Quando la Bonino ottenne per due volte una proroga per la raccolta delle firme

Appena ha saputo dell’esclusione della lista del Pdl nella Provincia di Roma, Emma Bonino – Nostra Signora delle Tasse, la “sbianchettatrice” di curricula politici, l’amica degli stragisti Fioravanti e Mambroha chiosato:

Oggi è stata data una prova di sciatteria e impunità, ognuno pensa che le regole non servano, ma ci sono. Poi potenti e prepotenti pensano di non seguirle. Ma la legge è perentoria”.

Già, la legge è “perentoria“, anche se alcuni “potenti e prepotenti” pensano di non doverla rispettare. E tra questi, per meriti acquisiti sul campo, vanno sicuramente ricompresi anche gli stessi Radicali: i quali, per ben due volte, sono riusciti ad ottenere una leggina ad personam che prorogasse i termini per la raccolta delle firme.

Nel primo caso, era il gennaio 1994, lor signori indirizzarono all’allora Presidente del Consiglio, Carlo Azeglio Ciampi, un’accorata supplica: “Pregevolissima Eccellenza, veniamo noi con questa mia a dirvi (cit.) che la Democrazia potrebbe patire gravi conseguenze, financo maggiori di un genocidio di massa, qualora noi Radicali fossimo costretti a rispettare il termine stabilito dalla legge per raccogliere le firme onde presentare i nostri Referendum. La catastrofe sarebbe inevitabile, Eccellentissima Magnificenza, perché non siam riusciti a raggiungere il numero di firme necessario allo scopo. Indi per cui, e salutandola indistintamente (cit.) e con la testa sotto i suoi piedi (cit.), La si pregherebbe di fare strame di legalità, e di prorogare i termini onde permetterci di raccogliere nuove sottoscrizioni popolari”.

Naturalmente, siccome al governo era il centrosinistra – che con le leggi ad personam ha sempre avuto una certa consuetudine -, i Radicali furono accontentati, e fu varato – come racconta Il Tempo – un decreto ad hoc:

Lo sparuto, ma indomito gruppetto di radicali, che ieri ha sostato davanti a Palazzo Chigi per tutta la durata del Consiglio dei ministri, sfidando una gelida tramontana per gridare “referendum, referendum” ogni volta che un’auto blu varcava il grande cancello in ferro battuto, alla fine ha avuto soddisfazione. Il governo, infatti, ha approvato un decreto legge che riapre la raccolta delle firme per i 13 quesiti “liberisti” promossi dai Club Pannella e dalla Lega e in parte sottoscritti anche da Silvio Berlusconi e Mario Segni, oltre che da esponenti di Alleanza Democratica”.

Il secondo “aiutino”, invece, arrivò l’anno dopo.

Il 23 aprile 1995, infatti, si sarebbe votato per il rinnovo di alcune amministrazioni locali. Ma a marzo, lor signori Radicali capirono che non avrebbero fatto in tempo a raccogliere tutte le firme necessarie. Sicché bussarono alla porta dell’allora primo ministro, Lamberto Dini, e lo supplicarono affinché concedesse loro una proroga.

Naturalmente, anche in quel caso furono accontentati.

A buon intenditor poche parole.

P.S. D’Altra parte, la Bonino ha chiesto una legge ad personam anche di recente.

[H. T.: Camillo]

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38 Responses to "Quando la Bonino ottenne per due volte una proroga per la raccolta delle firme"

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