Fermatevi, fermiamoci

Il sonno della ragione Goya

Ho sensazione che pochi abbiano compreso per davvero la gravità di quanto accaduto a Berlusconi. Ho sensazione che pochi abbiano provato ad immedesimarsi nella situazione e ad immaginarsi al suo posto. Ho sensazione che pochi abbiano compiuto questo umile esercizio d’identificazione, perché la cattiveria, il cinismo o, peggio, l’indifferenza che vedo in giro, ovunque, mi dicono questo. Mi dicono che si parla del tentato omicidio ai danni di Berlusconi, come se si stesse commentando un film o una fiction. Mi pare di essere piovuto da una dimensione spazio-tempo parallela, su una landa abitata da microcefali. Da esseri primordiali a tal punto rintontiti da immagini, informazioni, video e materiale affine, da non riuscire più a distinguere una tragedia da una farsa. Non siamo a teatro; è tutto vero! Si è provato ad ammazzare un esponente politico. E’ chiaro questo, o no?

Non mi pare.

Il tentato omicidio ai danni del Presidente del Consiglio avrebbe dovuto essere uno spartiacque: un evento a tal punto traumatico, da segnare a vita un confine tra un “prima” e un “dopo”. Un “prima”, caratterizzantesi per un clima incivile, barbaro; per un conflitto perenne tra schieramenti, improntato alla più becera e volgare criminalizzazione. E un “dopo”, invece, in cui tutti – ma proprio tutti – avrebbero dovuto mostrarsi disponibili a rivestire il ruolo di “pontifices”: di costruttori di “ponti”. Ponti utili a superare la palude di calunnie, offese e gratuite diffamazioni, in cui, nostro malgrado, siamo piombati tutti. Ponti utili a creare un “dialogo”, possibilmente durevole.

Dove sono questi “pontifices”? Li avete visti all’opera? Dove sono gli uomini di buona volontà, di cui si dice sia piena la nostra Italia cristiana? Dove?

Il “dopo” avrebbe dovuto manifestarsi all’indomani dell’attentato al Presidente del Consiglio. Il “dopo” l’avremmo già dovuto vedere, respirare, sentire.

Ma così non è stato: hanno provato ad ammazzare un politico, e noi siamo ancora qui a sbranarci. E ciò che è peggio, è che continuano a sbranarsi lor signori politici; che, ancora una volta, dimostrano quanto il ceto politico italico sia gravido di irresponsabili e di persone di una pochezza morale senza pari.

Se non fosse chiaro: siamo tutti a rischio. Tutti, dopo quell’evento, rischiano di lasciarci la ghirba. Proprio tutti: i militanti politici che fanno volantinaggio nelle scuole o nelle università; i politici di professione, noti al grande pubblico o meno; finanche i pirla che scribacchiano sui blog o sui giornali, corrono il rischio di andare in contro a qualche “rappresaglia”.

Sono cose che questo paese ha già vissuto, trent’anni or sono.

La storia patria nulla insegna? Siamo a tal punto ottusi?

Calmatevi, per favore; calmiamoci.

Prima che sia troppo tardi.

Leggi altre news su per il Popolo delle Libertà.



Tags:

Comments are closed.