“Gobba pensionistica”, rischio anticipato al 2015

Conti pensionistici

E’ uno degli effetti collaterali della contrazione del Pil e del calo dell’occupazione dovuti alla crisi economica in corso: se non s’interviene a breve con una riforma che innalzi l’età pensionabile, nel 2015 – per dirla in modo molto semplice e grossolano – l’Inps non riuscirà più a pagare le pensioni. Lo ha ribadito dalle pagine di Libero, Giuliano Cazzola:

“Dal 2015, a colpi di 3-4 mesi all’anno, il requisito dell’età pensionabile comincerà a salire (grazie ad una mini-riforma varata dall’attuale governo, ndr). Intorno al 2020 sarà praticamente raggiunto il limite dei 62 anni per la vecchiaia delle donne e quello dei 67 anni per quella degli uomini. Intanto, già dal 2013, l’età minima per il trattamento di anzianità sarà salita a 62 anni. E’ tutto risolto, allora? Se non fosse intervenuta la crisi, si sarebbe potuto ritenere di sì. Il fatto è, invece, che il dramma del 2009 ha determinato delle conseguenze di carattere strutturale anche sui conti della previdenza.

Non lo diciamo solo noi: lo affermano i documenti ufficiali a partire dal Dpef, secondo il quale il picco della spesa pensionistica sul Pil, atteso nelle previsioni precedenti la crisi, verso il 2030-2035, si presenterà – in misura del 15,5% – a partire dal 2010, mentre il rientro al di sotto del 14%, indicato per il 2045, slitterà al 2060. Resta poi da chiedersi come farà il Paese a porsi, prima o poi, il problema di rientrare al di sotto del 3% del Pil senza affrontare il nodo cruciale della spesa pensionistica (e sanitaria) che è tanta parte della spesa pubblica“ (continua).

Qualcuno lo spieghi a Tremonti.

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5 Responses to "“Gobba pensionistica”, rischio anticipato al 2015"

  • Andrea says:
  • camelot says:
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