I dipendenti del Comune di Roma pagati per incassare lo stipendio

Miseria e nobiltà  foto

Accade nella Capitale.° 

I dipendenti del Comune, per antica consuetudine riconosciuta dal contratto di lavoro, hanno diritto a due ore mensili retribuite (per un totale di tre giorni, in un anno), per allontanarsi dal posto di lavoro ed incassare lo stipendio.

Tutto normale? Affatto.

Se è vero come è vero, che la previsione contrattuale in esame – vecchia di svariati lustri – aveva un senso quando gli stipendi venivano incassati alle Poste. Quando, quindi, l´allontanamento dal posto di lavoro, era necessario per ritirare la paga.

Oggi, invece, che le retribuzioni vengono accreditate su un conto corrente – e trovatemi una persona, che non disponga di un deposito bancario -, la norma in esame pare un ingiustificato privilegio. Tanto più che i dipendenti, non dovendosi materialmente preoccupare dell´incasso della mesata, usano le due ore gentilmente pagate dal Comune, per qualunque cosa piaccia loro: magari per fare la spesa; magari per recarsi a casa per una pennichella.

Per capire l´entità  dello spreco, occorre tener presente quale sia il numero di dipendenti comunali: 25.000.

Il che significa, a conti fatti, che il Comune di Roma – ogni mese – paga inutilmente 50 mila ore di lavoro, senza ottenere in cambio alcuna prestazione lavorativa. Il che significa che in un anno, il suddetto ente “regala” ai propri dipendenti un totale di 75 mila giorni di “vacanza” – 25.000 dipendenti moltiplicati per tre giorni l´anno spettanti a ciascun lavoratore -, senza pretender in cambio alcunché.

A voi sembra normale, tutto ciò?

Ecco, forse il Sindaco Alemanno – invece di preoccuparsi della Commissione Attali de noantri; invece di occuparsi di creare una propria corrente (la destra cristiano-sociale) in seno al costituendo Popolo della Libertà ; invece di dire scempiaggini contro il Ministro della Funzione pubblica (“Brunetta sbaglia, commette lo stesso errore di Bersani, che indicava un nemico di classe. Può anche darsi che la maggioranza degli italiani si riconosca in quella impostazione, ma il Paese non si governa così. Dobbiamo fare in modo di non ricompattare tutto il fronte sindacale contro il governo: sarebbe un errore mortale. Non dobbiamo dire morte ai fannulloni, ma viva i meritevoli“) -, ecco: invece di dedicarsi a queste cose, per ritagliarsi un ruolo da protagonista sulla scena politica nazionale (e in seno al Pdl), farebbe bene a risolvere le grane della sua città ; eredità  di gestioni scellerate e spensierate.

E farebbe bene anche a rimuovere il piccolo privilegio di cui si è parlato: perché al contribuente romano, costa caro.

Se volete, votate Ok.

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