Ezio Mauro mente spudoratamente. E’ un evasore fiscale, parola di notaio

Ezio - evado il Fisco e me ne infischio - Mauro

Ezio - evado il Fisco e me ne infischio - Mauro

Il giovanotto ha provato a discolparsi dall’accusa di essere un evasore fiscale. Ma, purtroppo per lui, non gli è andata bene. Parliamo di Ezio Mauro. Il quale ha ammesso di aver acquistato un immobile versandone “al nero” una parte del prezzo. Però ha aggiunto di non aver evaso il Fisco, di aver semplicemente soddisfatto la richiesta del venditore, e di avere, anzi, speso più del dovuto:

Non ho evaso in alcun modo le tasse nell’acquisto della mia casa che i giornali della destra tengono nel mirino: non solo non c’è stata evasione fiscale, ma ho pagato più di quanto la legge mi avrebbe permesso di pagare. Ho versato infatti all’erario tasse in più su 524 milioni di vecchie lire, e questo perché non mi sono avvalso di una norma (l’articolo 52 del D. P. R. 26 aprile 1986 numero 131, sull’imposta di registro) che, ai termini di legge, mi consentiva nel 2000 di realizzare un forte risparmio fiscale”.

Balle! Solo e soltanto sesquipedali balle! Il perché, lo spiega – a Libero – un notaio che si occupa abitualmente di compravendite immobiliari:

Il riferimento normativo è sbagliato”.

Ezio Mauro è stato mal consigliato sia dal commercialista sia dal notaio, ma comunque ha evaso il fisco”.

Anzitutto non è mai stato legale dichiarare negli atti una cifra inferiore a quella pattuita per la compravendita perché si sarebbe incappati in ogni caso nel’occultamento di corrispettivo”. Il che, aggiunge il professionista, “non è reato”, ma unainfrazione amministrava” che può portare ad essere sanzionati dal Fisco. Inoltre: “la legge gli imponeva di dichiarare tutto”.

Quanto alla storiella secondo cui l’occultamento di una parte del prezzo dell’immobile avrebbe avvantaggiato esclusivamente il venditore, il notaio replica che non è vero:

Salvo l’ipotesi un po’ residuale che l’appartamento non fosse stato acquistato in precedenza da meno di cinque anni e allora sarebbe scattato l’obbligo di versare le imposte sulla plusvalenza”.

La questione è che nel 2000 – quando Mauro ha comprato la casa di cui parliamo – era in vigore una normativa approvata nel 1986, secondo cui i tributi da versare allo stato – ad esempio l’Iva e l’imposta di registro – venivano calcolati sul prezzo dichiarato nel rogito. Dunque dichiarare un importo inferiore a quello effettivamente versato, serviva – tanto al compratore quanto al venditore – a pagare meno tasse all‘Erario. Proprio per evitare questo genere di frodi, tra il 2005 e il 2006 – con la Finanziaria di Tremonti, prima; e con le liberalizzazioni di Bersani, poi – è stato cambiato il quadro normativo di riferimento. E da allora, ai fini del pagamento delle imposte, si considera sempre – sottolinea il notaio – la “rendita catastale rivalutata” (e non il prezzo di vendita).

Sull’argomento, leggere anche: Parla il banchiere che ha ricevuto gli assegni con cui Ezio Mauro ha evaso il Fisco.

Dieci domande ad Ezio Mauro, l’evasore fiscale.

Update delle 12.38:

Dunque, Marino Longoni (vice direttore del quotidiano giuridico-economico Italia Oggi), bacchetta Mauro per le menzogne che ha detto:

Il suo suicidio mediatico è perfetto. La base imponibile dell’imposta di registro infatti (e di quelle ipotecarie e catastali) non è il valore catastale (come Ezio Mauro vorrebbe dare a intendere), ma il valore effettivo dell’immobile. In sede di autoliquidazione delle imposte, il valore effettivo dell’immobile è definito dal prezzo di compravendita dichiarato dalle parti (le quali sono ovviamente tenute a dichiararlo per l’ammontare effettivamente praticato e non per la sola parte che vogliono loro). Il comma 4 dell’art. 52 del dpr 131/1986 (la norma richiamata da Mauro) dice che, se il valore su cui le parti autoliquidano le imposte è superiore al valore catastale, questo accertamento di maggior valore non può avere luogo e la partita si chiude tra fisco e contribuenti nella piena correttezza dei reciproci comportamenti. Resta il fatto che, se il valore catastale è 100 e le parti dichiarano un valore ad esso superiore (Mauro dice di aver dichiarato 524 milioni in più del valore catastale), ma al contempo inferiore di quello che è l’effettivo prezzo di compravendita praticato (i giornali hanno parlato, non smentiti, di assegni in nero per 850 milioni, oltre alla parte in chiaro dichiarata in atto), non è affatto vero che il comportamento delle parti è conforme alla legge. La condotta evasiva di cui si è macchiato Ezio Mauro ha un nome e una sua specifica sanzione: si chiama «parziale occultamento del corrispettivo» ed è sanzionata dall’art. 72 del dpr 131/1986 nella misura dal 200% al 400% dell’imposta in tal modo evasa. L’unico motivo per cui questa sanzione non potrà essere applicata, ora che la questione è venuta a galla, è che il termine, entro cui l’amministrazione finanziaria può esperire l’accertamento, recuperare le imposte non versate e applicare le relative sanzioni, è di tre anni ed è pertanto spirato. Salvo che non sia stata avviata un’indagine penale, che allungherebbe i termini di prescrizione“.

Ezio Mauro Zero Tituli foto

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47 Responses to "Ezio Mauro mente spudoratamente. E’ un evasore fiscale, parola di notaio"

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