Spero che ritorni presto l´Era del Cinghiale Bianco

Suicidio con pistola foto

Posso essere sincero?° ° ° ° ° 

Vedo tutto nero, tutto!

Credo che entrambe le coalizioni stiano collezionando errori a non finire.

A questo punto, inizio a temere anche per la stessa tenuta del governo.

Partiamo da un punto, già  affrontato: quello dell´emendamento cosiddetto salva-premier.

Qui si è definito la “mossa” un errore.

Si sarebbe preferita una strada diversa: quella dell´adozione del Lodo Schifani, magari con l´apporto dell´opposizione (con cui non si deve rompere).

Gli italiani – in quel caso – non avrebbero fatto una piega. Si sarebbe spiegato loro: “Introduciamo una norma valevole per tutte le più alte cariche dello Stato, con la quale si stabilisce la sospensione dei processi (e dei relativi termini di prescrizione) per la durata del mandato. Ciò serve a poter governare, e ad evitare che un esecutivo cada sotto il ricatto della Magistratura (che tante volte sbaglia, e lo sappiamo tutti). Finito il mandato, il soggetto indagato sarà  processato”. Punto.

L´ipotesi di introdurre il Lodo Schifani, inoltre, non è affatto invisa al centrosinistra. A nome del Pd, infatti, si è detto favorevole ad esso – sia pure a certe condizioni – Piero Fassino.

D´altra parte, giova ricordare come l´esecutivo Prodi abbia sperimentato – non certo senza problemi – l´esperienza degli avvisi di garanzia, e di indagini a carico di alcuni suoi esponenti. Tra tutti: Romano Prodi e Clemente Mastella.

Certo, la sinistra ha “rimediato” con le epurazioni: prima è stata la volta di De Magistris, e poi per fare un favore a D´Alema – e agli altri furbetti di Unipol – si è epurata Clementina Forleo (per non parlare, poi, del generale Speciale).

Ma siamo in Italia, e se le epurazioni le fa la sinistra: nessuno pronuncia una vocale, e i giornali non danno troppo risalto alla notizia (e poi Berlusconi controllerebbe tutti i mezzi di informazione, nevvero?)!

Dunque, stante questa comune esperienza, anche la parte più ragionevole del centrosinistra – io credo – non avrebbe avuto problemi nel cercare un accordo per l´introduzione del Lodo.

Invece Berlusconi ha dato seguito alla sua indole, quella di chi improvvisa troppo spesso: e ciò ha prodotto effetti negativi.

Si è dato a Veltroni – come già  si è dettol´alibi per poter interrompere il dialogo; e in più, per giorni interi – e ancora oggi va avanti così – la storiella dell´emendamento salva-premier ha occupato paginate intere di giornali.

A tutto danno della pubblicizzazione delle misure contenute nella manovra triennale.

Morale della favola: gli italiani (tutti) sanno che Berlusconi vuole farsi l´ennesimo “abitino su misura”; e nulla sanno (o quasi) sulle misure introdotte dalla manovra triennale. Perché i quotidiani e i telegiornali – tutti schierati con Berlusconi, ci mancherebbe! -, hanno avuto gioco facile a nascondere i provvedimenti economici varati, con la notizia della leggina ad personam.

Da uno a dieci: quanto è stata stupida questa mossa?

Lasciamo perdere, che è meglio.

All´inizio si è detto che qui si vede tutto nero. Perché?

Perché in Italia sembra che tutto passi, tranne il masochismo (e al contempo: il sadismo) della classe politica.

Ad esempio.

La manovra triennale – che di primo acchito qui si giudicava accettabile -, contiene una variabile che più di tutte produrrà  effetti non positivi: la previsione di un tasso di inflazione programmata all´1,7% (al di sotto del tasso reale, che si attesta al 3,6%).

I dettagli tecnici potete leggerli da Phastidio (o da chiunque altro). Qui il dato viene in rilievo per questioni non solo economiche, ma politiche.

Cioè.

Se Berlusconi adotta provvedimenti che possano alleviare la condizione di disagio delle fasce meno abbienti della popolazione: le eventuali leggine ad personam passeranno in secondo piano. L´opinione pubblica nemmeno se ne accorgerà . L´opposizione sarà  ridotta allo stremo: e perverrà  a più miti consigli.

Se il Cav., però, non riesce ad aumentare il potere d´acquisto – il reddito reale – delle persone in difficoltà : rischiamo una rivoluzione!

E allora veniamo alla previsione del tasso inflattivo, quale risulta dal Dpef.

Va bene che ci sono problemi iper-inflattivi in Europa, e allora si devono calmierare i prezzi per il tramite di un contenimento della domanda al consumo: ma ci rendiamo conto che la storiella dei pensionati – e delle famiglie – che non arrivano alla cosiddetta quarta settimana, non sia affatto una leggenda metropolitana?

Che facciamo: con una mano riduciamo il livello di indicizzazione delle pensioni (impoverendo i percettori delle stesse); e con un´altra regaliamo loro – e sempre che si tratti di pensionati al minimo, perché altrimenti non l´ottengono – un euro in più al giorno (e forse nemmeno questo), grazie alla famigerata Card per avere sconti?

E dov´è il vantaggio per i suddetti? Non c´è! Il saldo è negativo, indubitabilmente!

Ancora.

L´abolizione dell´Ici sulla prima casa, è una mossa ambivalente.

Nel senso che la si può giudicare positivamente, se la si valuta sotto il profilo del mantenimento di una promessa elettorale.

Ma se si guarda il tutto in un´ottica economica – quanto l´abolizione sia costata ai Comuni, dunque allo Stato; e quanto abbiano guadagnato da essa gli italiani -, in questo caso il giudizio non può essere positivo.

Si sono spesi più di due miliardi di euro – che avrebbero trovato un più ragionevole impiego, in una riduzione delle tasse per le fasce meno abbienti -, per dare agli italiani un risparmio medio di 75/80 euro annui. Una miseria!

Con un particolare, che mi imbarazza non poco raccontare (perché riguarda il mio portafogli): ma sono costretto a farlo.

Io che non ho problemi economici, e che vivo – almeno fino al prossimo dicembre – con i miei genitori, grazie all´abolizione dell´Ici – avendo una casa abbastanza grande – ho risparmiato 800 euro (solo tenendo conto dell´acconto, il risparmio totale dovrebbe essere pari al doppio dell´importo sopraccitato).

Questo risparmio, nel caso del sottoscritto (meglio: dei suoi genitori, che quella somma non hanno dovuto più pagare): non si tradurrà  in consumi aggiuntivi, e in un contributo – definiamolo così – alla crescita economica del Paese.

Di persone come me – ovviamente – ne esistono milioni (o centinaia di migliaia). E ciò induce a ritenere il provvedimento di cui sopra, sbagliato.

Soprattutto se – lo ribadisco – si tiene conto che il vantaggio medio per gli italiani è di 75/80 euro annui, e se si lega ciò alla scelta del tasso di inflazione programmata all´1,7%.

E´ la somma, che fa il totale: direbbe Totò.

E allora guardando all´abolizione dell´Ici, anche tenendo conto di quanto previsto dalla manovra triennale e dal Dpef: non si può che dire che il provvedimento sulla prima casa, lo si doveva evitare (per non parlare del fatto che si sia abolita una delle poche tasse federali, propriamente dette).

A questo punto, e tenuto conto delle cose sopraesposte, ritorna il discorso della strategia di Berlusconi (il cui esecutivo – è pleonastico dirlo – qui si vorrebbe mettere al riparo da ogni problema).

E si fa strada una domanda.

Come si fa ad affidare alla sola detassazione degli straordinari (e dei premi e degli incentivi), il miglioramento della condizione economica delle fasce meno agiate della popolazione? Come?

Ovvio: le detassazioni suddette – questo l´auspicio – dovrebbero tradursi in maggiore crescita, dunque in maggiore gettito fiscale (da impiegare successivamente° per fare “redistribuzione” a favore dei meno abbienti, per il tramite di una riduzione delle tasse). Ovvio!

Ma il risultato è altamente aleatorio! Lo sappiamo tutti. E lo sappiamo ex ante.

E se il risultato non lo si raggiunge? Cosa accadrà ?

Cosa accadrà , tenendo anche conto del fatto che Berlusconi è partito lancia in resta, commettendo un errore, che per di più lo ha portato a rompere con l´opposizione?

Accadrà  – se le cose non vanno per il verso giusto – che Silvio IV avrà  contro: le fasce meno abbienti della popolazione, cui non si è migliorata la condizione economica; quest´ultime, inoltre, saranno inferocite per l´aggravarsi senza sosta delle dinamiche iper-inflattive che le impoveriscono; in più si troveranno dinanzi la rappresentazionefatta dai quotidiani e dall´opposizionedi un Berlusconi interessato soprattutto a curare – diciamo così – i propri interessi.

Ancora.

Rompendo con l´opposizione, la gravissima crisi economica potrà  essere gestita solo in proprio: non si potrà  certo chiedere al Pd, di stemperare i toni e di dare in qualche modo una mano, dopo che li si è presi a calci in culo!

Inoltre, il tasso di crescita del Pil allo 0,5%, siamo sicuri che sia una stima prudenziale (e quindi arrotondata per difetto, come in situazioni di crisi è° giusto fare)?

Perché da quel saggio di crescita, dipende l´ammontare del gettito fiscale: se sbagli il primo – e in più non fai profondi tagli -, magari mancano anche le risorse per coprire i provvedimenti che hai intenzione di adottare in futuro.

Una crisi economica, se non si fosse compreso, accresce i fattori di aleatorietà ! Per questo motivo, su questo blog – anche a costo di passare per “inciucisti”, e chi se ne fotte! -, si suggerisce di non rompere con l´opposizione. La situazione è gravissima. E qui non si è né stupidi né folli: e quindi si vuole parare il culo al centrodestra!

Primum vivere!

Mi sembra, invece, che l´esecutivo – con certe mosse berlusconiane – stia lavorando per non vivere. Da qui, il masochismo di cui parlavo in principio.

Ancora.

Berlusconi rompe con Veltroni. Bon.

E con chi la fa la nuova legge elettorale, stante il Referendum (Segni/Guzzetta) che si celebrerà  l´anno prossimo?

Berlusconi – come Fini – ha bisogno di una legge ad effetto maggioritario. Dunque ha tre opzioni: o lascia in vita l´attuale sistema elettorale, o dà  corpo ad un doppio turno alla francese (come vorrebbe Veltroni), o costruisce una legge sul modello di quella spagnola (che andrebbe bene anche a Veltroni, e potrebbe non dispiacere alla Lega, che però prenderebbe in questo caso, meno seggi di quanti ne abbia oggi con il Porcellum).

Questo serve al Cav. (che ha gli stessi interessi di Veltroni).

Ma se rompe col leader del Pd, come si rimedia al danno?

Partiamo da un dato.

La Lega Nord – che si narra faccia parte dell´attuale governo – guarda al risultato che uscirebbe fuori dal Referendum, come ad una martellata sui coglioni! Il partito di Bossi, infatti, svanirebbe (come l´Italia dei Valori) se vincesse il Sì!

Se passa quel Referendum, la Lega abbandona il governo (e probabilmente il centrodestra). Questo lo sappiamo tutti (quando dico tutti: intendo quei pochi che abbiano un minimo di tre neuroni, e che quindi capiscano di politica).

Dunque la Lega, spingerà  perché si voti No al Referendum. E ovviamente chiederà  un eguale impegno a Berlusconi.

Cui il Referendum servirebbe – eccome! -, ma che finirà  per dare ordine ai suoi per schierarsi a favore del No, onde evitare la fine del governo e della legislatura.

E dall´altra parte cosa accadrà ? Che pensa Veltroni? Che pensa l´ultimo andreottiano in circolazione, Massimo D´Alema?

Veltroni sostiene il sì: non lo può dire proprio chiaramente, altrimenti peggiora la propria condizione (con alcuni rivali interni).

D´Alema – al pari di Casini e della Lega, cui andrebbero aggiunti anche: Mastella, Storace e i comunisti vari -, sono contrari al referendum.

Ma c´è un “ma”, grande come una casa!

Perché i signori del centrosinistra, sanno benissimo che se il Sì vincesse: il governo Berlusconi sarebbe a rischio, e potrebbe cadere. A causa della Lega.

Come si comporteranno, dunque?

Non converrebbe loro – per dare una “spallata” al governo – spingere per il Sì, magari mettendosi d´accordo sottobanco con la Lega, promettendogli qualcosa in cambio della fuoriuscita dal governo Berlusconi?

Certo che sì (D‘Alema, in queste cose è un maestro!): se il centrosinistra vuole ostacolare “rapidamente” Silvio, sperando di farlo cadere a breve, quella del Sì al Referendum è l´unica via percorribile (di sicuro, l‘unica per Veltroni).

E quando mancano strategie – e a sinistra nessuno ne ha, in questo istante -, allora ci si deve affidare al “tanto peggio tanto meglio”.

Meditate gente, meditate.

Per questo dico: Berlusconi deve andare con i piedi di piombo (soprattutto in riferimento a certe “cosette“). Deve studiare tutto per bene ed avere una strategia: di lungo periodo (No strategia? No party!).

E poi non può permettersi il lusso di rompere con Veltroni (o con chi appoggi la sua idea di un Pd a vocazione maggioritaria).

Perché – piaccia o meno – il Nutellone è a noi legato – sulle questioni che pertengono la legge elettorale e le riforme costituzioni – da idem sentire et velle.

Vogliamo le stesse cose.

E se l´economia non va bene; le misure economiche varate non producono gli effetti sperati; nel frattempo si è rotto ogni forma di dialogo con Veltroni; e in più c‘è il rischio che la vittoria del Sì al Referendum produca uno Tsunami all´interno del centrodestra: come diamine pensiamo possa sopravvivere il governo Berlusconi?

Per effetto dello Spirito Santo?

Beati voi, che credete a Dio e ai miracoli.

Io non ho il dono delle Fede, dunque devo fare affidamento su altro.

Sulla logica.

E quindi non posso fare a meno di sperare siano evitati quegli errori, che se commessi: è altamente probabile portino alla fine del governo Berlusconi.

Amen.

Leggi altre news su per il Popolo delle Libertà .

19 Responses to "Spero che ritorni presto l´Era del Cinghiale Bianco"

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