Lo scudo fiscale non sospende le norme antiriciclaggio

La sinistra italiana

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Non c’è niente da fare: qualunque cosa dica la sinistra, purtroppo, è falsa fino a prova del contrario. Una verità, questa, che dovrebbe essere ben nota a tutti. E invece capita, anche al sottoscritto, di dimenticarla, e di prendere per buono ciò che da quella parte venga detto. Ma veniamo al dunque.

Quando è stato approvato il cosiddetto scudo fiscale, lor signori sinistri hanno sentenziato: “Ora potranno essere rimpatriati anche i capitali detenuti dalla criminalità organizzata, in quanto vengono sospesi i controlli antiriciclaggio”. E’ vero tutto ciò?

Assolutamente no! A dirlo è un documento del Ministero dell’Economia e della Finanze, dal titolo “Circolare sull’operatività connessa con lo “scudo fiscale” di cui all’art. 13-bis del decreto legge 10 luglio 2009 n. 78, ai fini antiriciclaggio“, che mira ad eliminare ogni dubbio in proposito, e di cui riporto ampi stralci:

“Poiché tali disposizioni hanno posto taluni dubbi interpretativi circa l’impatto della disciplina del cd. “scudo fiscale” sugli obblighi antiriciclaggio vigenti, si forniscono le precisazioni che seguono.

L’art. 17 del decreto legge n. 350/2001, convertito dalla legge n. 409/2001, richiama gli obblighi antiriciclaggio (identificazione, registrazione e segnalazione di operazioni sospette) di cui al decreto legge 3 maggio 1991, n. 143, convertito dalla legge 5 luglio 1991, n. 197. Quest’ultimo provvedimento è stato abrogato dal citato decreto legislativo n. 231/2007, che ha dato attuazione in Italia alla direttiva 2005/60/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio. Lo stesso decreto n. 231/2007, nel ridefinire la normativa italiana in materia di prevenzione e contrasto del ricic1aggio e del finanziamento del terrorismo, è pertanto divenuto il nuovo riferimento legislativo in materia.

Il richiamo, ai sensi dell’ art. 17, agli obblighi antiriciclaggio (identificazione, registrazione e segnalazione di operazioni sospette) di cui all’abrogata legge n. 197/1991, deve quindi essere più correttamente inteso come effettuato alla normativa antiriciclaggio vigente.

Ne deriva che trovano applicazione al cd. “scudo fiscale” tutti i presidi antiriciclaggio previsti dal decreto legislativo n. 231/2007, in termini di obblighi di adeguata verifica, di registrazione e di segnalazione di operazioni sospette.

Conseguentemente, i soggetti destinatari degli obblighi antiriciclaggio che intervengano nel perfezionamento delle procedure/operazioni di rimpatrio o di regolarizzazione:

- devono provvedere all’adeguata verifica della clientela, con modalità ordinarie o rafforzate commisurate alla specifica situazione di rischio, nonché alla registrazione dei dati;

- sono tenuti all’obbligo di segnalazione di operazioni sospette nei casi in cui sanno, sospettano o hanno motivi ragionevoli per sospettare che le attività oggetto delle medesime procedure siano frutto di reati diversi da quelli per i quali si determina la causa di non punibilità di cui al citato comma 4 dell’articolo 13-bis (…).

Pertanto, nella valutazione delle operazioni finalizzate all’emersione, si dovrà tenere conto del comportamento del cliente e di ogni altra circostanza di fatto conosciuta o disponibile nell’ambito dell’adeguata verifica svolta, attribuendo un ruolo centrale alle informazioni riguardanti l’origine dei fondi, soprattutto se le operazioni di rimpatrio sono effettuate in contanti nonché alla valutazione della congruità tra il valore dell’operazione di rimpatrio o di regolarizzazione ed il profilo del cliente“.

Ora, a milioni di italiani è stato fatto credere, con l’inganno e la menzogna, che con lo scudo fiscale la criminalità organizzata avrebbe potuto rimpatriare “danaro sporco”.

Chi dirà loro che non è vero? La Repubblica, il Corriere della Sera, la Stampa? I telegiornali della Rai?

Attendiamo di saperlo.

P.S.: nemmeno Libero e Il Giornale hanno pubblicato questa notizia. Complimenti.

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21 Commenti a “Lo scudo fiscale non sospende le norme antiriciclaggio”

  1. Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….

    Quando è stato approvato il cosiddetto scudo fiscale, lor signori sinistri hanno sentenziato: “Ora potranno essere rimpatriati anche i capitali detenuti dalla criminalità organizzata, in quanto vengono sospesi i controlli antiriciclaggio”. E’ v…

  2. Lo scudo fiscale non sospende le norme antiriciclaggio…

    Quando è stato approvato il cosiddetto scudo fiscale, lor signori sinistri hanno sentenziato: “Ora potranno essere rimpatriati anche i capitali detenuti dalla criminalità organizzata, in quanto vengono sospesi i controlli antiriciclaggio”. E’ v…

  3. Lo scudo fiscale non sospende le norme antiriciclaggio…

    Quando è stato approvato il cosiddetto scudo fiscale, lor signori sinistri hanno sentenziato: “Ora potranno essere rimpatriati anche i capitali detenuti dalla criminalità organizzata, in quanto vengono sospesi i controlli antiriciclaggio”. E’ v…

  4. Simone82 scrive:

    Grazie Cam di esserti informato. Per la verità già il sito del governo (non quello istituzionale però), come ti dissi a suo tempo, sottolineava che non c’era alcuna sospensione.
    Ora questo linketto ce lo teniamo da parte e lo sbattiamo in faccia a chiunque osi ancora rompere i maroni a tal guisa.

    Quindi possiamo aggiornare il conto: zero errori gravi commessi fino ad ora dall’esecutivo! :mrgreen:

  5. camelot scrive:

    Risposta a Simone:
    Grazie a te per avermi fatto notare la cosa, anche perché la circolare in questione è un atto ufficiale, che indica come vada interpretata e applicata la norma dello scudo fiscale. ;)

  6. Fra scrive:

    Quello che hai scritto è tutto vero, ma ti assicuro, e lo so per certo (no, non ho soldi da rimpatriare purtroppo) che il modo di rimpatriare i soldi si trova, qualsiasi sia la cifra e qualsiasi sia la loro provenienza. e ti dirò di più, tecnicamente è perfettamente possibile anche “scudare” soldi che non si sono mai mossi dall’italia.
    Non so e non mi interessa sapere se ciò è dovuto ad una cattiva scrittura della legge o ad una sua cattiva interpretazione, oppure hanno deliberatamente voluto che fosse così, ma così come lascia talmente tanti spazi di manovra che in pratica si può far ciò che si vuole.
    Tuttavia, è vero che i controlli antiriclaggio non sono sospesi, che lo siano è una bugia, ma che riciclare soldi sia comunque possibile è la triste realtà.
    Come forse ricorderai lavoro in un ambiente dove di soldi ne girano a fiumi, e certe cose si sanno per esperienza sul campo.

  7. camelot scrive:

    Risposta a Fra:
    A me interessava chiarire questo specifico punto: le norme antiriciclaggio non sono sospese. Si è fatto un gran casino, in proposito, e si sono dette una marea di cazzate. Chi rimedierà alle false accuse?

  8. John Doe scrive:

    Ok.
    Ma visto che lo scudo prevede l’anonimato e che i soggetti che dovrebbero segnalare le irregolarità sono quelli la cui parcella è funzione della quantità di capitali scudati secondo te da che parte tirano gli incentivi?

  9. camelot scrive:

    Risposta a John:
    Con i retropensieri non si va da nessuna parte…

  10. Fra scrive:

    Cam tecnicamente non sono assolutamente sospese, nella pratica, per chi sa come muoversi, e dubito che chi ha milioni di euro da ripulire non sappia, si.

  11. camelot scrive:

    Risposta a Fra:
    Tecnicamente, chi ha milioni di euro da ripulire, sa come farlo. A prescindere dal fatto che possa avvalersi dello scudo fiscale…

  12. John Doe scrive:

    @Camelot

    Non è retropensiero, solo un ragionamento. Davo per acquisito il tuo punto di vista e provavo a fare un passo in avanti. Cmq se porre domande da fastidio eviterò di farlo.
    Siamo tutti felici che le norme non siano sospese e lieti che le banche possano fare maggiori profitti che potranno poi redistribuire ai loro azionisti sotto forma di dividendi e, nel caso non dovessero distribuire dividendi, siamo contentissimi che le banche possano rafforzare il loro patrimonio mediante le riserve così potranno anche aumentare gli impieghi.
    Meglio così?

  13. camelot scrive:

    Risposta a John:
    Ciascuno può fare quello che crede, come e quando ritenga. E tuttavia, io non ho esposto il mio punto di vista: ho semplicemente riportato una circolare del Mef, che spiega come le norme antiriciclaggio rimangano in vita. Chiamasi: fatto! Che è cosa diversa da un’opinione.

  14. John Doe scrive:

    @Camelot
    Sei autorizzato ad editare il mio commento e sostituire le parole “il tuo punto di vista” con “il fatto da te riportato” ma non mi sembra che la sostanza cambi granchè. Ripeto è un dato acquisito.
    Al di là delle schermaglie semantiche il mio ragionamento continua a sembrarti così campato in aria? se il controllore è pagato dal controllato, anzi se il ricavo del controllore dipende in maniera diretta dalla quantità di capitali che il controllato fa rientrare non pensi che ciò possa creare qualche problema?

  15. camelot scrive:

    Risposta a John:
    Ovvio che sì, ma si tratta di una opinione, converrai. Non è detto, infatti, accada..

  16. John Doe scrive:

    Ok. Convengo, siamo nel campo delle opinioni.

    Quindi affermare che “con lo scudo fiscale la criminalità organizzata avrebbe potuto rimpatriare “danaro sporco” ” non è proprio frutto, esclusivamente di “inganno e menzogna”.
    Basta trovare una banca che sia disposta a chiudere un occhio sui controlli, gli unici previsti, che dovrebbe fare ma non ha interesse a fare.
    Certo la banca commetterebbe un illecito, anzi un crimine, ma la garanzia dell’anonimato, le difficoltà degli accertamenti ed i tempi della giustizia secondo me definiscono una struttura degli incentivi ben precisa.

  17. camelot scrive:

    Risposta a John:
    “Quindi affermare che “con lo scudo fiscale la criminalità organizzata avrebbe potuto rimpatriare “danaro sporco” ” non è proprio frutto, esclusivamente di “inganno e menzogna”.
    Invece è frutto d’inganno e di menzogne, perché i controlli antiriciclaggio non sono stati eliminati, e tanto deve bastare. Perché esiste il codice penale, e gli intermediari sono tenuti sotto controllo. Inoltre, come già ho detto in un commento a Fra: chi deve lavare “danaro sporco”, non ha bisogno dello scudo fiscale. Seguendo il tuo ragionamento, può tranquillamente e quotidianamente avvalersi di compiacenti professionisti…

  18. John Doe scrive:

    Offre solo uno strumento in più

  19. Ivana scrive:

    Cari amici saputelli, forse dovreste leggere e studiare di più, ciò che il “vostro” parlamento scrive, prima di parlare: vi riporto ciò che dice, testualmente, la legge n. 141 del 3 ottobre 2009, che converte in legge e modifica l’art. 13bis del decreto legge 3 agosto 2009 (lo “scudo fiscale” n. 1, poi modificato in ottobre):

    “….ne’ comporta l’obbligo di segnalazione di cui
    all’articolo 41 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231,
    relativamente ai rimpatri ovvero alle regolarizzazioni….” ecc. ecc.: le regolarizzazioni sono quelle dei capitali esportati in frode al fisco, ora appunto regolarizzati.

    Allo stato attuale, la legge suona dunque così: comma 3 dell’art. 13bis:

    “Il rimpatrio ovvero la regolarizzazione si perfezionano con il pagamento dell’imposta e non possono in ogni caso costituire elemento utilizzabile a sfavore del contribuente, in ogni sede amministrativa o giudiziaria, civile amministrativa ovvero tributaria, in via autonoma o addizionale, con esclusione dei procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, ne’ comporta l’obbligo di segnalazione di cui all’articolo 41 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, relativamente ai rimpatri ovvero alle regolarizzazioni per i quali si determinano gli effetti di cui al comma 4, secondo periodo»” [gli effetti a cui la fine della norma si riferisce sono quelli di "non punibilità" per certi reati tributari].

    Noterete la lapalissiana chiarezza della norma, da cui voi traete (con la circolare) le vostre conclusioni. Sapete cosa si nasconde in genere dietro la confusione normativa?

    La circolare dell’Agenzia delle entrate dice, in effetti, il contrario. Ma voi che siete così scaltri e convinti, sapete quale norma prevale tra quella della legge e quella, contraria, di una circolare?

    Provate a immaginare di essere una banca, per cui la legge “esclude” l’obbligo di segnalazione (lo si è visto). La circolare invece lo afferma. Voi, nel dubbio, cosa fate? Perdete tempo e danaro a segnalare clienti “sospetti” di attuare operazioni di riciclaggio? seguite cioè la circolare, o la legge (che esclude il vostro obbligo, in contrasto con quanto già previsto dal 2007 e conforme a una direttiva comunitaria antiriciclaggio)?

    Questo per dire come le cose non stiano affatto come voi (il governo, e l’agenzia delle entrate) sostenete (sostengono).

    Un caro saluto,

    Ivana

  20. Ivana scrive:

    Un’ultima precisazione: le considerazioni che ho svolto, in quanto operatrice di settore, potranno sembrarvi banali. Ma la realtà è assai più complessa, e sulla base delle norme (della confusione normativa, anche di natura penale) dello scudo fiscale si possono e si potranno fare tante cosette interessanti, soprattutto se si è in cerca di una scappatoia per far rientrare (o per mantenere in patria, magari gonfiati) soldini “neri” (!!!).

    Attendo vostri commenti, sperando saranno più ragionati e critici dei precedenti, e meno … “ideali”.

    Ivana

  21. camelot scrive:

    Risposta ad Ivana:
    Sommessamente: prima di sdottoreggiare, uno dovrebbe leggere. Prima di venire qui a fare la saputella, si dovrebbe avere l’umiltà di approfondire. Sei talmente animata da odio ideologico, che non ti sei nemmeno presa la briga di leggere la circolare. Che, mia cara Ivana, ripete pedissequamente quanto da te riportato. Ma poi, e qui sta il punto, chiarisce come la normativa antiriciclaggio rimanga in vigolere. Leggi qui. Inoltre faccio presente che, da che mondo è mondo, le circolari servono a chiarire i contorni del quadro normativo, spesse volte integrandoli. E’ prassi. Sarai anche una operatrice del settore, come dici, ma ti vedo un po’ troppo a digiuno di pratica. Forse starai facendo ancora il tirocinio come commercialista. Chissà.

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