Videocracy e la vera censura

Tanto rumore per nulla.

Le vera censura riguarda altro:

“(…) Nei rapporti della criminalpol emerse che sugli appalti per le grandi opere pubbliche avevano indagato Falcone e Borsellino e che questa poteva essere una causa della loro morte. La mia relazione non venne discussa : i vari Violante, Ayala, Bargone mi lasciarono solo e dissero che non c’erano prove di quello che affermavo. E poi venne definitivamente affossata dopo la mia sconfitta decisa dalla camorra dei casalesi interessata ai lavori dell’Alta velocità sulla tratta Napoli-Roma. Le mie residue speranze che giustizia fosse fatta dal PM Giuseppa Geremia andarono deluse.

Costei aveva scoperto, dai documenti sequestrati dalla Guardia di Finanza, che “il garante dell’Alta Velocità, intrisa di imprese di mafia e camorra, era Romano Prodi (…).

il PM Geremia, con l’avallo del Procuratore Coiro, chiese il rinvio a giudizio per abuso di ufficio dell’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi, quale ex Presidente dell’IRI (…)

Nel frattempo il governo presieduto da Prodi approvò, con l’appoggio del Ministro della Giustizia suo difensore, una nuova legge che modificava in senso restrittivo l’abuso in atti di ufficio; ed il Presidente Prodi venne assolto perché il fatto non sussiste; ma la legge era ad personam (Ferdinando Imposimato, magistrato ed ex parlamentare del Pci e del Pds)”.

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9 Commenti a “Videocracy e la vera censura”

  1. [...] Videocracy e la vera censura [...]

  2. Videocracy e la vera censura…

    Tanto rumore per nulla…

  3. Simone82 scrive:

    Tra l’altro si tratta di uno pseudo-documentario intriso di luoghi comuni facilmente smontabile da chiunque abbia un minimo di logica (la quale ovviamente presume un minimo di intelligenza) e da chiunque conosca un minimo di storia proprio degli ultimi anni… I più grandi format che hanno contribuito a creare la deità dell’apparenza non li ha creati Berlusconi, ma sono importati dall’estero, dove non c’è Berlusconi.
    Ma vaglielo a spiegare… :D

    Il resto se non sbaglio l’avevi già pubblicato parecchio tempo fa… Anche se è bene ricordare all’italiota medio certe questioni di cui Erik Gandini non si è occupato, troppo impegnato a mostrare tette e culi pure lui… ;)

  4. camelot scrive:

    Risposta a Simone82:
    Ricordare sempre le uniche vere censure. D’altra parte la stampa, prima dell’avvento Cav., era libera, nevvero? E perché cacchio non ha mai pubblicato informazioni come quelle in oggetto?
    Ai geni della sinistra nostrana, l’ardua sentenza ;)

  5. nicoletta scrive:

    Sono ancora fuori… ma, fortunatamente, dove mi trovo mi e’ stato possibile collegarmi e seguire quel che e’ successo.

    Mi spiace per i “galantuomini” che ti son venuti a far visita: vere persone di classe. Non c’e’ che dire…

    Ma quando si sveglieranno? Censura… In Italia c’e’ la censura…

    Baci baci, e a presto ;-) (’sta tastiera me sta a manda’ al manicomio! :-P )

  6. nicoletta scrive:

    ps: ovviamente intendevo la “censura di stampa”, quella che li fa scendere in piazza e che li fa sentire tutti eroi… ;-)

  7. Simone82 scrive:

    Una risposta c’è, ed è come al solito nel modo in cui Rodotà ha risposto questa sera: come ha fatto notare Arditti, Rodotà si vergogna dei toni usati dal Ministro Brunetta ma non dai toni molto più gravi usati da Di Pietro.
    La soluzione si chiama “la doppia morale dei trinariciuti”, ma ai geni certe sentenze sfuggono: d’altronde, a ricordare certe parole di Travaglio pronunciate un decennio fa, ancora considerano D’Alema intelligente, ergo per cui… ;)

  8. camelot scrive:

    Risposta a nicoletta:
    Divertiti e rimorchia, mi raccomando! :-P
    Smack

  9. camelot scrive:

    Risposta a Simone:
    ;)

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