La strategia qual è?

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Uno dei più grandi difetti di Berlusconi è l´improvvisazione. Il fatto che non si affidi ad un disegno strategico di lungo respiro; che non “pianifichi” un progetto di “guerra” prevedendo tutte le possibili mosse (o contromosse) dell´opposizione.° ° 

L´istinto, troppo spesso, prende il sopravvento. O così pare.

E alla fine a rimetterci è sempre lui.

Che, paradossalmente, “fa regali” agli avversari politici: senza mai ricevere un ringraziamento.

In alcune circostanze, addirittura, il Cavaliere è arrivato a salvare alcuni esponenti dell´attuale opposizione: alcuni suoi pericolosissimi avversari.

Ad esempio Massimo D´Alema.

Silvio IV gli ha regalato l´”immunità ” (in diversi modi). Gli ha evitato di finire in un´aula di tribunale, per quella storiella molto torbida – e ancora per nulla chiara – che va sotto il nome di “Affaire Unipol”. Storiella, giova ricordare, che ruotava attorno ad una somma “misteriosa” di 50 milioni di euro, in riferimento alla quale non pochi commentatori – tra cui il “sinistro” Gianpaolo Pansa, su L´Espresso (non certo un magazine di destra!) – all´epoca dei fatti scomodarono la categoria della tangente arrivata a Botteghe Oscure.

E Berlusconi in questa vicenda ha aiutato moltissimo D´Alema. Ha fatto in modo che i parlamentari azzurri si astenessero, invece di votare a favore della richiesta – avanzata dal Gip Clementina Forleo – di usare alcune intercettazioni telefoniche (riguardanti il lìder maximo); che il magistrato riteneva importanti – ai fini dell´inchiesta Unipolperché a suo avviso da esse trasparivano elementi diun disegno criminoso di ampia portata“, in cui risultava coinvolto D´Alema.

Il Cav., con la sua scelta, fece in modo che la Camera dei Deputati dichiarasse il Parlamento europeo, competente a decidere in materia di utilizzo delle intercettazioni di D´Alema.

Insomma, come dire: Berlusconi aiutò D´Alema a salvarsi il culo. A evitare procedimenti penali, nei quali con enorme probabilità  avrebbe finito per essere coinvolto. E magari condannato.

Sapete perché è certo che Berlusconi agendo così, abbia finito per salvare D‘Alema? Perché quest´ultimo è vicepresidente del Pse. Cioè del secondo partito – per numero di aderenti – presente nel Parlamento Europeo.

E secondo voi quest´ultimo potrà  mai autorizzare l´utilizzo delle intercettazioni telefoniche, richiesto nei confronti del vicepresidente del secondo partito presente al suo interno (che per inciso fa anche capo all´Internazionale socialista, che è la più grande loggia massonica del mondo)?

Ovvio che no!

Dunque, il fatto che il Berlusca abbia fatto votare gli azzurri per “spostare” l´”affaire D´Alema” al Parlamento europeo: può essere definito come un provvedimento salva-D´Alema. Indubitabilmente!

D´Alema ha mai ringraziato?

Certo che sì! Infatti in campagna elettorale è stato l´unico ad insultare Berlusconi; e siccome la cosa gli pareva poco, si è messo anche ad insultare noi elettori di centrodestra!

Insomma: Berlusconi è un furbacchione, a volte. Un uomo talmente geniale, da apparire – in alcuni casi – un emerito imbecille!

Così tanto, che D´Alema sempre più, lavora per distruggere il bipartitismo voluto (o caldeggiato) dal Cav.!

Al Paese mio, ci si premura di “annichilire” – politicamente, s´intende – prima di tutto gli avversari da te più distanti; quelli privi di moralità  e di “bon ton”. Quelli, insomma, che se gli eviti il tribunale o il carcere: mica ringraziano! Usano l´opportunità  che gli hai donato, per incaprettarti ancor meglio!

Ma Berlusconi improvvisa, come s´è detto in principio. Dunque è refrattario a questo tipo di considerazioni. E finisce per farsi male da solo.

Ancora.

Siccome la politica oltre ad essere “sangue e merda”, è sempre e solo una partita a scacchi: se sbagli una mossa (salvare D´Alema), può darsi che tu perda la partita.

Non a caso Veltroni – quello più vicino al Berlusca, sotto molti punti di vista -, essendo accerchiato da D´Alema (che vuole farlo fuori), sta iniziando a cambiare rotta.

Pare, infatti, che Uolter stia addirittura ragionando sulla possibilità  di un riavvicinamento a Rifondazione comunista (lo sostiene il Corriere, anche se Repubblica dice l´esatto contrario).

Insomma l´ex Sindaco di Roma, per evitare che D´Alema gli scavi la fossa, lo sta anticipando in ogni sua mossa.

In questo modo, però, Walter si allontana sempre più dal Cav.; e dal proposito di dare vita assieme ad un bipolarismo incentrato su un forte sistema bipartitico.

Il fatto è che però il buon Nutellone è stato indotto a mutar condotta: da questa cosetta qui.

O meglio: l´improvvisazione di Silvio IV, gli ha fornito un alibi per ritornare sui propri passi, e per giustificare questa inversione ad U, agli occhi degli elettori più moderati (e dei sostenitori della sua linea politica).

Dunque il Cav., ora si trova accerchiato.

Chi se ne frega, potrebbe dire qualcuno. Che rilevanza ha, tutto ciò?

Ha rilevanza, perché l´economia va di cacca! Ha rilevanza, perché l´Europa affronta in questo istante, problemi di una gravità  inaudita (il caro-petrolio, l´iper-inflazione, e forse una recessione duratura).

Tutte cose, che producono ricadute negative per chi governa. E per chi deve cercare di porre rimedio ad un evidente impoverimento – sempre più consistente – di fasce intere della popolazione.

Quando l´economia rallenta, l´inflazione galoppa, la gente fa addirittura fatica a fare il pieno di benzina all´auto; quando i generi alimentari subiscono rincari anche del 30% (in alcuni casi); quando il caro-vita sembra ricondurre diversi segmenti della popolazione, verso una soglia di quasi povertà .

Quando in Europa si assiste a manifestazioni molto forti di protesta (quella dei pescatori, ad esempio) contro i rincari dei carburanti; quando si arriva – come ha fatto Tremonti – ad affermare che: “L´impoverimento del ceto medio europeo ha un solo esito: il fascismo. E noi siamo di fronte a fenomeni drammatici di questo tipo” (dove per fascismo, il Ministro dell´Economia intendeva riferirsi alla possibilità  che si facciano largo, tra i cittadini, pulsioni violente; che potrebbero preludere all´instaurarsi di una sorta di rivoluzione giacobina, una sorta di presa della Bastiglia); quando l´analisi suddetta, anche se a bassa voce, viene condivisa anche da un altro Ministro, Maurizio Sacconi (“La fase economica attuale non è congiunturale. Prima o poi dovremo fare i conti con un cambiamento del nostro tenore di vita“).

Quando, insomma, tutto sembra volgere al peggio (anche solo nel medio periodo): ecco, in casi di questo genere, bisognerebbe avere una “strategia”.

Perché se il Paese si trova con la merda fino al collo (mi riferisco alla situazione economica): c´è bisogno di concordia e condivisione in Parlamento.

Perché in “casi di emergenza”, occorre il concorso di tutti. Ma se tu fai terra bruciata attorno a te, a quel punto nessuno se ne fotterà  delle sorti del Paese. E penserà  che se le cose vanno male – e se ci sono proteste forti e pericolose – in fin dei conti non è un problema: perché tutto ciò servirà  a disfarsi di te e del tuo governo.

Allora Silvio IV deve decidere. Ragionando con attenzione.

E considerando l´eventualità  di persuadere una parte dell´opposizione, circa l´utilità  dell´adozione del lodo Schifani (che è cosa diversa da questo emendamento, perché esiste in altre Nazioni, come la Francia).

Ma deve innanzitutto definire una strategia. E se ostinatamente vuole proseguire su questa rotta (sbagliata): allora deve avvelenare i pozzi.

Deve gettare nel caos l´opposizione. Frantumarla, dividerla: renderla inoffensiva. “Ghigliottinare” ogni suo leader (mi riferisco al Pd), ed applicare il divide et impera.

Per fare questo, deve rimangiarsi la scelta di salvare D´Alema. Deve fare di tutto perché sia autorizzato l´utilizzo delle intercettazioni che lo riguardano.

Deve usare i suoi parlamentari per attaccarlo, per “insinuare” sospetti, per inondare i giornali di dichiarazioni contro la sua persona, e certe “situazioni misteriose” che lo riguardano. Deve comportarsi, insomma, come hanno sempre fatto i suoi avversari – D´Alema incluso – contro di lui. Deve cambiare strategia!

Stessa cosa deve fare con Veltroni.

Ha distrutto Roma, quest‘ultimo? L´ha sommersa di debiti assieme a Rutelli?

Bene!

Allora si proceda allo “sputtanamento” totale. Ciò che fin qui – per aiutarlo e per preservare il dialogo – non si è voluto fare: si proceda – le condizioni di legge ci sono, a quanto pare -, con la dichiarazione di dissesto finanziario.

Si faccia tutto il possibile per farlo apparire per ciò che è: un dilapidatore di denaro pubblico; uno che ha usato i soldi dei romani, per farsi bello e forte agli occhi degli italiani. Per sembrare un bravo amministratore e illuminato.

Si vuole andare avanti in una certa direzione (secondo me sbagliando)?

E allora si deve contestualmente “distruggere” – agli occhi degli italiani – l´opposizione. Si deve delegittimarla.

La politica non è improvvisazione.

E Berlusconi deve imparare a capirlo.

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22 Responses to "La strategia qual è?"

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