“Veltroni ha pilotato un appalto a Firenze”

Si parla dell’inchiesta avviata dalla Procura di Firenze, quella che riguarda i “Grandi eventi” e che coinvolge Guido Bertolaso.

Partiamo da questo editoriale non firmato – e, dunque, attribuibile a Ferruccio De Bortoli -, apparso ieri sul Corriere della Sera:

(…) Da giovedì 11 febbraio il Corriere della Sera sta pubblicando queste intercettazioni, che una volta messe agli atti sono da considerarsi di pubblico dominio. E un giornale ha il dovere di render noto quello che gli investigatori hanno raccolto e che il giudice con i suoi atti ha avvalorato (…) .

E in un’indagine di questo tipo c’è il rischio che finiscano coinvolte persone la cui unica colpa è aver parlato al telefono con chi aveva il cellulare sotto controllo. Chiacchiere e fatti. Saranno le sentenze dei giudici, speriamo il più presto possibile, a stabilire quali chiacchiere nascondono fatti e quali fatti sono reati. Anche le chiacchiere, in ogni caso, servono per farsi l’idea di un pezzetto d’Italia che si vorrebbe migliore”.

Le parole di De Bortoli, ovviamente, sono più che condivisibili: un giornale ha sempre il diritto/dovere di informare i propri lettori, anche quando questo implichi la pubblicazione di intercettazioni messe agli atti di un’inchiesta giudiziaria.

Un giornale, però, non dovrebbe manipolare le intercettazioni che pubblica; non dovrebbe scegliere arbitrariamente quali parti di esse divulgare e quali no; non dovrebbe condizionare, attraverso sapienti “censure“ e con metodi fraudolenti, le convinzioni dell’opinione pubblica. E’ scorretto. E’ immorale. E’ da lestofanti.

Se poi, come dice De Bortoli, “anche le chiacchiere, in ogni caso, servono per farsi l’idea di un pezzetto d’Italia che si vorrebbe migliore”, allora non si capisce perché, in riferimento sempre all‘inchiesta di Firenze, il suo quotidiano non abbia pubblicato anche le “chiacchiere” intercettate che coinvolgono pesantemente Walter Veltroni.

Perché ciò non è avvenuto? Perché è un esponente dell’opposizione, e dunque non va “sporcato”? Perché si è in campagna elettorale e si deve attaccare il centrodestra onde indebolirlo a vantaggio del centrosinistra? Perché, in casi come questo, qualcuno è figlio e qualcun altro è figliastro?

De Bortoli, prima di parlare o scrivere un editoriale, forse dovrebbe farsi un esame di coscienza.

Detto questo, veniamo all’oggetto del post.

Dunque, nell’inchiesta avviata dalla Procura di Firenze, e che ha portato all’arresto di alcuni funzionari dello stato, sono finite migliaia di intercettazioni telefoniche. Molte di queste, come si è già detto, coinvolgono esponenti dell’opposizione, a cominciare da Walter Veltroni.

Questi è “accusato”, da alcune persone le cui conversazioni sono state registrate, di aver fatto pressioni sull’allora Sindaco di Firenze Domenici, onde convincerlo ad assegnare l’appalto per la realizzazione dell’Auditorium cittadino ad un proprio uomo.

Leggiamo, allora, queste intercettazioni che coinvolgono l’ex leader del Pd (e che il Corriere della Sera – chissà perché! – non ha pubblicato).

A parlare sono Vincenzo Di Nardo (vicepresidente dell’Ance Toscana e di Confindustria Firenze) e l’architetto Marco Casamonti:

Di Nardo: “Ma questa è una banda armata…io infatti guarda ho sempre votato a sinistra…Non li voto più…ho deciso non vò più a votare. Preferisco incazzarmi col Berlusconi piuttosto essere inculato da Veltroni”.

Casamonti: “Questo, questo era pacifico…purtroppo!”.

Di Nardo: “Il bello è che la gente ben pensante, tutti i miei amici borghesi di sinistra, vedono in Veltroni l’illuminato! L’illuminato una sega, capito, ecco…se questo è il buon dì, ecco è bene che io non li voti più…capito?…io ho finito di votare…a questo punto non mi rompo più coglioni”.

Casamonti (in un‘altra conversazione intercettata): “Io ti devo dire la verità…guarda…io sono di sinistra…lo sono sempre stato…però spero che questa volta pigliano una rintronata…perché non è possibile…”.

Di Nardo: “Io sono di tre generazioni di gente socialista..ho sempre votato a sinistra…ma io stavolta non li voto…a me non m’importa una sega…Preferisco incazzarmi con il governo Berlusconi che essere inculato dal governo Prodi..capito? Io voglio l’onestà…non posso pensare che la cricca di Veltroni…Ti immagini il nuovo Pd…che fanno queste cose così…l’occupazione dei romani…dai!…ma dove siamo!”.

E si arriva alla conversazione clou, quella in cui si parla dell’appalto che sarebbe stato assegnato con l’intervento di Veltroni:

Di Nardo: “Questo è un appalto banditesco… a Venezia è stato uguale, lo stesso film. Punto e basta… c’è un sottobosco romano che è fatto di gente che bazzica i ministeri (…). Qualcosa non torna! Perché quando uno si dà 55 a uno e 28 a noi, non torna nulla (…). Questa è scuola romana, ’sti romani vanno forte… Quello che decideva il bando è Balducci, che è l’ex provveditore alle opere pubbliche di Roma, l’uomo di Rutelli al ministero”.

Ancora Di Nardo: “Io so com’è andata, sono stati tutti pilotati”.

Casamonti: «Eh certo! È Veltroni, quell’architetto è di Veltroni, Desideri, l’impresa è di Veltroni e il sindaco Domenici ha preso gli ordini da Veltroni, è una vergogna, ma che ci vuoi fare?».

Di Nardo: «L’errore è stato pensare alla città di Firenze, non a Roma e ai corrotti».

Casamonti: «… E questi della commissione erano imbarazzati, non sapevano come fare. Veltroni ha chiamato Domenici, Domenici Biagi e Biagi (…) e poi hanno avuto il massimo dei voti su tutto! Ma dài!».

Di Nardo: «Senti Marco. Primo, sono dei banditi. Secondo, sono più bravi. Perché vedi, io ho scelto Arata Isozaki (fra i più celebrati architetti mondiali, ndr) e loro hanno scelto l’architetto di Veltroni, e questa è un’altra cosa. Che cazzo vuol dire Isozaki? Nulla in questo mondo qui… ».

Per ragioni di completezza vanno aggiunte due cose: la prima, è che Veltroni non risulta iscritto nel registro degli indagati; la seconda, è che l’ex Sindaco di Firenze, oggi europarlamentare del Pd, al riguardo ha dichiarato: “In merito a notizie riportate da alcuni giornali relative a presunte interferenze nella gara d’appalto per il nuovo Teatro della Musica di Firenze, è del tutto privo di fondamento che l’onorevole Walter Veltroni abbia esercitato pressioni in qualsiasi forma nei miei confronti per sostenere ditte partecipanti alla suddetta gara d’appalto”.

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14 Responses to "“Veltroni ha pilotato un appalto a Firenze”"

  • Danielel says:
  • Gino Pieri says:
  • camelot says:
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  • Eternoliberale says:
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