Salve, mi chiamo Nicoletta Gandus, ho condannato Mills e firmato appelli politici contro Berlusconi

16 febbraio 2006, Nicoletta Gandus (assieme ad altri esponenti di Magistratura democratica), contro le leggi approvate dal centrodestra berlusconiano (il Parlamento è sovrano, nel legiferare: lo statuisce la Costituzione):

Si sta chiudendo una delle più tormentate e controverse legislature della storia repubblicana e c’è oggi la prospettiva di un cambio di governo. Ma deve cambiare anche il modo di governare: dal punto di vista costituzionale e dei rapporti tra cittadini ed istituzioni.
Il lavoro che attende il nuovo governo è quindi di enorme complessità e responsabilità e si estende a settori di grande importanza per la collettività: l’informazione, la sanità, il lavoro, l’ambiente e i beni culturali, la ricerca, l’istruzione, la politica fiscale e tributaria.
Importanti riforme di sistema sono necessarie anche per ridare ai cittadini fiducia nella giustizia. Ma in questo settore noi tuttavia riteniamo che vi sia una inderogabile priorità: la cancellazione delle principali leggi che sono state adottate quasi esclusivamente al fine di perseguire gli interessi personali di pochi, ignorando quelli della collettività. Si tratta di leggi che – a prescindere da ogni altra considerazione – hanno devastato il nostro sistema giustizia e compromesso il principio della ragionevole durata dei processi.
Alcune di queste leggi, pur da riformare, sono state disinnescate dalla Corte Costituzionale (ad esempio il cd. “Lodo Schifani”, cioè la L. 20.6.03 n. 140 sulla sospensione dei procedimenti per le alte cariche dello Stato) o dai giudici di merito e dalla Corte di Cassazione (è avvenuto per la Legge sulle rogatorie n. 5.10.01 n. 367 e la cd. “Legge Cirami” 7.11.02 n. 248 sullo spostamento dei processi per legittimo sospetto).
Ma, per altre leggi è necessaria l’abrogazione immediata: solo con la loro abrogazione, infatti, sarà possibile restituire credibilità al paese sul piano internazionale e dignità ai governanti e ai rappresentanti politici ed ottenere la partecipazione della collettività nazionale agli sforzi necessari per ricostruire una scala di valori condivisi.
Le leggi che devono costituire oggetto di abrogazione già nei primi mesi della legislatura sono:
– la Legge di “depenalizzazione” del falso in bilancio ( D.L.vo 11.4.02, n.61), che rappresenta la tipica traduzione in termini normativi della cultura della illegalità e contrasta con la tendenza mondiale a punire con maggiore severità la false comunicazioni in materia societaria;
– la Legge cd. “ex Cirielli”, 5.12.05 n. 251, definita “obbrobrio devastante” dal Presidente della Corte di Cassazione, che ha di fatto introdotto nuove cause di impunità per i potenti (attraverso la prescrizione breve dei reati, anche gravi, commessi dagli incensurati) e pesanti discriminazioni verso i recidivi anche per reati non gravi: dunque, incentivi a manovre dilatorie ed il prevedibile aumento della popolazione carceraria saranno l’effetto di un diritto penale per tipo d’autore;
la barbara riforma della legittima difesa approvata definitivamente il 24.1.06, che introduce una presunzione di proporzionalità tra i delitti contro il patrimonio in ambiente privato e la reazione violenta con armi da fuoco contro chi ne è responsabile;
– la cd. Legge Pecorella sulla inappellabilità delle sentenze di proscioglimento, approvata definitivamente il 15.2.06, che, a parere di molti, altera il principio costituzionale della parità delle parti nel processo e, dilatando le possibilità di ricorso alla Corte di Cassazione, parzialmente la trasforma in giudice di merito, ingolfandola e rendendone ingestibile l’attività.
L’impegno di coloro che intendono formare il futuro Governo deve estendersi inoltre alla sospensione immediata della efficacia di tutti i decreti legislativi di attuazione delle legge di riforma dell’ordinamento giudiziario (Legge delega n. 150 del 2005): solo così potrà essere predisposto e realizzato un progetto di riforma di ampio respiro, utilizzando i contributi del CSM, degli accademici, della magistratura associata, degli avvocati e delle associazioni dei giuristi e del personale amministrativo.
Chiediamo allora a tutti coloro che parteciperanno alla prossima campagna elettorale un impegno espresso, preciso e incondizionato ad operare immediatamente per l’abrogazione di queste leggi, che non sia diluito in promesse di riforme generali nei vari settori dell’ordinamento.
L’assunzione di tale impegno è condizione e garanzia irrinunciabile perché, come giuristi e come cittadini, possiamo confidare nella volontà degli eletti di ripristinare effettivamente, non solo in questo campo, le regole fondamentali della democrazia“.

3 giugno 2006, Nicoletta Gandus, contro la riforma costituzionale approvata dal governo Berlusconi:

“”La “devolution” è una delle questioni fondamentali sottoposte a referendum. È importante opporvisi perché è espressione della generale posizione antidemocratica, centralista, autoritaria della controriforma e non rappresenta affatto una apertura al federalismo.
Il federalismo è una antica battaglia della sinistra, del pensiero liberale democratico, libertario e del solidarismo cattolico ed è affermato nella costituzione come valorizzazione delle autonomie: prima di tutto dei Comuni (istituzioni di base in diretto rapporto coi cittadini), poi di Province e Regioni.
Invece la devolution della controriforma:
• nega il ruolo dei Comuni, di cui distrugge l’autonomia; la politica del centro destra che propone la devolution ha attaccato alla radice la finanza e la gestione dei servizi municipali;
• realizza un nuovo “centralismo di stato regionale”, senza alcuna forma di solidarietà (la “secessione” della Lega);
• lascia al potere legislativo centrale tutte le decisioni di indirizzo politico generale; non rappresenta effettivamente le Regioni nel “Senato delle Regioni”; non prevede alcuna forma di federalismo fiscale, senza il quale il regionalismo non può operare;
è sovrastata da un incombente potere autoritario e centralista, concentrato nelle mani del capo del governo.

La devolution è il contrario del federalismo, che non si “devolve” dall’alto ma si costituisce dal basso, a partire dall’esperienza sociale e municipale di autonomia”.

Un magistrato per nulla mosso da ostilità politica, per carità.

Da leggere, sull’argomento, anche: Magistratura democratica, la corrente di sinistra dei togati cui aderisce Nicoletta Gandus, non fa politica. Per carità!

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