le loro posizioni, non per le loro persone.
Non è un fatto estetico o di simpatia personale: è che se loro hanno posizioni “convenienti” per la Nazione e per il sistema-Paese, si è costretti a fare il tifo per loro, sperando che riescano ad affermarsi le loro posizioni politiche…
Dopo mesi che ti leggo su questo argomento senza riuscire a “capirti”, caro Cam, credo di aver avuto, finalmente una illuminazione: tu vorresti che il PD ragionasse e si comportasse come il PdL!
Io credo che tu, più che come il labour party britannico, veda il PD come il Partito Democratico USA che è perfettamente alternativo a quello Repubblicano perchè entrambi credono ESATTAMENTE negli stessi valori, salvo sfumature più di facciata che di sostanza.
La tua aspettativa, per carità , sarebbe perfettamente legittima, se non fosse per il “piccolo” particolare che negli States sono tutti liberali, democratici e repubblicani, mentre da noi non ce n’ è uno manco a cercarlo con il lanternino, nè nel PdL nè TANTOMENO nel PD, cioè in un partito fatto da post-comunisti e post democristiani di sinistra, cioè da gente che rappresenta l’ antitesi di qualsiasi idea liberale.
Il sentimento liberale non è una camicia che si indossa in occasione delle elezioni per raccattare qualche voto al centro e, infatti, il PD, pur avendola indossata, non ne ha preso uno e MAI li prenderà .
Perchè alla loro svolta liberale, Cam, credi solo tu!
E poi, scusami, se non ci credono loro stessi, che infatti stanno per sbranarsi, come fai a crederci tu?
Be’, l’ ho detto: io l’ ho capito – finalmente – come fai! Chiudi gli occhi e sogni di essere negli States!
In una cosa hai ragione: noi abbiamo interesse acchè il PD non esploda nè imploda, pena la stessa sorte per il PdL, ma sarà proprio Veltroni a fare sì che questa sciagura avvenga!
Perchè, come te, si ostina a sognare di poter fare qualcosa in cui crede SOLO LUI e che è IMPOSSIBILE fare, come testimoniano le lacerazioni che proprio in questi giorni stanno venendo alla luce e che esploderanno in occasione delle Europee (se non prima) ……
Risposta a paraffo:
In verità , io ho una abitudine stramba che ti confesso.
Faccio una cosa poco commendevole: leggo addirittura i giornali!
Più precisamente: ne leggo tre in versione cartacea, ogni giorno (Corriere, Libero e Italia Oggi, cui va aggiunto anche l’inserto economico di Libero), più diversi altri in versione online.
Bene.
Dalla lettura dei giornali, dai documenti del Pd (pensa te, leggo anche quelli, come il programma!), dalle dichiarazioni dei competitors – udite, udite – traggo informazioni!
E in più, molto di rado, leggo anche i blogger di sinistra: vale a dire la base.
Dunque, almeno un pochetto, sono documentato…
Io sto a quello che dichiarano loro, non ad altro…
Non a caso – dicasi non a caso – se non fossero appena un pochetto, almeno a chiacchiere liberali: non si riuscirebbe a spiegare l’accusa che veniva rivolta loro (o a noi) di avere programmai quasi uguali!
Risposta a paraffo:
Ti metto anche il link di uno dei tanti del Pd, che vuole una “sinistra liberale”:
http://valeriopieroni.ilcannocchiale.it/post/1936940.html
Cam, non fare l’ ingenuo! Sei troppo intelligente per non sapere che, nei giornali, come nei libri, come nelle TV, ognuno vede quello che vuole vedere.
Tu hai le tue convinzioni (o le tue speranze) e ti documenti, quotidianamente, per trovare conferme alle tue idee.
Lo facciamo tutti e lo fai anche tu e, ripeto, ho troppa stima di te per immaginare che tu non lo sappia.
Ne vuoi una prova? Leggo anche io parecchio e, al contrario di te, leggo quasi esclusivamente giornali di sinistra oltre al solito Corriere, e cosa succede? Succede che trovo, sul PD, le cose che penso io e non quelle che pensi tu ….
Buffo, non credi?
Risposta a paraffo:
Semmai stai facendo una “proiezione”: attribuisci a me, ciò che fai tu.
Io mi limito a leggere le interviste, le dichiarazioni, i propositi e i suggerimenti politico/economici avanzati dai vari esponenti del Pd. E giudico i vari competitor sulla base di questi fattori. Come giudico Veltroni o Rutelli, ad esempio, per il fatto che abbiano voluto correre alle elezioni politiche senza la sinistra comunista (viva Dio!). Mentre D´Alema parla di ritornare a fare alleanze con i comunisti.
Faccio, insomma: una valutazione politica.
Non una valutazione estetica o basata sulla simpatia.
Non conosco altro criterio per giudicare un politico, se non quello che tenga conto dell´analisi delle sue posizioni.
E ciò è talmente vero, che lodavo Rutelli anche quando era al governo, e proponeva cose giuste:
http://www.camelotdestraideale.it/index.php/2007/04/27/riduzione-dellici-sulla-prima-casa-e-sgravi-per-i-locatori-giusti-provvedimenti/
Ed evidentemente, io giudico i politici per quello che propongono. E sulla base di quanto penso possano essere utili al Paese, le loro posizioni.
Quanto al fatto che dici di trovare sui giornali quello “che pensi tu”, e io mica lo so cosa pensi tu.
Quando si parla di D´Alema, o argomenti simili, non mi sembra tu abbia mai fatto rilievi nel merito, sulle questioni politiche o economiche.
Ti limiti a esprimere un giudizio positivo su Baffino, perché lo stimi.
Mica dici se ti fa piacere che voglia allearsi di nuovo con i comunisti.
Mica dici qualcosa sul fatto che voglia rompere con i margheritini, mandando a puttane il Pd, e con ciò mettendo a repentaglio la genesi del Popolo della Libertà , e il bipolarismo fondato su un forte perno bipartitista.
Mica dici qualcosa sul fatto che attacchi il Vaticano, perché vuole imprimere una svolta laicista – e zapaterista – al Pd?
E potrei continuare.
Risposta a paraffo:
Semmai stai facendo una “proiezione”: attribuisci a me, ciò che fai tu.
No, io attribuisco a te quello che fanno TUTTI gli esseri umani, cioè deformare la realtà con le proprie convinzioni, come, inascoltato, ho cercato di spiegarti ieri e come sa chiunque si interessi di psicologia e di psicoanalisi.
Io mi limito a leggere le interviste, le dichiarazioni, i propositi e i suggerimenti politico/economici avanzati dai vari esponenti del Pd. E giudico i vari competitor sulla base di questi fattori. Come giudico Veltroni o Rutelli, ad esempio, per il fatto che abbiano voluto correre alle elezioni politiche senza la sinistra comunista (viva Dio!). Mentre D´Alema parla di ritornare a fare alleanze con i comunisti.
Certo e le interpreti come vuoi tu, perchè anche io leggo interviste ad esponenti PD e le interpreto diversamente da te.
Faccio, insomma: una valutazione politica.
Non una valutazione estetica o basata sulla simpatia.
Vediamo se ho capito bene quel che dici: tu fai delle valutazioni politiche, mentre io do giudizi estetici e sentimentali. Il dubbio che possa accadere il contrario, sembra non ti sfiori minimamente …
Non conosco altro criterio per giudicare un politico, se non quello che tenga conto dell´analisi delle sue posizioni.
Anche io non ne conosco altri, ma se sbagliamo l’ analisi? Non ti mai viene mai il dubbio che tu possa sbagliare la tua analisi?
A me sì e, infatti, io “ascolto” anche chi fa analisi diverse dalle mie (le tue per esempio), cosa che invece non ti ho mai visto fare, fino ad oggi, o almeno non ti ho mai visto prendere in esame le mie, che ignori puntualmente. Quando tu mi rispondi, infatti, ti limiti a ripetere quel che avevi già detto e a autocitarti, come fai qui sotto:
———” E ciò è talmente vero, che lodavo Rutelli anche quando era al governo, e proponeva cose giuste:
http://www.camelotdestraideale.it/index.php/2007/04/27/riduzione-dellici-sulla-prima-casa-e-sgravi-per-i-locatori-giusti-provvedimenti/” ——–
Ed evidentemente, io giudico i politici per quello che propongono. E sulla base di quanto penso possano essere utili al Paese, le loro posizioni.
Quanto al fatto che dici di trovare sui giornali quello “che pensi tu”, e io mica lo so cosa pensi tu.
Certo che non lo sai!!!! Quel che penso te l’ ho illustrato almeno quattro volte, forse cinque o forse più, ma tu non lo prendi minimamente in considerazione tanto è vero che dici di NON saperlo!
Quando si parla di D´Alema, o argomenti simili, non mi sembra tu abbia mai fatto rilievi nel merito, sulle questioni politiche o economiche.
Appunto!
Ti limiti a esprimere un giudizio positivo su Baffino, perché lo stimi.
Appunto: ho scritto commenti lunghissimi che ti sono passati davanti agli occhi come ombre, evidentemente!
Mica dici se ti fa piacere che voglia allearsi di nuovo con i comunisti.
E invece te l’ ho detto e stradetto, ma tu lo hai ignorato completamente e infatti me lo richiedi!!!!
Mica dici qualcosa sul fatto che voglia rompere con i margheritini, mandando a puttane il Pd, e con ciò mettendo a repentaglio la genesi del Popolo della Libertà , e il bipolarismo fondato su un forte perno bipartitista.
Se tu fossi informato tanto quanto dici di essere, sapresti che sono ANCHE i margheritini a voler rompere col PD, così come tanti ex-ds, persino non dalemiani. Per questioni di principio? No, per questioni di posti da ricoprire nelle tante amministrazioni ancora di centrosinistra. Ma non vado oltre, tanto non mi leggi … O meglio, mi leggi, ma col pensiero rivolto non a cercare di capire quel che dico ma già alla ricerca di una autocitazione con cui ribadire le tue posizioni.
Mica dici qualcosa sul fatto che attacchi il Vaticano, perché vuole imprimere una svolta laicista – e zapaterista – al Pd?
Anche di questo mi pare di averti già parlato ma, non essendone certo, ti rispondo: ti sembra tanto strano che D’ Alema voglia percorrere la via che ha portato Zapatero a governare, che voglia distinguersi in qualche modo dal PdL?! Che voglia racccattare e recuperare più voti possibile nella SUA area, nel SUO bacino elettorale? Tu Cam, a mio avviso, credi che il PD voglia disperatamente rimanere all’ opposizione per vent’ anni , tanto per fare un piacere a noialtri!
Puntualmente inascoltato, te l’ ho già ri-spiegato ieri: tu pretendi che il tacchino aspetti con ansia il giorno del ringraziamento e si metta nel forno da solo! Perchè è esattamente questo che farà il PD se non si libererà di Veltroni ed è esattamente quello che hanno paventato tutti i giornalisti e i professori universitari di aerea centro-sinistra che si sono avvicendati ad Omnibus, de La7, ieri e ieri l’ altro e che hanno letteralmente “massacrato” Veltroni e la sua politica, arrivando persino al dileggio!
L’ unico a difenderlo sai chi era? Paragone, il vicedirettore di Libero! Lo credo bene che lo difende: Veltroni alla guida del PD vuol dire un ventennio di governi nostri, senza neanche bisogno di unificare AN e FI!!
E potrei continuare.
Ah, non lo metto indubbio, caro Cam! Tu sei un prodigio nel mettere insieme pezze d’ appoggio per le tue granitiche convinzioni!
Vabbè, mi auguro, come Paragone, che Veltroni rimanga in sella e che i PD siano così sprovveduti da consentirglielo. Contento?
Ciao, amico Cam, buona giornata e vedi di coltivare qualche dubbio, ogni tanto: sapessi che libidine è! Quasi meglio di un orgasmo! Dovresti provarlo, un giorno o l’ altro: ti si aprirebbe un mondo, credimi!
Risposta a paraffo:
Paraffo, hai usato anche questo commento, per non rispondere nel merito.
Evidentemente non puoi farlo…io aspetto ancora che tu mi dica se a te sta bene il progetto dalemiano: la fine del bipartitismo, il ritorno ad alleanze con la sinistra comunista, il ritorno a diecine di partiti…non hai risposto, come sempre
Scusate l’intromissione. Questo dibattito, per un novello come me, è ossigeno puro.
Vorrei chiedere ad entrambi, cam e paraffo, se è possibile una vera e definitiva evoluzione politica in senso europeo (meglio americano, per me) con questa classe politica.
Risposta a IoTomy:
E’ proprio questa, la questione.
Se prevale la posizione di Veltroni (e Rutelli): continueremo per la via sperimentata con questa legislatura (5 partiti, e un bipolarismo fondato sul bipartitismo).
Se prevale il progetto di D’Alema (sto per scrivere un post, al riguardo): ci sarà l’affossamento di quel pochetto di bipartitismo fino ad ora sperimentato, e il ritorno nemmeno alla Seconda Repubblica, ma addirittura alla prima…visto che D’Alema vuole una legge elettorale proporzionale pura…e il 17 giugno inizierà la sua battaglia, contro Veltroni e contro il bipartitismo…
Ovviamente D’Alema vuole anche il ritorno di una parte dei comunisti al governo…
Non credo di essermi spiegato bene.
Se è vero che preferisco l’idea Veltroniana del bipartitismo, è altrettanto vero che questo PD non è nè socialdemocratico (sinistra di impronta europea PSE) nè liberaldemocratico (di impronta americana).
Qualcuno la chiama la Cosa 4. L’ennesima trasformazione del PCI mischiato ai cattolici di sinistra. Ma questo significa che non hanno un progetto credibile. Non significa che in fondo il PD sia l’ennesima boutade elettorale da schierare in alternativa al ciclone Berlusconi? Se non sanno dove mettersi in Europa che ha una forma di democrazia migliore di quella Italiana, significa che non stanno insieme per condivisione di valori.
Così come DiPietro, secondo me, è di destra ma sta con la sinistra perchè “odia” Berlusconi.
Ovviamente i comunisti al governo li può volere solo un democristiano come D’Alema:-D
Risposta a IoTOmy:
Aspetta, lascia perdere Di Pietro che è fuori dal bipartitismo.
Qui si discute – lo stesso discorso vale per il “cartello elettorale Popolo della Libertà ” – di una soggettività politica nuova (il Partito democratico).
Tale essendo, deve essere fatta “crescere”. Arricchita di spunti programmatici, analisi ecc. ecc.
Fino ad ora, essere un soggetto nuovo, ha evidentemente una fisionomia programmatica in divenire: è ovvio, le identità politiche richiedono un po’ di anni, prima di essere complete.
Tuttavia, quello che a mio modesto parere si può dire (ed è anche ciò che credo a te interessi di più): è che la ricetta veltroniana e rutelliana sia quella più vicina alla sinistra di Blair.
Per questo il sottoscritto, nell’interesse della Nazione, spera che questa “linea” prevalga: e non quella di D’Alema, che sogna una sinistra “socialista” alleata con i neocomunisti, che arrivi al governo – grazie ad un sistema proporzionale – anche con l’ausilio di qualche idiota di centrista.
Quanto alla collocazione europea, credimi: è un’inezia.
Io, fossi in loro, non farei crociate contro il Pse.
Ma siccome in questo istante sono tutti contro tutti, allora usano questo argomento – quello della collocazione in ambito europeo – per farsi un pò di guerra interna.
Quello che però mi piacerebbe fosse chiaro: è che se prevale la linea D’Alema, nell’ordine saltano “il dialogo sulle riforme”, un minimo di accordo bipartisan per governare la crisi economica internazionale (che sarebbe un’inculata per il centrodestra), si rimette in discussione non semplicemente il risultato di queste elezioni – quel po’ di bipartitismo uscito dalle urne -, ma finanche il bipolarismo che da 15 anni stiamo sperimentano.
D’Alema vuole il sistema elettorale spagnolo tedesco. Sai che vuol dire?
Che i partiti si presentano alle elezioni, senza avanzare alleanze.
Poi, una volta eletti, in Parlamento formano maggioranze secondo i propri vantaggi.
Sai che vuol dire? Che i cittadini non conteranno più un cazzo, che non esisterà più il centrodestra e il centrosinistra. E che si tornerà alla Prima Repubblica.
Il sogno di D’Alema e di Pier Ferdinando Casini….
Sono d’accordo con te sul breve termine. Finchè le storiche emergenze italiane non saranno risolte. In questo senso c’è bisogno di collaborazione.
Però, anche Paraffo ha ragione. Nel medio-lungo termine, questa sinistra non ha idee. Il programma elettorale del PD è identico o quasi a quello del PDL. E’ scritto male ma cambia poco.
Vorrei capire se il “progetto” Partito Democratico può essere realmente alternativo a chi verrà dopo Berlusconi. Il problema è il medesimo per il PDL.
Secondo me, o si passa ad un Sistema Presidenziale, dove il partito riveste un ruolo secondario a discapito delle capacità del leader, oppure sia PD che PDL sono destinati a fallire, come partiti.
Parlo per “noi”. Ma sia Forza Italia che AN sono composti da classi dirigenti vecchio stampo. Tolto Berlusconi, vengono tutti dalla Prima Repubblica. Via lui, unico uomo nuovo della politica, siamo punto e a capo.
Sarò pessimista, ma non vedo nuovi Berlusconi all’orizzonte.
Risposta a IoTomy:
Appunto. Ed è proprio per le ragioni che descrivi, che occorre aver paura di D’Alema, che sogna un ritorno alla prima repubblica (altro che presidenzialismo!).
D’Alema vuole un sistema tedesco. Leggi il post che sta per arrivare..
Risposta a paraffo:
Paraffo, hai usato anche questo commento, per non rispondere nel merito.
Evidentemente non puoi farlo…io aspetto ancora che tu mi dica se a te sta bene il progetto dalemiano: la fine del bipartitismo, il ritorno ad alleanze con la sinistra comunista, il ritorno a diecine di partiti…non hai risposto, come sempre
Cioè ho fatto quello che fai sempre tu con me e che hai appena ri-fatto, proprio adesso?
A te va bene che io non ho voglia di andare a cercare i nostri commenti passati per sbugiardarti clamorosamente!
@ Iotomy, amico mio, prima di risponderti, fammi una cortesia: vai a leggerti i miei post di questi ultimi giorni. Troverai già alcune delle risposte che cerchi. Poi – se hai altre domande – ne riparliamo, ok? Ma non qui, perchè con Cam è partita – in questo momento – una gara “a non risponderci” e non voglio perderla, rispondendogli ancora una volta, neppure indirettamente, parlando con te!!!!
Sto ridendo, perchè mi pare di essere tornato bambino …. Data la mia vetusta età è una bella sensazione, devo ammetterlo!
Non po
Risposta a paraffo:
Paraffo tu potrai anche ridere, ma io continuo a non aver mai ricevuto risposta. Mai!
Ma fa niente: quantunque laico, ammetto che possano esistere i misteri!