Paola Concia (Pd): “Sì, abbiamo sbagliato a trasformare Berlusconi in un bersaglio”

A sinistra c’è una moltitudine di persone perbene; è fuor di dubbio. Ci sono persone, cioè, che dopo l’aggressione a Berlusconi non hanno esitato a pronunciare un mea culpa, e a stigmatizzare gli eccessi della propria parte politica. Eccessi che, indiscutibilmente, sono all’origine del tentato omicidio ai danni del Presidente del Consiglio.

Tra queste persone perbene, cui va la nostra modesta ma sincera riconoscenza, c’è Paola Concia. Donna ammirevole e tenace; e che, della lotta ad ogni discriminazione, ha fatto una ragione di vita:

Sì. Tutti, noi compresi, abbiamo sbagliato. C’è un odio che trasforma Berlusconi o i gay in bersagli, e da questo punto di vista l’odio è odio, e fa ugualmente orrore. Io sto con Bersani, sono contenta che il mio segretario abbia visitato il premier, che ha la mia solidarietà. Mi addolora quel che è successo, né voglio ridimensionare l’accaduto. Simbolicamente e materialmente, tutto si è innestato in un clima di grandi tensioni. Faccio appello ai miei colleghi: dobbiamo stemperare il clima, perché quello che stiamo vivendo è un periodo pericoloso”.

Conosco sulla mia pelle e su quella di altri omosessuali e trans l’odio verbale, troppe volte anche fisico. Lo combatto da anni: è una cosa da rifiutare, anche nei confronti di Berlusconi”.

Io vengo dal Pci, una tradizione che ha nel Dna anticorpi fortissimi per reagire a gravi momenti di tensione. Che sa rifiutare la logica di continue accuse incrociate. Invece giornali e politici pensano troppo a gettare benzina. Dobbiamo essere fermi sul “cambio di passo””.

Non condivido tempi, toni e contenuto dell’intervento di Antonio Di Pietro. Questo è il momento della responsabilità. Con Rosy Bindi è diverso, mi pare si sia resa conto del fatto che non fosse opportuno uscire così, e in aperto contrasto con il nostro segretario. Comunque, con Di Pietro ci chiariremo. Alla Bindi suggerisco di fare appello alla sua storia, che conosco bene. I miei erano dirigenti dell’Azione cattolica e mi hanno insegnato che libertà e democrazia passano dal rispetto delle istituzioni. Mi spiace che la Bindi abbia smarrito la delicatezza che il momento avrebbe dovuto suggerire”.

Mi attendo coscienza del fatto che abbiamo tutti grandi responsabilità”.

Il governo governi: ne ha legittimità, faccia rispettare le leggi senza invocarne di speciali. E l’opposizione incalzi con i toni giusti, sulla politica e senza invocare scorciatoie giudiziarie”.

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