
Cai – la società privata che aveva formulato un´offerta per acquisire l´Alitalia -, si è ritirata dalla partita. I veti della Cgil, infatti,° hanno spinto gli imprenditori della cordata guidata da Roberto Colaninno, a fare dietrofront.°
Ad accusare il sindacato guidato da Guglielmo Epifani, è innanzitutto il leader di un´altra sigla sindacale, Luigi Angeletti (Uil):
“L’azienda era già morta e qualche mio collega si accinge a fare il becchino. Tutto ciò mi ricorda la vicenda della Fiat di 30 anni fa“. Per Angeletti, il mancato accordo è una: “catastrofe sociale e sindacale“.
Saranno contenti tutti quelli che speravano che questa trattativa fallisse, al solo scopo di procurare nocumento – in termini di immagine – al governo Berlusconi.
La Cgil, inoltre, ancora una volta dimostra di essere il braccio sindacale della sinistra. E non già un’organizzazione che abbia come obiettivo, quello di tutelare i propri iscritti.
Guglielmo Epifani, semplicemente agisce come mandatario di Veltroni e D’Alema.
Non a caso, il leader della Cgil sta anche cercando di boicottare la detassazione degli straordinari, invitando i propri tesserati a non usufruirne.
Scelte politiche, e non sindacali.
Se volete, votate Ok.
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Alitalia: The end…
Cai – la società privata che aveva formulato un´offerta per acquisire l´Alitalia -, si è ritirata dalla partita. I veti della Cgil, infatti, hanno spinto gli imprenditori della cordata guidata da Roberto Colaninno, a fare dietrofront….
mi chiedo perchè i lavoratori esultano???? boh.
Adesso però Berluscono non deve dargli la cassa integrazione come aveva già detto
Risposta a statominimo:
Non credo sia possibile…
anch’io me lo chiedo… cosa c’è da esultare se l’azienda in cui lavori fallisce? cassa integrazione?! ma se la sognano!!! sempre noi a pagare??? e perchè dovrebbe essere colpa del governo? i sindacati avevano già rifiutato le proposte di air france e adesso cosa sperano?
berlusconi ha fatto un gioco politico per una winwin situation: se la cai non compra alialia urrah per i conti pubblici, se la cai compra urrah per la botta datta alla contrattazione nazionale.
io da liberale sono soddisfatto.
C’e’ chi manipola e chi omette informazioni importanti (ma alla fine della fiera sempre di manipolazione si tratta).
Quindi la trattativa e’ fallita per colpa della solita CGIL, Ok!
Ma stavolta stranamente (!?) anche per colpa dei PILOTI che se non ricordo male non e’ che si contraddistinguono per frequentare centri sociali o gli uffici di Dalema e Veltroni.
Ma poi in conclusione cosa cambia, il personale qualificato trovera’ nuove offerte di lavoro e quello non qualificato dovra’ arangiarsi a fare altre cose, come succede in tutti i paesi liberali che si rispettino.
Tanto in ogni modo i debiti di Alitalia gli paghiamo noi contribuenti con la Bad Company (e questo puo’ succedere solo in Italia!).
Sorry! Mi correggo ultimamente anche in America e di Brutto!
Non gli deve dare la cassa integrazione, i loro diritti si limitano a quelli di qualsiasi dipendente di una società fallita, ovvero l’indenità di mobilità
che è descritta qui: http://tinyurl.com/44z67a
Che dice anche questo:
In ogni caso l’indennità di mobilità non può superare un importo massimo mensile determinato di anno in anno, importo che dal 1° gennaio 2008 è di € 858,58 lordi mensili (netto € 808,44), elevato a € 1.031,93 lordi mensili (netto € 971,67) per i lavoratori che possano far valere una retribuzione lorda mensile superiore a € 1.857,48.
per un pilota è una bastonata notevole….
La teoria per cui Epifani è al servizio effettivo e permanente di Veltroni e D’Alema mi sembra stravagante, considerando che quanto a seguito e potere personale al giorno d’oggi la CGIL è più potente del PD.
è molto più probabile l’opposto, che gli ex comunisti siano succubi della CGIL
Era l’unico epilogo possibile.
Quando la trattativa non prevede alternative, ma è un aut aut, cosa si può sperare?
O si calano braghe e mutande, oppure si dice di no.
Magari produrre numeri veritieri e certi su tagli, esuberi e benefici, avrebbe aiutato.
Magari dimostrare con i fatti che l’offerta di Air France era una svendita, e vendere il buono lasciando allo stato da liquidare i debiti era un profitto, sarebbe stato utile.
Certo, ora ognuno si deve assumere le proprie responsabilità .
I sindacati per non aver accettato un contratto che, sapestro o meno, avrebbe *forse* salvato l’azienda e perso “non troppi lavoratori” (lasciamo stare gli ammortizzatori sociali promessi per 8 anni, a cui solo un pirla crederebbe, essendo parola di Berlusconi), e il governo per aver mandato alle ortiche un piano di vendita già praticamente concluso, solo per motivi elettorali (e a chi dice che è strumentalizzazione, non rispondo per educazione, vista la coincidenza delle elezioni proprio in quel periodo).
Inoltre la cordata ha sempre puzzato di finto lontano un miglio, e le mezze voci su Air One non miglioravano l’immagine della CAI.
Certo, io non sono per il “tanto peggio, tanto meglio”, ma dico solo che questa finta cordata berlusconiana è stato veramente un azzardo, una carta truccata gettata sul tavolo a tempo scaduto, per salvare il mondo come al solito, pensando che nessuno avrebbe detto no.
Purtroppo per il governo, il sindacato si è dimostrato più serio di quanto credevo potesse mai essere: ero convinto fino ad oggi pomeriggio che si sarebbero messi d’accordo, mostrando la solita mollezza.
Magari sarà la volta che Berlusconi comincia a dare peso ai sindacati e, la prossima volta, invece di presentare all’ultimo momento un piano raffazzonato (una roba così la poteva già presentare la settimana dopo le elezioni, invece di aspettare 5 mesi), si penserà a qualcosa di serio e fondato.
Ma soprattutto capirà il significato della parola trattare: discutere di una cosa, limando le differenze DA ENTRAMBE LE PARTI. Mentre ora trattare significa, in berlusconese, dare ragione a Lui.
Mi si perdoni l’ignoranza, abissale in questa materia:
se su 20.000 dipendenti i contrari sono circa 5-6 cento a quanto dicono, non si potrebbe dare lo stesso corso all’accordo e chi non vuole firmarlo, semplicemente, è libero di trovare occupazione altrove?
mi sembra che abbiano 7 anni di mobilità .
Ciao Cam…quello che volevo dire in merito al sindacato l’ho già detto….io sinceramente non so come facci sta gente a dormire col lavoro di tutta sta gente sulla coscenza…e ormai non si contano più gli attacchi al governo da parte dei sinitri ( burattinai che stanno dietro quest’operazione)…io cmq credo che la gente abbia capito e abbia chiara la situazione spero solo che domani vadano per strada a strappare le tessere della CGIL….
mi dici dove ahai letto sta storia che questa gente boicotta gli straordinari?
ciao a tutti
Da quel che ha detto Sacconi però non certo l’80% prospettato.
Quella percentuale veniva fuori da un accordo con la Cai, saltato il quale la cifra sarà , e lo spero fortemente, come la cassa integrazione di un povero cristo qualsiasi di un’azienda nelle stesse condizioni.
Almeno questo è quel che ho capito dalle varie dichiarazioni.
Domanda. Perchè tutti gli imprenditori veramente interessati al mondo del Trasporto Aereo non creano una società “nuova”, che si compri quele due o tre cosette di Alitalia che funzionano?
L’Alitalia è fallita, manca solo la carta bollata.
L’Enac indica un bel concorso per appropiarsi dello status di Compagnia di Bandiera. Rinegozi gli Accordi Bilaterali tra Stati.
Divieto d’accesso al sindacato, colloqui e test per i nuovi dipendenti. Vietato essere iscritti a sindacati, abolizione del contratto collettivo. Ognuno faccia da sè.
Io scommetto un euro che la nuova compagnia di bandiera sarebbe invidiata dal resto del mondo.
E tocca sorbirci Fassino ed i suoi elogi ad Air France, con la svendita di Alitalia del Governo Prodi e con la rinuncia dei sindacati (anche allora) fatta passare come causa di Berlusconi.
Sempre più incazzato, molto molto ma molto incazzato, quasi incazzato nero…
Ma che serva da lezione facciamola fallire questa carretta-colabrodo,possibile che con tutte le rassicurazioni del caso i sindacati,come al solito ammalati di protagonismo,devono sempre rompere le b….
l’unica soluzione plausibile si chiamava air france.
Nel libro “lo spreco”, Gian Antonio Stella chiedeva a un’impiegata pubblica che era andata in pensione a trent’anni (sic) grazie alla baby-pensione del politico lazzarone di turno se non si vergognasse a vivere a spese dei cittadini. Ovviamente quella difendeva in tutti i modi il suo schifosissimo privilegio, come e più dei politici de “La casta”.
Se Epifani avesse detto di ubbidire alla CAI i piloti avrebbero semplicemente strappato la tessera della CGIL e si sarebbero rivolti a un sindacato ancora più combattivo. Eppoi, come diceva Mussolini, “il numero è potenza”. Se qualche povero diavolo della Thyssen Krupp sciopera perché non vuol morire bruciato vivo nessuno gli dà retta, se fanno baccano 20.000 persone lo stato apre subito il portafogli.
Comunque un Alitalia guidata da gente come Ligresti (incarcerato per tangenti) o Marcellino Gavio, che hanno partecipato non perché gliene importasse qualcosa degli aerei ma sperando di papparsi ricchi appalti pubblici in futuro, non era certo una garanzia per il futuro. Alitalia deve fallire e portare i libri in tribunale (così faremo luce anche sulla mega-liquidazione di Cimoli).
ciao camelot,
il comportamento dei sindacati è stato vergognoso. su questo hai ragione da vendere. e che poi la cgil sia il braccio sindacale del pd non è certo una grande scoperta.
ora che è tutto finito, o quasi, non sarebbe stato meglio vendere ad air france quando era possibile? anche allora il comportamento dei sindacati fu vergognoso, ma mi pare che il centrodestra fosse daccordo con i sindacati nel mandare a quel paese la trattativa coi francesi.
ora abbiamo un bel pò di lavoratori (o presunti tali) sul groppone, che se solo fosse andata in porto la trattativa con AF ora sarebbero sul groppone dei ferancesi. e invece noi, popolo bovino, abbiamo voluto credere al nuovo messia ed ai sindacati corrotti e viscidi.
in risposta a statominimo, i piloti e affini esultano perchè è risaputo che i piloti alitalia sono ben visti sul mercato internazionale, per loro trovare lavoro non dovrebbe essere difficile. il problema serio sono tutti i precari, gli operai atitech e i movimentatori e simili.
non sarà sicuramente possibile, ma è un vero schifo
Ormai non so più che dire…in ogni caso basta con questi argomenti frivoli…
Parliamo di Cose serie come le nuove veline
http://quomedia.diesis.it/images/3511.jpg
ciao
Risposta ad Alfio:
Ha ragione!
Risposta a cat:
La Cisl e la Uil si sono dette d’accordo. La questione, penso, è che hanno esultato perchè convinti che in un modo o nell’altro, si arrivi alla rinazionalizzazione…
In televisione, alcuni manifestanti, lo hanno dichiarato apertamente…
Il governo nulla c’entra, ovviamente…si è fatto promotore di un accordo, ha cercato di creare le condizioni perchè l’Alitalia divenisse finalmente privata…
Ma la questione è solo d’immagine: si vuole far passare il mancato accordo, come un fallimento del centrodestra…
Repubblica, nella versione online, da oltre una settimana pubblica in prima pagina un sondaggio, così intitolato: “Di chi è la responsabilità di Alitalia?”
Risposta a ruys:
Non credo sia finita, immagino esista un piano B…non è detta l’ultima parola…
Risposta a Fabio Giampaoli:
Guarda che un blog, difficilmente può essere accusato di “manipolare l’informazione”: non è una testata giornalistica, nè ha un’utenza paragonabile a quella di un quotidiano.
Inoltre, con Air France, cosa sarebbe accaduto? Non ci sarebbe stata una “svendita”, con conseguente perdita di denaro per l’erario, rispetto al valore effettivo di Alitalia?
Per non parlare, poi, della fine di Malpensa, e del monopolio che avrebbe avuto l’Air France su alcune tratte…
Inoltre, credo che anche in Francia accadano cose del genere…e lo dico, non essendo certo contento, di questo…
Risposta a unpirlaqualsiasi:
Ti sfuggono due o tre dettagli.
Primo: ha detto no la Cgil, non tutti i sindacati!
Secondo: la cordata era vera, e fatta da molti imprenditori di “sinistra”, amici di D’Alema e Veltroni, in primis. A cominciare dalla Banca che ha preso parte alla cordata, e da Roberto Colaninno (padre del Colaninno, ministro ombra del Pd).
Terzo: il governo ha solo trovato la cordata, l’acquirente. Non ha responsabilità per alcunchè. Se la Cgil e i piloti hanno detto no all’offerta “privata” formulata da Cai, il governo può farci ben poco. Per questo, è stata un’azione politica: proprio perchè qualcuno, come hai fatto tu, potesse arrivare a dire: “Ecco, si è trattato di un bluff berlusconiano”
Inoltre, che Air France proponesse quattro euro, è un fatto noto. Proponeva un prezzo irrisorio, rispetto al valore di Alitalia.
Ma anche qui: cosa diamine c’entra Berlusconi?
Fu la triplice sindacale, a dire no! La volete finire di manipolare i fatti?
Che Berlusconi fosse contrario, è pacifico: ma stava all’opposizione. E il suo no fu successivo a quello dei sindacati.
Dunque nulla c’entra, con il fallimento di quella trattativa…
Risposta a Il Lupo di Gubbio:
A quanto ne so, sì. Ieri Treu ha sostenuto che l’accordo si sarebbe potuto firmare, anche senza l’accordo di tutti i sindacati (compreso quello dei piloti, l’Anpac)…
Ma ovviamente una gruppo privato che va a comprare, non lo fa se poi deve fare la guerra con una parte del sindacato…non è profittevole…
Risposta a malatempor@:
Sì, in base all’accordo Cai, avrebbe fruito di una cassa integrazione “speciale”. Ora, invece, no…
Risposta a pablo:
Fosse stato per me, io l’avrei fatta fallire anni fa…
In questa situazione, però, forse era meglio che si concludeva proficuamente l’accordo…
Risposta a Niccolò:
I 7 anni sono quelli cui avrebbero avuto diritto – come cassa integrazione speciale -, se fosse andato a buon fine l’accordo…
Risposta ad alfio:
Sul sito della Cgil, si parla malissimo della detassazione degli straordinari…e sui giornali, ho letto di un invito da loro fatto ai propri tesserati, affinchè non ne usufruiscano…
Festeggiavano… Cisl + Uil + Ugl rappresentano il 15% degli iscritti al sindacato in Alitalia
Per cui…
Risposta a IoTomy:
Amico mio, quello aereo, in questo momento, è uno dei businness meno profittevoli che esista al mondo!
E’ da pazzi, entrarvi…i margini di profitto sono risicatissimi…per questo, se non si fosse capito, la situazione è così complicata…la benzina costa, la concorrenza è spietata, soltanto le grandi società che danno vita a colossi internazionali, riescono a stare sul mercato….non è un settore attraente, per chi debba investire soldi…molto rischio, e bassi profitti..
posso capire che Berlusconi sia colpevole di non aver lasciato fallire alitalia mesi fa, di aver sperperato altro denaro nella speranza che si potesse salvare la compagnia, posso capire che lo si consideri responsabile anche del fatto che non l’ha lasciata fallire già all’epoca del suo governo precedente, ma che sia responsabile del fallimento della trattativa adesso così come del fallimento della vendita ad air france non riesco proprio a capirlo. mah
è quello che vorrei chiedere a quei 142632 che hanno votato dando la colpa al governo attuale sul sondaggio di repubblica (ammesso che esistano)
(e hai visto il sondaggio analogo del giornale?)
Risposta a cat:
No, che dice il sondaggio de il giornale?
Che vanno mandati alla malora, e che deve fallire?
che è colpa dei sindacati per il 63 e passa % dei votanti (però non dice il numero…. magari sono solo in 4 mentre su Repubblica… )
Risposta a cat:
Mentre per i lettori dell’house organ del Pd, la responsabilità è per il 53% dell’attuale governo:
http://temi.repubblica.it/repubblica-sondaggio?cmd=vedirisultati&pollId=965
Risposta a cat:
Intendevo dire: per il 53% di quelli che hanno votato, la responsabilità è del governo..
altri 4 ?
anche se dicono di essere 143.178…
Risposta a cat:
No, più di 200.000
Risposta a cat:
Ancora più precisamente:
269681 voti alle 17:54. Sondaggio aperto alle 17:05 del 12.09.2008
gli stessi “oltre 2000″ che erano con Di Pietro?
Risposta a cat:
Sì, è possibile
No caro amico, i mercato dell’aviazione non è in crisi. Dopo la paura dell’11 settembre, i voli sono aumentati, e finchè non è stato deciso il taglio di Malpensa, il numero di passeggeri incrementava molto anno su anno.
Per il ruolo di una compagnia di bandiera, il costo del carburante non è così influente. Infatti, il carburante e le tasse aeroportuali sono pesanti su voli di medio-corto raggio. Ma per il servizio a lungo raggio, ciò che incide maggiormente è il servizio di bordo. E le compagnie di bandiera, hanno il compito di garantire i voli extra-europei, perchè sottoposti agli Accordi tra Stati e fuori dal libero mercato.
In questo senso, il business c’è ed è profittevole. Il problema, al solito, è la gestione. Se ben gestito, c’è ampio margine, altrimenti si rischia il fallimento come per la nostra amata e folle Alitalia.
Mi auguro solamente che Alitalia fallisca, venga inviato l’sms di licenziamento a tutti gli attuali dipendenti, e un gruppo di imprenditori con soldi da investire si compri gli slot e i diritti dell’Alitalia.
Il governo non c’entra? La cordata è vera? Ma quando mai?
Gli imprenditori non erano minimamente interessati, ma sono stati messi insieme da Berlusconi stesso, che non si sa come li abbia convinti a partecipare ad un’impresa fallimentare.
Anche il loro contratto era un capestro: stare 5 anni a “gestire” una società che non aveva la minima speranza di sopravvivere.
E poi, il fatto che proprio Colaninno (il padre dei maggiori fallimenti industriali italiani) sia stato messo a capo della CAI, non fa rizzare le antenne a nessuno? Ma andiamo! E Tronchetti Provera? Bastano loro due per dimostrare la serietà della cordata.
Per non parlare della tanto sbandierata partecipazione di Confindustria, che ha messo una quota simbolica senza il minimo valore.
Ma questo nulla sarebbe, se non ci si fosse ridotti all’ultimo momento per negoziare: un vero e proprio aut aut, vivero o morie, o la borsa o la vita.
Cominciando per tempo (ricordiamoci che Berlusconi si era detto sicuro di poter trovare una cordata in 5 settimane, prima del voto), c’era ampio margine di trattativa.
E delle condizioni economiche dei lavoratori, vogliamo parlarne?
Tu accetteresti di lavorare di più e prendere il 40% in meno di stipendio?
Se sì, fallo, e dai i soldi risparmiati ad Alitalia.
Sarebbe stato peggio se i sindacati avessero accettato una cosa simile, tanto loro non ci perdono nulla. E proprio su questo si è basata la scelta di rimandare tutto all’ultimo momento, per arrivare al punto in cui non si poteva più dire di no.
Riguardo all’offerta, 4 euro potevano essere pochi (a mio modesto parere 0 euro sarebbero stati già troppi per comprare una società così pesantemente in perdita), ma era un’offerta chiara: 4 euro moltiplicati per N azioni = incasso per lo Stato.
La CAI cosa proponeva?
I numeri veri non li ha mai visti nessuno.
E la parte da liquidare quanto sarebbe costata allo Stato?
Nessuno lo ha detto.
Non mi sembra tanto chiaro come accordo vantaggioso.
Per non parlare del costo degli ammortizzatori sociali per gli esuberi.
Chi ha fatto il conto?
Era la classica berlusconata: tutta un’operazione di facciata, a spese dello Stato, per poter gridare come al solito “fatto!”, e senza fare nulla come al solito.
Stavolta non ha funzionato, perchè qualcuno ha tirato fuori le palle, stranamente, e si è messo di traverso.
Risposta a IoTomy:
Che ti devo dire: si vede che gli economisti le cui analisi ho letto, e gli industriali il cui punto di vista ho approfondito – e che ritengono sia il peggiore settore in cui investire (per le ragioni dette sopra) – si sbagliano tutti…
Gli economisti dovrebbero spiegare perchè le Compagnie che fanno lungo raggio non chiudono in perdita.
Il mio piccolo ragionamento torna. E non è distante da quello degli economisti che vedono un calo per le compagnie di corto raggio e low cost, dove i costi che citavi tu erano e sono quelli preponderanti.