Finalmente la Gelmini dice qualcosa di destra

Mariastella Gelmini foto

Dopo essersene uscita con paroline da cattocomunista: “E´ bene che i bambini indossino il grembiulino, a scuola: così che siano cancellate le differenze sociali esistenti tra loro”; il Ministro dell´Istruzione ha capito che destra e centrodestra significano altro. E di molto diverso. 

Significano responsabilità  e merito, ad esempio.

Breve digressione, necessaria. La responsabilità  che a me piacerebbe si manifestasse, innanzitutto: è quella dei genitori.

Nel senso che io vivo in un Paese in cui generazioni di vecchi – i nostri padri e i nostri nonni -, hanno indebitato quelli della mia generazione (ho 34 anni) e i loro figli, per ottenere alcune cosette: andare in pensione da bambini, cioè a 58 anni; avere il culo saldamente ancorato al posto fisso e garantito, potendosi permettere il lusso di essere parassiti e scioperati, fancazzisti e nullafacenti, tanto l´articolo 18 della legge 300 (del 1970) li garantiva (e li garantisce). Non finisce qui.

I parassiti di cui sopra, per rendere il loro posto di lavoro più sicuro, hanno poi preteso che la contendibilità  nel mercato del lavoro – ovvero: la flessibilità  in uscita, soprattutto questa – riguardasse i loro figli. Infatti avendo l´ingresso nell´euro inibito ogni possibilità  di svalutazione competitiva (della valuta, ciò che avveniva con la lira), per mantenere alto il livello di profittabilità  delle nostre merci sul mercato estero, essendo molto alto il costo del lavoro nel nostro Paese: si rendeva necessaria – obbligatoria, direi – l´adozione (sacrosanta) di meccanismi di flessibilità  (nel mercato del lavoro).

Solo che quest´ultima, per proteggere il culo di quei padri parassiti ed irresponsabili, non è stata introdotta come sarebbe stato fatto in un Paese civile e progredito: e cioè estendendola a tutti i lavoratori. Affatto! La flessibilità  – utile alle imprese per rimanere sul mercato, e utile ai parassiti per evitare che le aziende in cui lavorano, chiudano i battenti e licenzino anche loro -, la si è raggiunta, imponendola solo ai figli.

Cioè: io padre – io madre – metto al mondo dei figli; poi, siccome sono un irresponsabile, anche se la Nazione in cui vivo è sempre più vicina al precipizio e soldi in cassa non ce ne sono, seguito in modo strafottente a voler andare in pensione a 58 anni: anche se i miei figli, a causa di ciò, la pensione mai la vedranno!

Inoltre, siccome io padre – io madre – sono un irresponsabile, e penso che “generare” equivalga a possedere e ad avere diritti padronali, di vita o di morte, sul frutto dei miei lombi: decido che perché il mio posto di lavoro continui ad essere sicuro, tutte le incertezze vengano riversate unicamente sui miei figli. Cioè decido che siano loro – e soltanto loro – ad essere “flessibili”, e che quella flessibilità  continui a garantire a me, la possibilità  di avere il culo saldamente ancorato sulla poltrona. Li ho generati io, quei figli? Avrò pure diritto di imporre loro la mia volontà , come avviene nei contesti talebani o del Terzo Mondo, oppure no?

Ecco, io vivo in una Nazione di coglioni, e di criminali veri.

I criminali veri: sono i genitori che hanno irresponsabilmente campato allegramente – e seguitano a farlo – alle spalle dei loro figli e dei loro nipoti. Indebitando quest´ultimi, per decenni.

I coglioni, viceversa, sono i miei coetanei – ma anche quelli di 40 anni – che un po´ per ignoranza, un po´ per assenza di coerente e reale “visione d´insieme”, un po´ perché educati alla “schiavitù”: continuano a subire passivamente ogni sopruso. Continuano a confondere il dito con la luna; non capiscono che il Paese ha bisogno di riforme strutturali; e che queste riforme impongono – ripeto: impongono – una riallocazione etica e responsabile dei costi sociali.

Vivo, insomma, in una Nazione, che di sicuro non ha valori di destra (che includono l´etica personale e il senso di responsabilità , scelti spontaneamente come condotta di vita, e non imposti per legge).

Talché mi fa ridere che ogni qualvolta si parli di “responsabilità ”, questa parola venga usata sempre e solo nei confronti di qualche generazione di giovani.

Lo avete capito che entro 10 anni, a causa del costo dei privilegi – direi – “monarchici” delle generazioni dei nostri padri e dei nostri nonni (i privilegi che ho descritto sopra, sono solo una parte minuta del totale), se noi non cambiamo strutturalmente questo Paese, diventeremo davvero un´appendice dell´Africa?

Lo capite che tutti, dico tutti, dobbiamo ricuperare la “responsabilità ” individuale e generazionale, perché altrimenti sprofondiamo?

Chiusa la digressione (assai lunga), arriviamo alla notizia oggetto del post.

La notizia, è che il Ministro Gelmini ha capito che destra, sinistra o centro: non sono la stessa cosa.

Ha capito, dunque, che: va bene che abbiamo un Ministro dell´Economia social-comunista; va bene che la nostra politica economica ricorda più quella di Fanfani che non quella della Thatcher; va bene che, insomma, ´sta parola liberista è “vecchissima”, quantunque non sia mai stata calata nella realtà  di questo Paese. Va bene tutto, però ogni tanto qualcosa che abbia un minimo di sapore di destra, occorre pur farla.

E dunque ha deciso, la gentile Gelmini, che sia arrivato il momento di prendere nuovamente in considerazione l´ipotesi che il voto in condotta, diventi determinante per decretare la promozione – o la bocciatura – di uno studente.

Forse, in questo modo, si insegnerà  agli studenti che un minimo di rispetto sia opportuno averlo, nella vita. Che le regole è giusto vengano rispettate, e che la libertà  non necessariamente coincide col bruciare banchi a scuola, riprendere queste scene col telefonino, e cose analoghe.

Aggiungo anche, che vi scrive ha rischiato di non essere ammesso all´esame di maturità , per via del voto in condotta (in terza liceo, mi capitò – per ragioni che non sto a spiegarvi – di prendere 7 in condotta e tre giorni di sospensione, nel primo quadrimestre).

Certo, prima o poi dovremo prendere provvedimenti analoghi nei confronti di quei genitori, che confondono la genitorialità  unicamente con la produzione di spermatozoi (o ovuli). E nei confronti di questi genitori, che se ne fottono di educare i propri figli, dovremo adottare sanzioni esemplari. Severissime.

Perché un bullo nasce sempre da un ambiente familiare degenere.

Sì, lo so: queste parole fanno incazzare i cattolicisti, i fascisti e gli irresponsabili. Ma a me non fotte un mazza!

Il nostro Paese è marcio, perché generazioni intere di padri, madri e nonni se ne sono fottuti irresponsabilmente dei loro figli. Hanno soltanto pensato a campare alle loro spalle (indebitandoli), seguitano a farlo: e prima o poi a questa gente dovrà  essere presentato il conto. E con gli interessi.

Serenamente, pacatamente e pacificamente (of course).

P.S.: fortunatamente il centrodestra non è fatto solo di catto-social-comunisti. Giuliano Cazzola, ad esempio, sta lavorando ad una norma° di legge, con cui si vorrebbe modificare l´articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori: abolendo, nel caso di licenziamento ingiustificato, l‘obbligo di reintegra; e sostituendo quest´ultimo, con l´obbligo – per il datore di lavoro – di corrispondere 15 mensilità  (al dipendente ingiustamente licenziato). Fatta salva, ovviamente, l´impossibilità  di licenziamenti discriminatori. Ma ovviamente resterà  tutto sulla carta.

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59 Commenti a “Finalmente la Gelmini dice qualcosa di destra”

  1. cat scrive:

    ehi, per quel prezzo altro che abbatantuono… esoso!
    già  c’è la crisi e tu subito alzi i prezzi.. ma sai quanti extracomunitari con gli occhi turchini e il capello biondo e il…
    va beh, vah! ma sei almeno dop come la mozzarella?

  2. camelot scrive:

    Risposta a cat:
    E no! E quello è proprio il “va beh, vah!” che impone un prezzo alto! :mrgreen:

  3. cat scrive:

    cos’è: viva il made in italy?
    e poi il valore di uno strumento dipende da come lo si usa…. :D

  4. Niccolò Donati scrive:

    Sai Camelot, stavolta mi trovo d’accordo con te. Stavo discutendo con mia madre di questo: mia madre lamentava delle nuove disposizioni, credo di Brunetta, arrivate come circolare, per limitare l’assenteismo nel pubblico impiego..Bene, lei lamentava che questo fosse ingiusto. E non ho capito perchè: lei non fa mai un’assenza di lavoro, difficilmente prende malattia e ha ferie in arretrato; ha un’etica lavorativa ferrea, segue con profitto i corsi d’aggiornamento e sulle sue carenze (informatiche, direi normali per una donna che non ha toccato un computer prima) si fa aiutare da me, e non si accampa dietro scuse. Insomma, penso che se tutte lavorassero come lei, la riforma Bindi sarebbe stata un successone.
    Fatte queste premesse, e quindi constatato che lei non si trova minimamente nel range di questa “stretta”, mi chiedo perchè debba coprire gli altri assenteisti. Perchè lei, con le sue tasse debba coprire le carenze di altri, e specialmente i pisolini nei ministeri, le assenze di massa. Perchè nei nostri genitori, la parola merito è taboo: ma non perchè siano degli irresponsabili in massa come dici tu, ma perchè negli anni 70 la cultura massiva di sinistra ha provocato una percezione sbagliata del lavoro, e licenziamento è uno strumento di oppressione. Non capisce che se licenziano i fannulloni, il suo stipendio potrebbe crescere per i suoi meriti. Non sono d’accordo sul fatto che siamo stati preceduti da irresponsabili..o meglio, si molti lo erano, ma anche in buona fede.
    Ma il punto d’arrivo dev’essere il merito. E questa è una questione che è condivisibile da tutti

  5. camelot scrive:

    Risposta a Niccolò Donati:
    Il merito costa fatica, implica impegno ed eccellenza: dunque piace moltissimo alle persone che con dignità  e decoro s’impegnano al massimo; viceversa fa venire la strizza ai fancazzisti, ovviamente..
    Certo, non tutti in passato hanno agito “solo” in malafede: ma siccome hanno scaricato i costi sociali dei loro privilegi, solo sulle generazioni future: forse prima o poi ci si dovrà  anche ribellare…ovvio, poi, che se il Parlamento sia popolato solo da vecchi, le leggi vengano fatte solo per tutelare quei soggetti…
    Beninteso: uno l’espressione “vecchi” per provocazione, abitualmente non lo farei perchè oscena….ma serve a capirci…

  6. camelot scrive:

    Risposta a cat:
    Infatti va da Dio! :mrgreen:

  7. cat scrive:

    seee vabbeh… servirebbe un parere terzo, imparziale… :D

  8. Niccolò Donati scrive:

    C’è un fatto da considerare. Alcune zone d’Italia hanno per anni ricevuto un’attenzione doppia in termini di spesa pubblica rispetto alla loro capacità  impositiva: la questione del federalismo fiscale. Questo ha prodotto delle distorsioni che non sono solo di tipo economico, ma sopratutto culturale. In molte parti del mezzogiorno, il fatto che la maggiorparte del reddito venga dallo stato ha prodotto generazioni di persone che non considerano minimamente l’iniziativa privata, e la cultura tecnico-scientifica è del tutto in secondo piano rispetto alla cultura umanistico-giuridica. Il fatto che siano scelte politiche a incidere sul loro reddito, ha fatto si che si sia creata una cultura parassitaria al massimo, e così, i contributi statali, che avrebbero dovuto essere un’eccezione, sono diventati la norma.
    Questo non deve essere preso a paradigma per bloccare qualsiasi aiuto statale o perequazione, ma dev’essere messo in chiaro che sono fondi finalizzati non a campare ma a ricostruire per campare indipendentemente. Ora, la Lega vuole abolire il fondo perequativo introdotto nella riforma del titolo V dal csx 3 legislature fa. Come ti poni nei confronti di questo? pensi che davvero, chiudendo il rubinetto, al sud possa migliorare qualcosa?
    Ho visto che molti blog di cdx mettono in rilievo le riforme sulla giustizia o sull’economia. però il vero punto focale di questa legislatura secondo me sarà  proprio sul federalismo fiscale.

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