Il Pd, l´accusa di tangenti e il bavaglio alla stampa

Bavaglio foto

Agli eguali ciò che è eguale, e ai diseguali ciò che è diseguale.° ° ° 

In tal senso, la sortita di Piero Fassino:

Non conosco i fratelli Magnoni. Non ho mai avuto firme su conti esteri né a Londra né altrove. Non so neanche cosa sia l’Oak Fund“.

L’affermazione pubblicata, nell’intervista di Giuseppe D’Avanzo al signor Tavaroli secondo cui non meglio precisate tangenti sarebbero approdate a Londra nel conto dell’Oak Fund a cui erano interessati i fratelli Magnoni e dove avevano la firma Nicola Rossi e Piero Fassino è una pura falsità , inventata di sana pianta. Per queste ragioni ho immediatamente dato mandato ai miei legali di tutelarmi contro Tavaroli, D’Avanzo e chiunque altro sia responsabile di questa vigliaccata, nonché contro chiunque continuasse a diffonderla“.

Trovo inconcepibile che La Repubblica pubblichi una notizia del tutto falsa senza neanche verificarne non dico la fondatezza, ma la minima attendibilità . Non si invochi il diritto di cronaca o la libertà  di stampa, che non c’entrano niente. Qui si sputtana una persona onesta e pulita ledendone la onorabilità  e la dignità . E questo è inaccettabile“,

Invece se Repubblica pubblica articoli, in cui si insinua che la Carfagna sarebbe divenuta Ministro, per effetto di una fellatio a Berlusconi: tutto va bene. Nessuno profferisce verbo. Nessuno – a sinistra – s´indigna per lo squadrismo. E in più s´invoca “il diritto di cronaca o la libertà  di stampa“.

Agli eguali ciò che è eguale: ai diseguali ciò che è diseguale.

Il solito vecchio doppiopesismo della sinistra.

Vediamo cos´ha dichiarato Tavaroli:

“Gli dico: su quel dvd ci sono i file di Brancher, e di Cesa, e la faccenda di D’Alema e dell’Oak Fund. Inizialmente, Tronchetti finge di non ricordare. “D’Alema? – dice – e che c’entra, io non so nulla…”. Poi, qualche giorno dopo, gli torna la memoria e ammetterà  che era stato lui a commissionarmi quel lavoro per verificare se, nell’acquisizione di Colaninno, fossero state pagate tangenti. Qualche mese dopo, in maggio, Tronchetti alla presenza del solito Buora mi chiede le dimissioni. Fu un lavoraccio, l’inchiesta “Oak Fund”. Per quel che poi ha scritto Cipriani nel dossier chiamato “Baffino“, ora nelle mani della procura di Milano, i soldi hanno viaggiato nella pancia di trecento società  in giro per l’Europa per poi approdare a Londra nel conto dell’Oak Fund, a cui erano interessati i fratelli Magnoni (Giorgio, Aldo e Ruggiero, vicepresidente della Lehman Brothers Europe) e dove avevano la firma Nicola Rossi e Piero Fassino.

Queste cose le ho dette anche ai pm che mi hanno interrogato. Loro mi dicevano: non scriviamo i nomi nel verbale, diciamo “esponenti politici…”.

Se volete, votate Ok.

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33 Responses to "Il Pd, l´accusa di tangenti e il bavaglio alla stampa"

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