E’ Tremonti (con la Lega) l’ostacolo alla riduzione delle tasse

Giulio Tremonti foto

Mentre certuni cazzeggiano attaccando la Polverini, cert’altri – ben più saggi dei primi – individuano un altro obiettivo contro cui scagliare la propria offensiva: Giulio Tremonti.

Quest’ultimo, come dovrebbe essere noto, s’oppone ad ogni ipotesi di riduzione delle tasse; e fa questo, non perché tema che la stessa possa nuocere ai conti pubblici, ma semplicemente perché sta risparmiando i soldi necessari per dare avvio al Federalismo fiscale. E dunque tiene stretti i cordoni della borsa, impedendo de facto ogni limatura fiscale. Con la conseguenza che le tasse, nel nostro paese, non saranno ridotte prima del 2013, nella migliore delle ipotesi.

Ne ha parlato finanche Il Giornale diretto da Valium Feltri:

Sul punto (il taglio dell’Irap, ndr) il Cavaliere è stato categorico, soprattutto dopo che gli hanno spiegato nel dettaglio perché per abbassare la pressione fiscale bisognava attenderel’entrata a regime del federalismo fiscale”. Che, tradotto, significa la prossima legislatura, anno 2013”.

D’altra parte, il socialista di Dio, Tremonti, è sempre stato chiaro in proposito:

La riduzione delle tasse verrà come dividendo del federalismo fiscale”.

Quindi, per mettere in moto il Federalismo fiscale, il centrodestra si vedrà costretto a non ridurre le tasse in questa legislatura, e ciò provocherà – inevitabilmente – la sua sconfitta elettorale alle prossime Politiche. Chi non “svela” la truffa del Federalismo fiscale, e non racconta queste cose, probabilmente lo fa perché auspica un siffatto risultato per la coalizione berlusconiana.

Fortunatamente per il centrodestra, però, c’è chi, queste cose, le denuncia (almeno in parte). E’ il caso, ad esempio, di Antonio Martino:

(…) Come ricorda Sergio Rizzo (Corriere della Sera, 11 gennaio) da candidato del “patto Segni” l’attuale ministro dell’economia bollò la proposta di aliquota unica che faceva parte del programma di Forza Italia nel 1994 come “miracolismo finanziario”. Il commercialista più pagato d’Italia evidentemente ha preferito in questo caso essere coerente ed ha quindi continuato ad opporsi a qualsiasi riforma tributaria (…). Questa a mio parere la spiegazione vera, ma non esauriente perché non spiega per quale motivo, stando così le cose, Berlusconi continui ad affidare le sorti della nostra economia ad una persona che gli impedisce di realizzare quanto ha reiteratamente promesso. Non esiste un articolo della Costituzione che reciti: “in caso di governo di centro-destra tutti i poteri economici devono essere affidati a Giulio Tremonti”. Chi o cosa, in nome di Iddio, costringe Berlusconi a continuare a contraddirsi, promettendo il cambiamento ed infliggendoci invece l‘immobilismo?”.

Ma c’è anche Mario Baldassarri:

(…) Il taglio delle tasse è nel codice genetico del Pdl ed è il punto più forte che ci distingue dalla sinistra, che pensa ancora che con più imposte si possano avere più servizi. Quindi, è chi ritiene che le tasse e la spesa non si debbano tagliare che è fuori dal partito”.

Finché Tremonti resta a Via XX Settembre, però, sembra questa la musica (fa notare il giornalista).

Ripeto, se non vuole ridurre le tasse e tagliare la spesa è lui che si pone fuori dal Pdl”.

P.S. Naturalmente, Tremonti predilige l’entrata in vigore del Federalismo fiscale, perché ha bisogno dell’appoggio della Lega – di cui la suddetta riforma è un cavallo di battaglia – per succedere a Berlusconi.

Leggi altre news su per il Popolo delle Libertà.



Tags: , , , , , , ,

15 Responses to "E’ Tremonti (con la Lega) l’ostacolo alla riduzione delle tasse"

  • Claudio says:
  • bruno bg. says:
  • camelot says:
  • camelot says:
  • alfio says:
  • camelot says:
  • alfio says:
  • camelot says:
  • alfio says:
  • camelot says:
  • luigi says:
Leave a Comment