Quelli che…l’Italia è come tutti gli altri paesi, e risentirà della crisi in eguale misura..anzi di più

“Ripresa post-crisi. Un dato positivo ci viene dall’indicatore composito dell’Ocse, ente spesso critico verso l’Italia, che evidenzia i segnali anticipatori di svolta nei cicli economici. Da un lato tale indice ci classifica come tutti gli altri Paesi sviluppati ancora in fase di forte rallentamento ma da un altro lato ci posiziona meglio degli altri. Più precisamente: il nostro Paese, seguito dalla Francia, è quello che ha avuto il minor deterioramento su base annuale mentre nell’ultimo mese è l’unico che mostra un piccolo miglioramento. Cauti sintomi di attenuazione della crisi vengono notati anche dalla Banca d’Italia e da una indagine sulle vendite al dettaglio che rileva in gennaio un rallentamento nella caduta aggregata ed una crescita, per la prima volta da quattro mesi, in 5 su 14 categorie di prodotti.

Altro segnale positivo è la notevole riduzione del differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e quelli tedeschi che misura il maggior rischio gravato su di noi dal mercato e che, dopo essere arrivato in gennaio a massimi intorno a 1,7 punti, nei giorni scorsi è sceso sotto 1,20 punti. Questi dati non vanno certo sopravvalutati perché altri che ci riguardano non sono positivi, specie sotto il profilo strutturale di lungo termine. Tuttavia nella crisi si è vista una certa resistenza della nostra economia, la moderazione degli italiani che non hanno assunto comportamenti ribellisti o disfattisti o di panico, la adeguatezza delle politiche economiche e sociali adottate” (Alberto Quadrio Curzio, Corriere della Sera).

Ovviamente tutto ciò non mi stupisce affatto (diciamo francamente).

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