Lidia Ravera: fascista e razzista si nasce, e io modestamente lo nacqui (o lo nacquebbi)

Lidia Ravera è una delle massime intellettuali di sinistra viventi; donna raffinatissima, e di rara cultura.

Le sue analisi, dotte e profonde come poche, sono un faro che illumina la notte a giorno; un‘autentica apokalypsis:

Condoleezza Rice, indubitabilmente nera e senza alcun dubbio donna, certamente afflitta da una vita di mestruazioni a cui, probabilmente, data l’età, è seguita la mai troppo rimossa menopausa. Le compagne “vecchie” (o vecchie compagne?) hanno provato un brivido di orgoglio, per così dire, castale nell’apprendere che un essere umano di tipo femminile, nero e pure di mezz’età (tre sfighe in una persona sola) era assurto a una delle massime cariche del mondo, quello di complice number one di un personaggino come George W. Bush (…). Condoleezza, con quelle guancette da impunita, è la “lider maxima” delle donne-scimmia”.

In quanto pacifista contraria alla politica estera di Bush mi sparerei un colpo. In quanto femminista lo sparerei direttamente a lei, il colpo… “con dolcezza”!”.

E ancora:

C’è qualcosa di molto femminile, in Renato Brunetta: il garretto corto, un che di rilassato nelle guance, l’allargarsi del girovita che si perde nei fianchi, la lenta vastità del collo, una generale grassoccia allegria da divoratrice di cioccolatini”.

Rassomiglia, il Ministro, alla tipica signora di “una certa età” che l’estetica televisiva discrimina senza un’ombra di compassione, per quanti tacchi applichi alla sua massa corporea di brevilinea sedentaria (…)”.

Per coerenza estetica consiglierei l’eliminazione della cravatta, che gli arriva, tra l’altro, alle ginocchia”.

Che eleganza.

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