La costruzione della laicità: un esempio che viene dal Canada

Crocifisso Stella di David Mezzaluna foto

“L’albero di Natale da esporre davanti al Municipio: è giusto o no? Una coppia di testimoni di Geova si oppone ad una trasfusione di sangue: che fare? A scuola ci sono bambini islamici: serve un menù apposta, senza maiale? È giusto il divieto di portare il velo, se riguarda un torneo femminile di taekwondo? Non siamo in Italia, ma potremmo. Sono interrogativi che investono tutto l’Occidente. E in questo caso, se li sono posti in Canada. In Québec, per essere esatti.

La questione delle “concessioni” alle minoranze è tutt’altro che risolta, sebbene il Canada ne sia investito da molto tempo. E per trovare nuove soluzioni ai nuovi sviluppi dell’interculturalismo, si è deciso di istituire una commissione ad hoc. A guidarla, Charles Taylor, filosofo dell’Università McGill di Montréal, e Gérard Bouchard, storico dell’Università del Québec. “Interculturalisme québecoise”: un modello che punta, nelle intenzioni dei due professori, a trovare un compromesso accettabile fra la coesistenza di comunità differenti fra loro e la necessità di un’integrazione “forte” (alla francese, per intendersi).

Le conclusioni, pubblicate qualche mese fa e rilanciate di recente in Svizzera dopo lo shock del referendum anti-minareti, partono dalle basi, dalle parole stesse. Cos’è la laicità? L’uguaglianza morale dei cittadini e la libertà di coscienza e religione, risponde la commissione. Due princìpi a cui se ne aggiungono altri due, che coinvolgono più strettamente le istituzioni: la separazione fra Chiesa e Stato e la neutralità dello Stato nei confronti delle religioni. Ecco, una laicità “sana” si deve basare, innanzitutto, sull’equilibrio di questi quattro pilastri.

Un esempio pratico di cosa si intenda per “giusto equilibrio”? Prendiamo il divieto di velo nelle scuole francesi. Taylor e Bouchard commentano così la decisione del governo di Parigi: «Non è la scelta migliore. Dal momento che la libertà di coscienza e religione (principio 2) è una delle finalità della laicità, la neutralità dello Stato (principio 4) si dovrà intendere come volta a favorirne l’espressione e non a impedirla». E ancora: «Crediamo che questo tipo di laicità “restrittiva” non sia appropriata per tre ragioni: perché non indirizza per davvero le strutture istituzionali alla finalità della laicità; perché l’assegnazione alla scuola di una missione di “emancipazione dalla religione” non è compatibile con il principio della neutralità dello Stato tra religioni e tra religione e non-religione; perché il processo di integrazione di una società diversificata si effettua favorendo lo scambio tra cittadini e non nascondendo le identità»” (Federico Brusadelli, continua su Fare Futuro Web Magazine).

Leggi altre news su per il Popolo delle Libertà.



Tags: ,

10 Responses to "La costruzione della laicità: un esempio che viene dal Canada"

  • gino says:
  • camelot says:
  • ruys says:
  • camelot says:
  • ruys says:
  • camelot says:
  • domenico says:
  • camelot says:
  • Simone82 says:
Leave a Comment