Global Warming: la più grande truffa ai danni dell’umanità (probabilmente)

Global Warming Riscaldamento globale foto

Per anni hanno dominato incontrastate: come verità assolute.

Per anni hanno determinato l’agenda politica di nazioni ed organismi internazionali, paventando scenari apocalittici, da Armageddon.

Parliamo delle teorie sul Global Warming, sul riscaldamento globale (o Climate Change); teorie che, giusto qualche giorno fa, sono finite al centro di quello che si preannuncia come il più grande scandalo di tutti i tempi.

Ecco i fatti.

Il 19 novembre, un hacker – o comunque un pirata informatico – è riuscito a penetrare all’interno del server che custodiva le mail di alcuni scienziati del Centro di ricerche sul clima (Cru) dell’Università dell’East Anglia in Inghilterra. Dopo aver fatto questo, il cyber-pirata ha riversato il contenuto di queste “epistole elettroniche” (più di 1000) su un server russo. In questo modo, le mail hanno fatto il giro del globo e sono state scaricate e lette, probabilmente, da milioni di persone.

E’ iniziato, allora, il tam-tam della blogosfera, e la notizia più importante è venuta a galla: gli scienziati, nelle loro corrispondenze private, parlavano esplicitamente della necessità di manipolare i dati riguardanti il surriscaldamento globale. Facevano riferimento al bisogno di alterare le “serie storiche”, perché altrimenti la “grande truffa”, il cosiddetto climate change di origine antropica, sarebbe apparso, all’opinione pubblica e ai governi, come un’impostura.

Alcune mail sono state tradotte in italiano dai pochi giornali che hanno dato la notizia.

Possiamo considerare quelle pubblicate dal Corriere della Sera, e il cui contenuto è stato confermato dagli stessi scienziati che le hanno scritte.

Ecco la mail vergata il 19 settembre 1996 da Gary Funkhouser, del Laboratory of Tree-Ring Research, dell’Università dell’Arizona, Tucson (un lettore abituale di questo blog, si collega ogni giorno dalla medesima Università):

Vorrei veramente essere più positivo su quel materiale, ma giuro che ho usato tutti i trucchi che conosco per tirarne fuori qualcosa…I dati sono interessanti, ma c’è troppa variazione e non credo che sarebbe produttivo manipolare la statistica cronologica più di quanto non abbia già fatto”.

Passiamo alla mail scritta il 16 novembre 1999 da Philiph Jones, del Climate Research Unit, dell’Università dell’East Anglia:

Ho appena completato il trucco di Mike di aumentare le temperature di ogni serie degli ultimi 20 anni (dal 1981 in poi), in modo da nascondere il declino….”.

Soffermiamoci giusto un istante su quest’ultima.

Com‘è facile intuire, lo scienziato fa riferimento al fatto che il cosiddetto “riscaldamento globale”, negli ultimi 20 anni, si sia ridotto, sia diminuito. Da qui, il bisogno di manipolare i dati. Andiamo avanti.

Passiamo alla mail redatta il 12 ottobre 2009 da Kevin Trenbert del National Center for Atmospheric Research di Boulder, in Colorado:

…Il fatto è che al momento non possiamo rendere conto della mancanza di riscaldamento, è una finzione che non ci possiamo permettere…I dati sono sicuramente sbagliati. Il nostro sistema di osservazione è inadeguato”.

Veniamo, poi, ad un’altra mail, questa volta pubblicata da Il Foglio. La “lettera”, in questo caso, fa riferimento al “codice”. Cioè: “Il programma usato per costruire il dataset delle temperature medie superficiali i cui dati provengono dalle osservazioni sparse per il mondo (sia terrestri sia superficiali) e, dopo essere stati trattati, ovvero normalizzati in una griglia, corretti in base a molti parametri (tra cui il coefficiente di correzione per le isole di calore, per esempio), vengono mediati su scala spaziale globale e su scala temporale mensile”.

La mail è stata scritta dallo stesso programmatore del codice, che consiglia di:

Non inserire nel grafico [dati] successivi al 1960 perché questi saranno artificialmente aggiustati per sembrare più simili alle vere temperature”.

Per il momento, ci si ferma qui: ritorneremo sull’argomento quando si avranno a disposizione altre informazioni.

Prima di chiudere, però, è bene fornire alcuni link:

Qui, trovate tutte le mail “rubate” (naturalmente le scaricate a vostro rischio e pericolo).

Ancora: Climategate: the final nail in the coffin of ‘Anthropogenic Global Warming’? (Daily Telegraph). Fuga di notizie, clamoroso. Il fattore umano. L’alba del giorno dopo. Non è mai troppo tardi, o forse sì! Climagate, il realismo di Spencer. L’oasi del Foglio (Climate Monitor). Il giallo delle email rubate «Sul clima dati falsificati» (Corriere della Sera). Climate sceptics claim leaked emails are evidence of collusion among scientists (Guardian). Hackers target leading climate research unit (BBC). Mistero su Internet, un pirata svela i trucchi del global warming (Il Foglio). Il crollo degli idoli (Carlo Stagnaro dell’Istituto Bruno Leoni). Clima. E se i buoni fossero i cattivi? (Chicago Blog).

Da leggere anche: Climategate, aggiornamenti.

Leggi altre news su per il Popolo delle Libertà.



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48 Responses to "Global Warming: la più grande truffa ai danni dell’umanità (probabilmente)"

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