Cosentino deve dimettersi da sottosegretario

Ogni imputato è innocente fino a prova del contrario e fino a sentenza definitiva di condanna: questo vale per i cittadini comuni, come per i politici. Lo stabilisce la nostra Costituzione, al secondo comma dell’articolo 27. Non lo si può ignorare.

Ciò detto, quanto si è verificato negli ultimi giorni, ci si riferisce alla richiesta d’arresto formulata a carico del sottosegretario Nicola Cosentino, sollecita una riflessione che deve avere un orizzonte più ampio di quello offerto dal dettato costituzionale. Perché quest’ultimo, da solo, non fornisce risposte esaustive ad alcuni interrogativi più che legittimi.

E’ opportuno, politicamente parlando, che una persona sul cui capo pende un’accusa di connivenza con alcuni clan camorristici, faccia parte del governo che guida la Nazione? E’ opportuno, per lo stesso esecutivo in carica – che della lotta alla criminalità organizzata ha fatto e fa una propria bandiera -, avere al proprio interno un uomo al cui indirizzo vengano mosse imputazioni tanto gravi?

La risposta, a nostro avviso, non può che essere una: no, non è opportuno.

Cosentino farebbe bene a rendersene conto, e a rassegnare le dimissioni da sottosegretario.

Il suo gesto sarebbe apprezzato, ed evidenzierebbe rispetto per le Istituzioni e per la coalizione di cui fa parte.

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17 Commenti a “Cosentino deve dimettersi da sottosegretario”

  1. Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….

    Ogni imputato è innocente fino a prova del contrario e fino a sentenza definitiva di condanna…

  2. Cosentino deve dimettersi da sottosegretario…

    Ogni imputato è innocente fino a prova del contrario e fino a sentenza definitiva di condanna…

  3. Cosentino deve dimettersi da sottosegretario…

    Ogni imputato è innocente fino a prova del contrario e fino a sentenza definitiva di condanna: questo vale per i cittadini comuni, come per i politici. Lo stabilisce la nostra Costituzione, al secondo comma dell’articolo 27. Non lo si può ignorare….

  4. francisc scrive:

    è normale che non si dimettono,
    dovrebbe essere scritto per legge che i politici debbono avere un certificato di antimafia come per quelli che aprono le imprese, senza aspettare la cassazione.
    è giusto che bisogna aspettare la sentenza definitiva, però se uno viene condanatto al primo grado, quanto vale la sentenza!! almeno per ruoli delicati e importanti come i politici e forze dell’ordina bisogna darli piu peso, ovvero allontanarli e poi se vengono assolti in seguito reintegrarli.
    non transigo che in politica c’è gente come dell’utri o andreotti

  5. camelot scrive:

    Risposta a francisc:
    Perdonami, Cosentino è indagato, nulla in più. Inoltre, siccome è un imprenditore, è altamente probabile disponga di un certificato antimafia.
    Il garantismo è doveroso, almeno quanto il rispetto della Costituzione che statuisce l’innocenza di ogni imputato fino a prova del contrario e sentenza definitiva di condanna.
    Se si attribuisce ad un’indagine il potere di far fuori un politico, o un’intera classe politica, si apre la strada ad ipotesi inquietanti e golpistiche. Perché è sufficiente che 4 persone dichiarino un politico colpevole di qualcosa d’infamante, perché questi venga estromesso – ad esempio – dal governo…
    Far fuori i nemici, facendo ricorso ad inchieste giudiziarie, è un’arma politica da sempre usata nei regimi dittatoriali. Ripeto: bastano 4 persone, e si ammazza la democrazia.
    Altro discorso, invece, è quello dell’opportunità politica…del farsi da parte spontaneamente…

  6. ruys scrive:

    sono perfettamente d’accordo, anche se non conosco i dettagli e faccio un discorso generale.
    garantismo per la persona, ma questa deve dimostrare senso di responsabilita verso il governo e verso il paese dimettersi da ruolo di governo subito. nessuno e’ indispensabile in democrazia.

    ps tralaltro non avevi gia parlato tu tempo addietro di cosentino non in una gran luce? magari mi sbaglio.

  7. camelot scrive:

    Risposta a ruys:
    Questa vicenda, come tante, è torbida: un anno fa, l’Espresso pubblicò atti secretati (in violazione del segreto istruttorio) in cui si riferiva delle accuse mosse a Cosentino da alcuni pentiti di Camorra. Il diretto interessato, in questo modo, è venuto a conoscenza della cosa (non aveva nemmeno ricevuto un avviso di garanzia). Per un anno ha chiesto invano, anche pubblicamente, di essere ascoltato dagli inquirenti. E, guarda caso, a pochi giorni dall’ufficializzazione della sua candidatura a governatore della Campania, è arrivata la richiesta d’arresto…

  8. Fra scrive:

    “La risposta, a nostro avviso, non può che essere una: no, non è opportuno.”

    Rimango basito, allibito e stupito!

    P.S. non c’entra una mazza ma è un po’ che voglio chiedertelo, ma perchè usi il plurale maiestatis?

  9. domenico scrive:

    Le domande che mi pongo:
    cosentino risulta iscritto nel registro degli indagati dal 2001; la richiesta d’arresto arriva nel 2009 (una era già stata rifiutata); insomma otto anni di indagini…

    1) cosentino ufficialmente (non certo con le fughe di notizie sui giornali) quando è venuto a conoscenza dell’inchiesta; cioè quando i magistrati l’hanno avvertito?

    2)in tutti questi anni quante volte i magistrati hanno sentito cosentino? perchè io non so come funziona ma prima di chiedere l’arresto di qualcuno lo vorrei sentire!

  10. francisc scrive:

    bastano 4 persone per aprire una inchiesta giudiziaria e diffamarlo, ma di certo non a condannarlo al primo grado
    io voglio solo dare piu importanza al primo e secondo grado, altrimenti che senso ha fare tre gradi?

  11. camelot scrive:

    Risposta a francisc:
    Francis, un’eventuale condanna in primo grado, può essere ribaltata da un’assoluzione in secondo grado! C’è la Costituzione, da rispettare. E come ho detto, se non si fa questo, si dà la possibilità a poche persone di fare un golpe…

  12. camelot scrive:

    Risposta a domenico:
    Ho fatto rilievi analoghi in un commento. Ciò detto, alla fine contano la richiesta d’arresto e le imputazioni. E la domanda da farsi non può che essere: è opportuno che rimanga dov’è? O ancora: è opportuno che si candidi alla guida della mia Regione?
    Per me, no!

  13. camelot scrive:

    Risposta a Fra:
    Perché “Io” fa schifo….

  14. Simone82 scrive:

    Discorso condivisibile ma foriero purtroppo di ricadute potenzialmente spaventose: se si instaurasse l’obbligo di chi è indagato di dimettersi dalle sue cariche pubbliche rischierebbe di mettere la politica interamente in mano alla magistratura. Sappiamo che ciò è già successo più di una volta, e non a caso i padri costituzionali avevano inserito l’immunità per i parlamentari: io credo che a fronte della necessità di indagini serva una misura di contrappesi, altrimenti ogni magistrato deviato (sono pochi ma ce ne sono purtroppo) può decidere di modificare il voto democraticamente espresso facendo cadere governi o scegliendo i candidati.
    Purtroppo questa è la triste realtà: le accuse a Cosentino per altro sono abbastanza ridicole, perché da quello che mi è dato sapere si basano su memorie piuttosto ballerine di pentiti che diventano tali solo quando sono arrestati. E non c’è ancora un riscontro con la realtà dei fatti, tanto che si tratta di un arresto preventivo e non susseguente ad un processo quanto meno avviato. L’impressione è che se Cosentino si fosse ritirato dalla sua candidatura forse la richiesta d’arresto non sarebbe arrivata, anche perché si basa su “pentimenti” avvenuti oltre 1 anno fa.
    Purtroppo toccherebbe trovare un punto di equilibrio ma non è facile finché ci sarà una casta di intoccabili che basta criticare un tantinello che ti danno del dittatore e del favoreggiatore della criminalità, ti indagano, ti accusano di robe assurde (guardare i casi Mastella e Castelli). Purtroppo è un dato di fatto: senza Berlusconi la giustizia sarebbe stata riformata probabilmente da tempo. Attualmente invece basta toccare una virgola che subito si grida alle leggi ad personam.

  15. enzo sara scrive:

    Cam, doppia premessa. La prima: non conosco assolutamente Cosentino, nè sul piano umano nè sotto il profilo politico, e quindi non ho alcun elemento di valutazione. La seconda: in linea di principio, tu hai ragione da vendere e in un Paese normale le tue sarebbero verità sacrosante (anch’io sono convinto che alla fine si opterà per una diversa candidatura alla Presidenza della Regione Campania). Però torniamo al punto di partenza: in questo modo si concede alla magistratura – o, meglio, a certe sue frange e a certi pm d’assalto – il diritto e il potere di fare e disfare giunte e governi, di distruggere uomini politici a proprio piacimento e addirittura di intervenire come se partecipassero alle “primarie” decidendo chi può o non può candidarsi, in quali casi e per quali persone sia opportuno o meno correre per una determinata carica. Tutti compiti, questi, che spetterebbero invece al popolo sovrano. E ciò che tu dici giustamente a proposito di una condanna di primo grado vale a maggior ragione per una richiesta di arresto. Sulla quale, forse è perfino inutile ribadirlo, pesano dubbi grandi come macigni. Non per il merito della questione, che non conosco, ma per metodi e tempi. Le prime accuse a Cosentino risalgono al settembre 2008, oltre un anno fa, pubblicate in grande evidenza dall’Espresso a cui qualcuno aveva soffiato stralci di verbali. In un anno e passa c’è tutto il tempo di darsi alla fuga, inquinare le prove, reiterare il reato: come ben sai, sono i soli tre casi in cui è previsto l’arresto, oltre ovviamente alla flagranza. E allora a che serve chiedere l’arresto adesso, se non a farselo rifiutare dalla Camera e a “bruciare” nel contempo il politico in questione?
    La permanenza di Cosentino nel governo, comunque, non cambierebbe la realtà per cui il governo ha fatto della lotta alla criminalità una sua bandiera, se è vero come è vero che duecento tra camorristi e mafiosi sono stati arrestati da questo esecutivo di cui Cosentino fa parte (te ne sei brillantemente occupato anche tu). Ecco perchè io invocherò dimissioni di un rappresentante della mia parte politica o di quella avversa solo di fronte a una sentenza passata in giudicato. Non riesco, vista la politicizzazione delle toghe e una casistica ormai troppo lunga e nutrita, ad aspettare “fiducioso che la magistratura faccia il suo corso”. Probabilmente anche Enzo Tortora aspettava fiducioso, ma non è più tornato in tv a fare il suo mestiere. Mentre la Giustizia andava avanti a passo lento, si ammalò di tumore e morì poco tempo dopo l’assoluzione.
    Ti saluto e mi scuso per la lunghezza del post. Ma credo che certi interventi vadano argomentati, onde evitare equivoci.

  16. camelot scrive:

    Risposta ad enzo e Simone:
    Domanda: conviene al governo Berlusconi avere al proprio interno un uomo accusato di concorso esterno in associazione camorristica? O è un regalo che si fa all’opposizione, ai dipietristi in primis?

  17. ruys scrive:

    risposta a simone82:
    si ma cosentino non è stato eletto al governo, è stato eletto al parlamento. nessuno gli chiede di dimettersi da parlamentare. ma forse è inopportuno che continui la sua funzione di governo, o riteniamo che sia insostituibile e che sia un’attacco della magistratura per rompere il funzionamento della macchina governativa? io non lo credo.
    diamo potere alla magistratura di fare e disfare i governi? mah. ci sono ministri molto odiati dalla magistratura che non hanno avuto avvisi di garanzia mi pare. io do piena solidarieta a cosentino, potrei arrivare a dire che la sua candidatura non è a rischio per questo (è a rischio perche una fetta del partito non lo vuole). nessuno deve essere costretto a non candidarsi perche indagato, ma dobbiamo guardare oltre al caso personale secondo me.

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