EυθÎñνÎñσίÎñ

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Mozart, concerto per piano ed orchestra n.23 KV 488 (Adagio).° ° ° 

Foglie rosse foto

Mozart, concerto per piano ed orchestra n.9 KV 273 (Rondeau).

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Mozart, concerto per piano ed orchestra n.22 KV 482 (Allegro).

Foglie blu foto

Mozart, concerto per piano ed orchestra n.20 KV 466 (Romanze).

Ad Eluana.

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26 Commenti a “EυθÎñνÎñσίÎñ”

  1. Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….

  2. nicoletta scrive:

    eutanasia… buona morte…

    sarà  “buona morte” lasciar morire eluana di fame e di sete? o non ha piuttosto ragione chi parla di “omicidio autorizzato”?

    piena di dubbi, e di sgomento, spero solo che deve andare come deve andare, la fine per lei sia veloce. che si rispetti la dignità  umana, e che non se ne faccia un altro inutile simbolo…

  3. nicoletta scrive:

    … ho dimenticato un “se”: se deve andare come deve andare…

  4. camelot scrive:

    Risposta a nicoletta:
    Io sono contrario all’eutanasia, anche se ho scelto questo termine per il post.
    La vicenda di Eluana è complessa, perchè parliamo di una situazione di stato vegetativo permanente che dura da 16 anni, e che non può produrre miglioramenti…i dubbi li ha ciascuno di noi, io sicuramente…

  5. nicoletta scrive:

    sì, cam. so come la pensi, sull’eutanasia e su eluana. ne abbiamo parlato un po’ di tempo fa.

    è che vedere quella parola scritta in greco, a me che il greco l’ho studiato, ha fatto un effetto forte e potente. scritta così fa pensare, per forza, al suo significato originario più che se fosse scritta in italiano.

    non so se tu (che ugualmente hai studiato il greco) l’abbia scelta per questo motivo, per avvicinarla ancora di più al suo significato vero e “costringere” chi avrebbe letto a riflettere proprio su questo significato. in generale e in relazione a eluana.

    questo, al di là  di tutto, è stato l’effetto che ha prodotto su di me, e così ho “letto” il titolo del tuo post…

    per il resto: dubbi (tanti), ma soprattutto infinita pena… infinita…

  6. camelot scrive:

    Risposta a nicoletta:
    “è che vedere quella parola scritta in greco, a me che il greco l´ho studiato, ha fatto un effetto forte e potente. scritta così fa pensare, per forza, al suo significato originario più che se fosse scritta in italiano”
    Lo so, per questo l’ho scelta: proprio perchè tutta la situazione genera dubbi, difficili da risolvere, ma siccome Eluana “non può tornare indietro”, forse è bene accettare anche la realtà  la più cruda possibile…quella, appunto, che il termine evoca…

  7. cat scrive:

    e per chi, come me non ha mai studiato il greco? (ho decifrato il titolo in base all’uso fisico-matematico delle lettere )

    aldilà  di tutto, della vicenda tragica, delle persone coinvolte, delle frasi ad effetto, delle affermazioni e delle prese di posizione poco comprensive, poco compassionevoli, poco lungimiranti, aldilà  anche dei muri che si erigono, dei roghi che si accendono, dei silenzi che si pretendondo a gran voce, aldilà  di tutto questo mi chiedo: ma la dignità  umana è il contrario dello schifo?

  8. camelot scrive:

    Risposta cat:
    Hai posto un interrogativo complesso, a tal punto che non l’ho capito…(me ne scuso)

  9. cat scrive:

    è che non volevo essere troppo brutale… mettiamola così: è ormai obittivamente difficile, dati i progressi della tecnologia, definire “vita” quindi oggi non diamo più valore alla “vita” e basta senza aggiungere degli aggettivi: dignitosa, piena, vivibile, accettabile ecc. Mentre di “vita” si spera o si cerca di dare una definizione scientifica, basata su dati controllabili, gli aggettivi lasciano il campo alla sensibilità  personale e quindi alla libertà  (?). sembra che sotto ci sia un concetto condiviso anche se indefinibile, comunque “alto”, e spesso legato al dolore. quando poi ne parli e cerchi di scendere sul reale, trovi in fondo che non è un problema tanto di sofferenza quanto di cose, procedure, trattamenti nei quali è coinvolto il “corpo” nelle sue funzioni primarie di “macchina organica”: mangiare, defecare, mantenere la pulizia ecc.. Ecco, il delegare queste funzioni, la necessità  di richiedere la manutenzione base della nostra macchina ad altri … è in fondo questo a essere considerato poco dignitoso, non accettabile. cioè in fondo sono le funzioni corporali, più che quelle mentali, che definiscono la nostra dignità : avere il cervello spento può essere triste, ridicolo, tragico, frustrante ma non è poco dignitoso, avere qualcuno che ti asciuga la bava o ti lava le “parti intime” sì. dal che lo schifo. e dal che le domande: quanto conta il canone estetico nella nostra definizione di vita? quanto incide una definizione di “pudore”? quanto siamo intrisi di cultura “religiosa” visto che ancora consideriamo “andata l’anima” mentre il corpo che si degrada non è umano? quanto questo trasformare l’essere umano in macchina con software e hardware ci serve a nascondere la paura di essere solo carne e quindi deboli, fragili e mortali? quanta paura della morte, quanta non accettazione, quanta innaturalità  nascondiamo sotto il mito di essere sempre in perfetta efficienza, non vecchi, non grassi, non malati?
    sono stata abbastanza chiara?

  10. camelot scrive:

    Risposta a cat:
    Hai messo tante cose assieme, però hai attribuito alla religione una colpa che non ha.
    Qui, il discorso, è ancora più materiale: parliamo di una persona che si trova in condizione di stato vegetativo permanente, quindi che non ha chance – così dice la scienza medica – di potersi riprendere. E che è tenuta in vita artificialmente. Conta, allora, capire se in situazioni del genere, sia possibile stabilire la legittimità  di un’iterruzione delle cure (che alcuni, tali non considerano) che ne consentono il sostentamento. La questione è: se ci si immedesima nella situazione di Eluana, che giudizio si dà  della vicenda? E’ legittimo pretendere che sia possibile tramite un foglio di carta, redigere un testamento biologico, per dichiarare: “Se mi trovassi in quella condizione da più di un tot di anni, non vorrei continuare ad essere curato”?
    Questa soltanto, è la questione. Perchè se si stabilisce la legittimità  dell’atto, allora ognuno può praticare le proprie scelte, e seguire le proprie “equazioni di valore” (questo va bene, questo no).
    Beninteso: una legge dello stato, non potrebbe prescindere dai responsi della scienza. Io l’omicidio di stato, non lo voglio. Dunque è la scienza che deve indicare dopo quanti anni, una situazione analoga a quella di Eluana, possa essere definita irreversibile (fermo restando, ovviamente, che sarebbe comunque un giudizio “fallibile”. Perchè non tutto ciò che si verifica nella nostra vita, segue un percorso lineare o scientifico)..

  11. cat scrive:

    tutto giusto, per carità . ma proprio come ho scritto prima, il mio discorso voleva uscire dal caso specifico e porre degli interrogativi che vengono prima della pur legittima domanda “io, in quel caso, cosa farei” proprio perchè la risposta a questa domanda nasce dalla nostra cultura, dal mondo in cui viviamo. tu dici, e sono d’accordo con te, che “ognuno può praticare le proprie scelte” e mentre non si può determinare l’inizio della propria vita si può e si ha diritto di determinarne la fine. questo però non è un concetto così scontato e infatti, per la religione, questo diritto non lo si ha affatto. ora, cosa comporta il diritto acquisito e legittimato di terminare la propria esistenza? aldilà  del fatto operativo, e, ti ripeto, sono d’accordo, quale visione, che definizione di uomo comporta? chiaramente esclude la “divinità ” in quanto radice divina della vita ma che conseguenza ha questo fatto?
    inoltre noto e mi preoccupa, una visione del mondo, un futuro in cui la malattia e la morte non sono più viste come qualcosa di “umano” ma come fattori disumanizzanti tanto che il “prodotto difettoso” va eliminato (e attenzione ai termini, non “ucciso”), già  la possibilità  di ammalarsi implica, e ragionevolmente, lo scarto (vedi test genetici). l’obbligo morale, sottile ma difficile da eludere, di tenere in efficienza il nostro corpo secondo canoni anche estetici precisi, sembra un’altra faccia di tutto questo. Non ho un’idea precisa, delle risposte. Mi sembra solo che ci siano delle domande, speculative e astruse, magari e forse me le sto facendo solo io che sono speculativa e astrusa e lettrice di fantascienza. però devo dire che in tutta ’sta faccenda ho sentito solo certezze dichiarate e superficiali, slogan, da una parte e dall’altra e il tutto mi è sembrato molto stupido. mah

  12. camelot scrive:

    Risposta a cat:
    Le questioni che poni, esistono eccome. Ma riguardano i valori degli individui, e l’influenza che ciascuna persona ha sugli altri. Sono questioni etico-filosofiche, cui è giusto la religione o la filosofia diano risposte. Mentre la politica, deve affrontare l’esistente, cercando una soluzione “inclusiva”. E cioè che tenga conto della pluralità  dei punti di vista in campo. Fermo restando, a mio modesto parere, il fatto che l’omicidio di stato non possa essere autorizzato..
    Allo stesso tempo, è ovvio che le evoluzioni – i progressi? – della scienza, ridefiniscano i valori e le prospettive degli individui. Viviamo tutti più a lungo, e questo dipende anche dal fatto che mangiamo meglio, di più, e che siamo più ricchi, e che esistano farmaci più efficaci nel curare le malattie.
    Mica puoi bloccare tutto ciò, perchè questo influenza i valori delle persone, e tutto ciò che un tempo era considerato ovvio e inesorabile – invecchiare, ammalarsi o vivere una vita intera di sofferenza legate a qualche malattia -, oggi non lo è più. Accade, solo i singoli – con la propria cultura, i propri valori – vi si possono opporre, rifiutando le nuove “equazioni di valore” o valori dominanti. E’ l’unico modo liberale di concepire la situazione…

  13. nicoletta scrive:

    “forse è bene accettare anche la realtà  la più cruda possibile…quella, appunto, che il termine evoca… ”

    sì, certo… quello che è… (non riesco a trovare la parola: inaccettabile? brutto (guarda caso il contrario di bello, di buono, di “eu”…)? bestiale?) è che eluana morirà  di lenta agonia, per fame e per sete… ecco: se si accetta l’omicidio legalizzato, allora (e mi scuso per la brutalità ) non sarebbe meglio una bella (“eu” pure lei) iniezione letale? come si fa con i condannati a morte?
    ecco, in tutta questa vicenda (sulla quale c’è un’infinità  di cose da dire…) è questo, è l’epilogo che si è scelto per eluana, che mi colpisce infinitamente. sapere che quella povera donna sarà  ammazzata per fame e per sete… e che questa decisione è stata voluta dal padre, perseguita tenacemente dal padre… questo mi inquieta.
    per questo sopra parlavo anche di dignità : la dignità  come rispetto per la sua storia. eluana se ne andrà  così, e mi piacerebbe che non diventasse il simbolo di nessuna battaglia “di libertà ”.

  14. camelot scrive:

    Risposta a nicoletta:
    Aspetta: non se ne andrà  così, per volontà  del padre. Se ne andrà  così, perchè la Cassazione ha riconosciuto validità  alle dichiarazioni che Eluana molti anni fa diede, su una ipotesi del genere: “Se mi capita, non voglio continuare a vivere”.
    In secondo luogo: noi non sappiamo come avverrà  la “fine”, non ne abbiamo minimamente idea. In terzo luogo: la sua situazione, a quanto dicono i medici, è irreversibile.
    E poi su l’ho scritto più volte: sono il primo a non volere l’omicidio di stato. Ma si deve avere un quadro legislativo, fondato su certezze scientifiche, per sapere quando ci sia omicidio e quando no. Perchè per molti medici, l’alimentazione è una terapia, come qualunque altra. E’ un sostentamento artificiale…

  15. nicoletta scrive:

    sì, cam, lo so che non se ne andrà  per la volontà  del padre ma perché tanti anni fa disse quel che disse… ma è il padre che ha portato avanti questa battaglia, se non sbaglio… ho semplificato per sintesi.

    si parla della sua fine per distacco del sondino gastrico, cioè per fame e per sete. a questo punto, se eutanasia deve essere, che sia. senza ipocrisie. e mi sembra che molto ruoti intorno alla possibilità  di considerare l’alimentazione artificiale terapia o meno. poi, se mi sono persa qualcosa, chiedo scusa.

    infine: che ci voglia un quadro legislativo chiaro è fatto certo. anche perché vorrei essere io a decidere di andarmene, nel caso. e non un tizio qualsiasi (finanche mio padre, mia madre o mio fratello) che mi fanno fare quella fine perché un giorno, chissà  in quale stato emotivo, ho pronunciato una data frase… a che età , poi?

  16. camelot scrive:

    Risposta a nicoletta:
    Ma infatti la drammaticità  di questo episodio, sta proprio nell’assenza di un quadro legislativo. Che da una parte, conferisca al singolo la possibilità  di lasciare un foglio di carta, con su scritte le proprie volontà ; e dall’altra chiarisca i confini di ciò che è possibile e ciò che, invece, non lo è.
    Anche il fatto che alcuni ritengano il “sostegno vitale” come una non terapia, è un fatto alquanto opinabile. Perchè al riguardo, la più parte dei medici, la ritiene una terapia, come qualunque altra.
    E comunque, quando ad Eluana toccherà  “finire”, non avverrà  certo in maniera – come dire – dolorosa. E’ ovvio che chi le darà  la fine, lo farà  provvedendo a non farla soffrire…

  17. nicoletta scrive:

    “E comunque, quando ad Eluana toccherà  “finire”, non avverrà  certo in maniera – come dire – dolorosa. E´ ovvio che chi le darà  la fine, lo farà  provvedendo a non farla soffrire… ”

    è l’unica cosa a cui riesco a pensare riguardo a questa vicenda. e da quello che leggo però, qua e là , non mi sembra tanto ovvio. oggi addirittura leggevo non so di quale medico, che ha dichiarato che sta in uno stato tale che a morire di fame e di sete non sentirà  alcun dolore… ma come si può? io, sarò limitata e stupida, ma non riesco ad accettarla sta cosa. non accadde pure con terry schiavo?

    alla fine, comunque, mi auguro con tutto il cuore che sia come dici tu… veramente.

  18. camelot scrive:

    Risposta a nicoletta:
    Sì, ma se tu parli in relazione ad Eluana, di morire di fame e di sete, è ovvio vada a rappresentarti la cosa, come se fosse nel pieno delle sue facoltà . E allora ti immedesimi in questa ricostruzione, e ti dici: “Ma se io non mangiassi e non bevessi, cosa accadrebbe”?
    Ma tu non sei in uno stato vegetativo permanente da 16 anni. Il “mangiare e il bere”, nel suo caso, sono cose che si verificano materialmente in modo diverso, rispetto a quanto avverrebbe nel caso di una persona nel pieno delle sue facoltà . Per questo, anche il paragonare le due situazioni – Eluana e una persona nel pieno delle sue facoltà  – può essere fuorviante. L’unica cosa verosimile, sulla sua condizione, sullo stato in cui versa, possono darla i medici, possono immaginarla i medici.
    Quanto all’augurio, è ovviamente anche il mio…

  19. nicoletta scrive:

    sì, possono “immaginarla” i medici…

    e poi… è chiaro che eluana non sta come me, e che non posso paragonare il “mio” eventuale morire di fame e di sete al “suo”! (vabbe’ che non sono st’aquila di intelligenza, a a questo ci arrivo da me…)

    comunque, ho provato a spiegarmi sopra riguardo alla cosa. non so cos’altro dire. forse non ci sono riuscita, e pazienza… forse era meglio starmi zitta e basta, e tenermi le mie sensazioni per me.
    però, permettimi, è questo farla spegnere così che mi appare crudele.

    torno a ripetere: se deve essere eutanasia, che lo sia fino in fondo. questa almeno è la mia impressione. è che siamo forse tutti davvero impreparati. io, almeno, lo sono del tutto. ma non posso impedire alla mia testa e al mio cuore di avere delle idee e delle sensazioni su questo… tutto qui.

    io vado…

  20. temporaneo scrive:

    solo una precisazione: questa non è eutanasia la quale consiste invece in una iniezione letale. Qui si parla di interruzione dell’alimentazione artificiale. Comunque su questa faccenda la penso esattamente come travaglio, serve cioè silenzio e tanto rispetto per delle persone che affrontano una situazione che nemmeno possiamo immaginare.

  21. cat scrive:

    ok per la soluzione legislativa ma sinceramente mi pare difficile che la politica possa raggiungere una soluzione condivisa, o anche solo una soluzione se il dibattito culturale, anche fra la gente comune, non esce dalla sterile opposizione di clericali-anticlericali, scientisti-bigotti, “tu vuoi farla soffrire per il tuo dio” “tu vuoi farla morire per il tuo comodo”. e questo naturalmente non solo per il caso specifico del coma ma anche per le malattie degenaritive irreversibili, l’utilizzo delle cellule embrionali, dei test genetici prenatali e per tutti gli interrogativi che pone lo sviluppo della scienza del secolo, la biologia e della sua applicazione tecnologica. (tra l’altro tutte cose che fanno girare mucchi di soldi).
    Inoltre non vorrei che si facesse di nuovo lo stesso errore affidando alla scienza medica questa volta, la responsabilità  di scelte culturali per le quali non ha gli strumenti così come non li aveva la fisica, con tutte le sue applicazioni, durante il ‘900. Lo sviluppo della conoscenza è inevitabile il suo uso no, valeva per Hiroshima, vale ora. Non affidiamo ai medici la nostra umanità , non ne sanno più di noi. sarebbe come chiedere al meccanico dove dobbiamo andare con la nostra macchina: può dirci quanti km possiamo fare, a quale velocità , con quanto carburante ma non può indicarci la meta migliore per noi.
    bon, e con questo ho chiuso il delirio filosofico, mi scuso per lo spazio occupato. (colpa tua che me lo concedi! avresti dovuto stroncarmi tempo fa :D )

  22. camelot scrive:

    Risposta a temporaneo:
    Ma infatti non ne ho voluto parlare più (l’ho fatto in passato), e mi sono solo limitato a mettere dei brani di Mozart, con una dedica….

  23. camelot scrive:

    Risposta a cat:
    Ma figurati. La questione è che la conoscenza allarga sempre in confini, e pone nuovi interrogativi esistenziali. E sempre avvenuto, e continuerà  ad avvenire (mi sento molto Max Catalano). Tutto è possibile e lecito? Assolutamente no, mi pare ovvio! Ma la vita è compromesso, e convergenza, e sintesi tra posizioni dialetticamente contrapposte. Nessuno può pensare di affidarsi mani e piedi alla scienza; ma sarebbe sbagliato pensare di prescinderne completamente, in virtù di un dogma, o di un precetto che limiti la libertà  altrui, non solo la propria…poi c’è la questione della Costituzione, che stabilisce alcuni diritti da cui è impossibile prescindere….

  24. camelot scrive:

    Risposta a nicoletta:
    “però, permettimi, è questo farla spegnere così che mi appare crudele”
    Così, come, visto che non sappiamo come avverrà ?

  25. nicoletta scrive:

    non so più che dire né come dirlo.
    “così” = per fame e per sete
    “così” = togliendo il sondino nasogastrico che la alimenta e la idrata

    non è “così” che la sentenza della cassazione ha autorizzato il padre (o chi per lui) ad agire?

    accetto l’idea che non sappiamo se lei soffrirà  o meno. anzi: ci viene detto che è come se fosse in anestesia totale, e che quindi non soffrirà  affatto. e tu, io, tutti noi, ci auguriamo che ciò sia vero.

    ma quel “così” a me fa effetto, mi inquieta. e volendo dire la sincera verità  (ripetere la sincera verità  espressa già  diverse volte nei commenti sopra) da un lato lo trovo tremendamente ipocrita, dall’altro mi è difficile da accettare. razionalmente e con il cuore.

    per il resto: più parlo di questa cosa, più provo fastidio e imbarazzo. ho bisogno e voglia di silenzio. mi pento di avere iniziato la discussione… il mio voleva essere solo un pensiero per eluana. ho sbagliato… nei modi e nelle parole. tornassi indietro, non posterei più quel commento.

    quindi: vorrei non parlarne più, grazie…

  26. Temporaneo scrive:

    si si cam…non era rivolto a te il mess..era una frase in generale ;)

    buona serata

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