Movimento Sociale Italiano: più a sinistra dell’estrema sinistra

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Vi riporto un´intervista fatta (nel 2005) da Claudio Sabelli Fioretti ad Umberto Croppi: l’attuale assessore alla Cultura della Giunta Alemanno. 

Eccola:

“Da ragazzo (Croppi) era un giovane fascista che faceva politica nel Fuan e partecipava a manifestazioni e scontri. Poi nel Msi faceva la fronda ad Almirante e Fini, veniva eletto consigliere comunale, scriveva articoli, fondava giornali, dava la solidarietà  a Adriano Sofri. Poi uscì dal Msi («Quattro anni prima di Fini», scherza) e fece qualche giro dalle parti dei Verdi, dei Radicali, della Rete, dell´Asinello. Infine, per i casi della vita, è diventato direttore editoriale di una casa editrice storica sulla via del fallimento, la Vallecchi che sta riportando agli antichi fasti.

Umberto, dicono di te che sei il fascista più comunista del dopoguerra.

«Per me, ma anche per molti altri, il Msi è stata un´esperienza di sinistra».

Con tutta la buona volontà 
«L´elettorato era di destra ma quasi nessuno di noi si considerava di destra».

Quasi nessuno chi?
«Perfino quelli più reazionari. Hai tempo?».

Quanto ne vuoi.

«L´Msi nacque proprio perché la Dc temeva una frana a sinistra dei giovani di Salò. Alcuni, come Stanis Ruinas, che aveva fondato la rivista Pensiero nazionale, erano addirittura finanziati dal Pci di Togliatti. La Dc, per porre rimedio, concordò con i vertici in latitanza della Repubblica di Salò la nascita di un partito che li raccogliesse».

Il Msi… un partito di sinistra… fondato dalla Dc
«I vertici dell´Msi sapevano benissimo che i voti dovevano prenderli a destra. Un caso di schizofrenia. Ti ricordi la corrente di Almirante? Si chiamava “Sinistra Nazionale“».

I più di sinistra chi erano?
«Un esempio: Beppe Niccolai. Era proprio comunista. Un comunista che aveva aderito al fascismo. Il suo archivio era per metà  annate di pubblicazioni di sovietologia. Al congresso del Msi del 1984 iniziò citando Lenin e finì citando Mao. Nessuno se ne accorse. Fu espulso dal Msi perché in una direzione nazionale aveva fatto approvare un ordine del giorno di condanna dei potentati economici approvato dal comitato centrale del Pci la settimana prima. Alla scuola di formazione del Msi studiavamo il modello dell´impresa proprietaria, l´abolizione della proprietà  dell´azienda, gli operai che diventano padroni. Quelli come me, e ce ne erano tanti, Almirante li chiamava “castristi”: per le barbe e i capelli lunghi ma soprattutto per quello che dicevano».

Non facevate prima ad entrare nel Pci?
«Ero ben documentato sull´argomento. Mio padre, ex repubblichino, per i miei diciotto anni, mi aveva regalato il Capitale di Carlo Marx. Che ovviamente non ho mai letto. Però avevo letto il Manifesto e gli scritti giovanili di Marx, le tesi su Feuerbach. Ma non ero comunista, né marxista».

Però
«Però anche esteticamente vestivamo come la sinistra, sembravamo dei punkabbestia e di nascosto coltivavamo la passione per il rock. Perfino Buontempo portava l´eskimo».

Mi raccomando: non fate sapere queste cose ad analfabeti come Valentino Parlato, Furio Colombo, Piero Sansonetti, Antonio Padellaro, Gabriele Polo e Vauro.

Non vorremmo si sentissero male, nell´apprendere che nel Msi c´era gente che portava avanti le stesse posizioni che loro, ancor oggi, ostinatamente difendono! ;)

Leggi altre news su per il Popolo delle Libertà .



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18 Responses to "Movimento Sociale Italiano: più a sinistra dell’estrema sinistra"

  • diggita.it says:
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