
Dunque, a quanto riferisce Affaritaliani, Tremonti e Fini – con il benestare di Berlusconi e Bossi – avrebbero siglato un patto che prevede quanto segue: il tributarista di Sondrio, nella prossima legislatura, prenderebbe il posto di Silviuccio nostro alla guida del centrodestra; Gianfranchino, invece, finirebbe dritto dritto al Quirinale, quale Capo dello Stato.
A noi questa ipotesi fa semplicemente stomacare. E per diverse ragioni.
Innanzitutto, Tremonti – e non ha mancato di rimarcarlo, sia pur sottotraccia, anche nell’ultima intervista che ha concesso – ha in mente un centrodestra alquanto diverso da quello cui ha dato vita il Cav.. Un centrodestra a tal punto dissonante da quello delle origini – quello del “partito liberale di massa”, per intenderci – da poter essere qualificato, e senza esagerazione alcuna, come “centrosinistra moderato”.
D’altra parte, cosa ci si può attendere da un signore che dichiara: “Magari la gente leggesse Marx. È un genio”; da chi, un giorno sì e l’altro pure, attacca il mercato, il liberalismo, il capitalismo; da chi, in quasi due anni di governo, non ha mai parlato – pur essendo Ministro dell’Economia di un Gabinetto di centrodestra – di liberalizzazioni, di privatizzazioni, di abolizione del valore legale del titolo di studi (tutta roba prevista nel programma del Pdl); cosa ci si può attendere da un signore che – manco fosse un bolscevico piovuto dalla Luna – fa l’elogio, nel 2010, del posto fisso; da uno che cita, oltre Marx, il Levitico e Proudhon, e mai – non dico Ayn Rand, ma almeno – Luigi Einaudi e Michael Novak? Non ci si può attendere, evidentemente, che dia voce al vasto popolo dei moderati e dei liberali italiani.
Ci si può attendere, però, che dia vita ad un “centrosinistra moderato” – sul modello del pentapartito, del centrosinistra storico, sia pur riveduto e corretto – che abbia un profilo ideologico e programmatico di stampo cripto-fascista. Vale a dire: di destra, per quanto concerne le questioni che afferiscono all’immigrazione e alla legalità; “confessionale“, sui temi “eticamente sensibili”; e di sinistra, per quanto attiene alla politica economica (“Dio, Patria e Famiglia“: il motto del socialista Benito Mussolini).
Questo, e senza possibilità di smentita, è il centrodestra che Tremonti ha in mente. Lo ha ripetuto più volte. Lo ha chiarito in numerose circostanze (cosa che, ovviamente, è sfuggita a quel gran genio di Valium Feltri, le cui analisi, è un fatto noto, son considerate leccornie dai coprofagi).
Per tali ragioni, il fatto che Fini abbia acconsentito ad ascendere al Quirinale, bandendo il proposito di succedere a Silvio, non può che essere accolto – sempreché le cose stiano davvero così – con sfavore e preoccupazione.
Chi darà voce a quanti, e siam convinti siano la maggioranza degli elettori della coalizione berlusconiana, reclamano ancora “meno stato e più mercato”? Chi darà voce a quanti agognano un “autentico” centrodestra?
Noi, se il centrodestra fosse guidato dal socialista di Dio Tremonti, non lo voteremmo: siam di destra, mica catto-social-comunisti (o fascisti, che è lo stesso).
P.S. Non è un caso, tra l’altro, che Tremonti voglia introdurre meccanismi per favorire la “compartecipazione dei lavoratori agli utili di impresa”. Precisamente quanto era statuito dalla Costituzione “di sinistra” della Repubblica di Salò (da leggere quanto ha scritto in proposito l‘ottimo Adriano Teso).
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Dunque, a quanto riferisce Affaritaliani, Tremonti e Fini – con il benestare di Berlusconi e Bossi – avrebbero siglato un patto che prevede quanto segue……..
Fini al Quirinale, Tremonti a Palazzo Chigi…
Dunque, a quanto riferisce Affaritaliani, Tremonti e Fini – con il benestare di Berlusconi e Bossi – avrebbero siglato un patto che prevede quanto segue: il tributarista di Sondrio, nella prossima legislatura, prenderebbe il posto di Silviuccio nostro …
Fini al Quirinale, Tremonti a Palazzo Chigi…
Dunque, a quanto riferisce Affaritaliani, Tremonti e Fini – con il benestare di Berlusconi e Bossi – avrebbero siglato un patto che prevede quanto segue: il tributarista di Sondrio, nella prossima legislatura, prenderebbe il posto di Silviuccio nostro …
Quando attacchi Tremonti mi ecciti
Continua così, sei la voce della destra liberale, altro che Valium Feltri!
Ciao
[...] This post was mentioned on Twitter by Camelot, Calamity Jane. Calamity Jane said: RT @Camelotdestra: Fini al Quirinale, Tremonti a Palazzo Chigi: http://www.camelotdestraideale.it/2010/01/21/fini-quirinale-tremonti-premier/ [...]
Bhe, speriamo bene …. Berlusconi prima o poi dovrà lasciare e credo che in assenza di nuovi leader, Fini e Tremonti siano da considerare le prime file di eccellenza dopo il Cavaliere. Continuo comunque ancora a stupirmi sulle posizioni che vengono assunte da chi gestisce il blog (al quale va dato il merito di discutere e far discutere), ma troppe volte si dimentica che il Pdl rappresenta la sezione italiana del Ppe. Statalismo ed antistatalismo non rappresentano tabù per questa parte politica, piuttosto sono strumenti da utilizzare quando necessita.
Ps: Essendo stato tacciato di apologia del fascismo quando citai (senza peraltro dare pareri) la socializzazione delle imprese sul Blog dove si parlava Renata Polverini, prendo favorevolmente atto che adesso viene riproposta quale argomento di discussione.
[...] Leggi l’articolo integrale su: Camelotdestraideale.it Cosa ne pensi? [...]
Se è così hanno fatto i conti senza l’oste.
A proposito in Campania si rimorchiano transfughi piddini, uderrini, sdini nel nuovo ps di caldoro.
Stavolta giuro che voterò per la passera!
Saluti Cam
Cam, scusami ma mi sembra che ti stai preoccupando molto e prematuramente per la successione. Mi sembra che abbiamo grane più urgenti da dipanare.
Saluti cari
Risposta a Ferdinando:
Anche nel post dove ti ho accusato, e si fa per dire, di “apologia” di Fascismo, era citata la Costituzione di Salò, come esempio di Carta costituzionale “di sinistra” (nella parte economica).
Quanto al Ppe: è la casa delle forze politiche di centrodestra, non dei socialisti, e non più la casa dei partiti democratico-cristiani (che, infatti, oggi sono una minoranza all’interno dello stesso).
Risposta a sara:
Interessante! Vedrò di farlo più spesso, allora!
Grazie, ciao
Risposta a Gino:
Gino, la successione di Berlusconi è la questione politicamente più rilevante di questa legislatura. Se non la si risolve, e bene, il Pdl va in frantumi, e con esso il centrodestra. Dunque si deve lavorare affinché la suddetta coalizione “sopravviva” a Berlusconi. Inoltre, ne ho parlato, perché Affaritaliani ha pubblicato un articolo….
Risposta a Claps:
Sul Corriere del Mezzogiorno ho letto che alla presentazione della candidatura di Caldoro c’era un esercito di socialisti vecchi e nuovi, tutti contenti ed orgogliosi…
Caro Cam, su questo argomento siamo pienamente d’accordo.
Tremonti, da Stato Criminogeno è diventato Mercato Infernale.
Fini, con tutto il rispetto per le posizioni avanguardiste in materia civile, è un convinto statalista nonostante Della Vedova e Libertiamo.
La cosa che mi lascia ogni giorno piu’ perplesso e mi allontana dal PdL è che questo Cdx non fa il Cdx. Noi di destra vorremmo iniziare a discutere dai principi. Individuo, libertà, responsabilità, proprietà, mercato.
Invece non si parla nemmeno delle fregnacce care ai sinistri come gli aiuti, l’ambiente, i diritti dei gruppetti d’influenza.
Il nulla avanza da entrambi i fianchi accerchiando i cittadini sfiniti.
Tutto questo è deprimente per chi credeva nel Cavaliere Nero sceso in politica nel ‘94 al galoppo di madame Libertà.
Risposta a IoTomy:
Sono d’accordo, anche se devo precisare una cosa: è vero, Fini può “ancora” apparire tiepido e diffidente nei confronti del mercato; e però è stato Mario Baldassarri, cioè un “suo” uomo, a presentare la contro-Finanziaria per abbassare tasse e spesa pubblica. Per questo dico: meglio Fini di Tremonti (chiaramente per chi voglia un Pdl il più possibile liberale)…
Vero che Baldassarri è un uomo di Fini, ma potrebbe benissimo essere stata una manovra per mettere in dubbio l’autorità del socialista di Dio.
Ma stiamo parlando di una partita a due e solo a due? Cioè impossibile che salti fuori un outsider? E siamo sicuri che qualcuno, non legittimato dal popolo del PdL, riesca a concentrare i voti come è riuscito Berlusconi?
Sinceramente inizio a pensare che nel 2013 vinca una coalizione PD + UDC.
La Lega è un problema, non è per il mercato, parla alla pancia meglio di tutti gli altri e accetterebbe un nuovo accordo solo con Tremonti premier, o Maroni premier e Tremonti ancora all’Economia.
Forse il PdL dovrebbe iniziare un percorso di democratizzazione interna affinchè vengano fuori idee, persone, programmi.
Il rischio è l’implosione ed il ritorno ai cento-partiti.
Risposta a IoTomy:
Attorno a Baldassarri si è coagulata tutta la componente liberista del Pdl, inclusa quella che fa capo all’ex Forza Italia; e la contro-Finanziaria non era una manovra di facciata.
Quanto ai papabili, mesi fa consideravo possibile anche la candidatura di Formigoni. In questo istante, però, pare tramontanta…
Risposta a IoTomy:
Attorno a Baldassarri (e quindi a Fini) si è coagulata tutta la componente liberista del Pdl, inclusa quella che fa capo all’ex Forza Italia (a partire da Antonio Martino); e la contro-Finanziaria non era una manovra di facciata.
Quanto ai papabili, mesi fa consideravo possibile anche la candidatura di Formigoni. Ora penso non sia più in gioco….
Tremonti premier e Fini Capo di Stato non può funzionare, visti i precedenti. Convivenza impossibile o quasi finché uno de due non verrà costretto alle dimissioni.
Secondo me questo scenario non si verificherà. Molto più plausibile Tremonti come successore di Silvio e al Quirinale uno tra Letta e Berlusconi) … il motivo si trova nelle alleanze del PdL
[...] ciò avvenisse, con un Tremonti-socialista-di-Dio alla testa del centrodestra – un Tremonti che non vuole abbassare le tasse; non vuole aumentare l’età pensionabile; non [...]
Risposta a jm:
Beh, Fini non lo puoi liquidare senza dargli un contentino, un cadreghino, quindi è plausibile…il fatto è che, almeno per me, non è accettabile Tremonti – un socialista antimercatista – finisca col fare il candidato premier del centrodestra. Io, da lui, non mi sentirei rappresentato…
[...] lo schieramento berlusconiano avesse poco o nulla a che vedere con una coalizione di centrodestra, propriamente detta, era un fatto noto. Che nel Pdl, da tempo, fosse in atto una tendenza al “riposizionamento” onde presentarsi agli [...]