
Quando il governo si mostrava ancora incerto circa la possibilità di adottare o meno lo scudo fiscale, qui lo si invitava a superare ogni esitazione e a vararlo. Adducendo alcune semplici e realistiche motivazioni: occorre reperire palanche senza alzare le tasse, onde fronteggiare la pesantissima congiuntura economica e la ricostruzione dell’Abruzzo; inutile fare gli schifiltosi. Si deve fare cassa, anche se questo significa varare una sanatoria a favore dei contribuenti infedeli. Oltretutto, i condoni – in Italia – sono una strada che battono tutti: ne sanno qualcosa Franceschini e Di Pietro (che, ipocritamente, oggi fingono indignazione).
Così, quando l’esecutivo si è deciso ad approvare la suddetta misura, qui si è applaudito alla scelta. E si è sottolineato: rientreranno soldi in patria; gli imprenditori potranno rifiatare (e superare i problemi legati all‘accesso al credito); gli investimenti e i consumi potranno riprendere a crescere; lo stato avrà un gettito fiscale aggiuntivo da impiegare per abbassare le tasse e rilanciare la domanda interna.
Tutti felici e contenti, dunque?
Fino a qualche giorno fa, pareva proprio di sì.
Il problema è che il governo, tutto d‘un tratto, ha deciso di accogliere un emendamento parlamentare che stravolge l’impianto originario dello scudo fiscale, e, per favorire il rimpatrio dei capitali depositati all‘estero, introduce una sospensione delle norme anti-riciclaggio.
Morale della favola: se nella sua primigenia formulazione, lo scudo fiscale poteva essere accettato, a seguito delle modifiche che gli sono state apportate, non può più esserlo. La sospensione dei controlli anti-riciclaggio, infatti, può favorire la criminalità organizzata. Il che non è ammissibile, evidentemente.
Tremonti, oggi, ha provato a tranquillizzare un po’ tutti:
“Non credo che la criminalità si servirà di questo strumento. I capitali criminali o sono in Italia perfettamente sbiancati o continueranno la loro attività all’estero”.
Si tratta, però, di una congettura che va rispedita al mittente. E’ irricevibile.
Il governo, semplicemente, non doveva introdurre la sospensione dei controlli anti-riciclaggio. Punto.
Ha fatto una sesquipedale cazzata, ingiustificabile e vergognosa, che manda a puttane l’ottima attività di contrasto alla criminalità organizzata fin qui fatta.
Imperdonabile.
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Quando il governo si mostrava ancora incerto circa la possibilità di adottare o meno lo scudo fiscale, qui lo si invitava a superare ogni esitazione e a vararlo….
Il primo grave errore del governo…
Quando il governo si mostrava ancora incerto circa la possibilità di adottare o meno lo scudo fiscale, qui lo si invitava a superare ogni esitazione e a vararlo….
Il primo grave errore del governo…
Quando il governo si mostrava ancora incerto circa la possibilità di adottare o meno lo scudo fiscale, qui lo si invitava a superare ogni esitazione e a vararlo. Adducendo alcune semplici e realistiche motivazioni: occorre reperire palanche senza alza…
Scusa Cam, ma visto che per “voi” pecunia non olet, che differenza c’è tra la pecunia degli imprenditori che accumuano soldi all’estero (grazie al fatto che truffano lo Stato e i propri azionisti) e la pecunia della criminalità organizzata?
Cosa cambia?
È comunque una cosa vergognosa. E inutile.
Vergogna per vergogna, almeno copiare dai paesi che impongono un tassa un pochino più alta del misero 5% a chi ha rubato a piene mani.
Senza dimenticare che i condoni servono solo a chi ha impellente bisogno di regolarizzare una posizione. In tutti gli altri casi, nessuno se ne servirà, visto che dal giorno dopo dovranno pagare le tasse su ciò che fanno con quanto è rientrato.
Diciamo che la vera cazzata è quella di giustificare il tutto dicendo che altrimenti il provvedimento “aveva poco appeal”…
Una cosa però è vera: la mafia se ne strafrega degli scudi fiscali, non è che esporta capitali all’estero in attesa che venga varato lo scudo. Se lo fa è perché ci sono motivazioni di un certo tipo, altrimenti quei soldi rimangono in Italia, ovviamente sempre frodati al fisco. Non vale cmq come giustificazione, mi pare ovvio. Anche perché un capitale criminale è conveniente diventi qualcosa di cui si interessi il fisco e la GdF, sarebbe un grosso problema non rimanere trasparenti allo Stato. Lo scudo si fa per chi ha esportato i capitali all’estero onde evitare di pagare le tasse, tipo gli Agnelli in Svizzera ad esempio…
La lista Pessina era gente di questo tipo…
uao sei un vero falco. Il dottor stranamore del centrodestra italiano.
Risposta a unpirlaqualsiasi:
Primo, e giusto per capirci, ai condoni varati tra il 2001 e il 2005 dal centrodestra, hanno aderito anche: i Ds, la Cgil, Unipol, la moglie di Romano Prodi e Beppe Grillo. Giusto per chiaririci.
In secondo luogo, esistono paesi come il Belgio, se non erro, che hanno varato anch’essi uno scudo fiscale, prevedendo un’aliquota del 9%. Non mi sembra tanto diversa da quella voluta da Tremonti.
Terzo, i capitali all’estero vanno da sempre, è da più di 30 anni che affluiscono ad esempio in Svizzera. Fare i moralisti o gli schifiltosi non ha senso: è da utopisti o da ipocriti. Io non appartengo ad alcuna delle due categorie.
La differenza, in ultimo, c’è eccome: un conto è il “normale” evasore fiscale, l’Ezio Mauro di turno, per capirci; un conto è il mafioso. C’è una differenza, o no?
Inoltre, nella sua prima formulazione – ignoro che fine abbia fatto questa previsione – lo scudo fiscale prevedeva che spettasse al beneficiario dimostrare la provenienza lecita dei danari da condonare. Dunque si poteva aderire alla sanatoria, solo a patto di aver dimostrato che i soldi non erano frutto di un’attività criminosa.
In ultimo ancora, e sempre perché con la demagogia ci si pulisce il culo: numerose nazioni stanno adottando scudi fiscali. Talché….
Risposta a Simone:
Ma la cazzata è stata fatta solo per la sospensione delle norme anti-riciclaggio. Per il resto il provvedimento io l’approvo…
Cam, io non ho detto che siamo solo noi a farlo. Ho detto che è poco. Ammetterai che tra il 5 e il 9% non c’è poca differenza, ma è quasi il doppio. E se parli di centinaia di milioni di euro, la differenza non è proprio esigua. Poi mi pare che gli Stati Uniti richiedano una “tassa” intorno al 40%, per dire.
Poi, come ben saprai, stavolta non si tratta di un semplice scudo fiscale, ma di un vero e proprio condono senza dover dichiarare la provenienza dei soldi che tornano.
La differenza tra L’ezio Mauro di turno e la mafia, la vedo. Tra i grandi e piccoli imprenditori che hanno frodato sistematicamente al fisco per anni (e non solo pochi spiccioli per una casa) non la vedo. Si tratta pur sempre di somme enormi, di cui non ci è dato (e non ci sarà mai dato) sapere quale sia l’origine e cosa andassero (o andranno) a finanziare.
Tutti ben consci che non un euro di quelli importati verrà reinvestito nelle imprese e andrà ad alimentare l’economia italiana.
In ultimo, la solita storia di chi abbia usufruito dei condoni, sai che con me non attacca. Per me sono tutti uguali: il male è il condono, non i condonati. Ovvio che se mi dai la possibilità di evadere senza pagare praticamente nulla, io lo faccio. Il condono non è un’escamotage fiscale inventata da un commercialista furbo: è un provvedimento adottato dal governo, come tutti i condoni fiscali, edilizi e tombali. Stupido sarebbe chi non se ne avvalesse, quando ne avesse necessità. L’errore è di chi lo mette a disposizione di tutti. Peggio ancora se nonfa differenza tra il poveraccio che non ha pagato perché s’è dimenticato di pagare le tasse e chi crea fondi neri all’estero.
Risposta a unpirlaqualsiasi:
Allora, siccome per te i condoni sono un male in sè, inizia a mostrare indignazione per i condoni fatti dal centrosinistra, di cui uno era valevole come amnistia. Poi ne riparliamo.
Quanto alla provenienza, ho già risposto: si prevedeva che dovesse essere il beneficiario a dimostrare la “provenienza lecita” dei soldi…e credo la norma sia ancora in vigore, anzi sicuramente lo è…
Cam, leggevo la risposta del sito governoberlusconi.it del 30 settembre alle accuse mosse dopo il famoso emendamento: lì viene scritto che non solo rimane fermo l’obbligo del contribuente di dimostrare che la sua esportazione di fondi era lecita per evitare di essere dichiarato evasore fiscale, ma che l’allentamento delle maglie legislative riguarda alcuni aspetti amministrativi delle società e non tocca in alcun modo i capitali della criminalità organizzata. Ti copio-incollo:
“Lo scudo contiene una sorta di condono limitato ai reati tributari e contabili; eppure la sinistra si ostina a divulgare la falsa verità che questa immunità sarà estesa anche a reati penali, addirittura di malavita organizzata e di terrorismo. Nulla di più falso, non sta scritto da nessuna parte.”
Quindi non solo non ci sarebbe alcun reale errore, ma come al solito la sinistra ha provato a ribaltare le carte in tavola. Ho provato ad incrociare i testi sul sito parlamento.it ma non avevo tempo oggi…
Risposta a Simone:
Devo approfondire la cosa…